La leonessa restaurata: dal museo Doderlein all’Orto Botanico

Lo scheletro di Panthera Leo, riassemblato grazie alle Vie dei Tesori, è una delle chicche dell’edizione natalizia del Festival a Palermo, in programma dal 27 dicembre al 5 gennaio

di Ruggero Altavilla

È un museo unico, che custodisce, come cristallizzato, l’ecosistema di un secolo e mezzo fa, quando gli storioni erano di casa alla foce del fiume Oreto. E quando il “Mar di Sicilia” era un caleidoscopio di colori e di specie, popolato da anguille, gronchi, cernie, dentici di dimensioni paragonabili a quelle degli esemplari che si trovano oggi nei parchi marini. Inizia dal Museo di zoologia Pietro Doderlein, la speciale edizione natalizia delle Vie dei Tesori a Palermo, in programma dal 27 dicembre al 5 gennaio (ve ne abbiamo parlato qui).

Il Museo Doderlein

Da lunedì 27 a giovedì 30 dicembre, dalle 10 alle 15,30, il museo allestito nel 1862 dal cattedratico dalmata che insegnò all’Università di Palermo, si potrà visitare partecipando a questa edizione che invita a donare per la bellezza. Il ricavato dei coupon, infatti, sarà devoluto per metà a sostenere interventi di restauro che si andranno ad aggiungere agli altri già finanziati dalla Fondazione Le Vie dei Tesori (qui per scoprirli tutti).

Scheletro della leonessa birmana all’Orto Botanico

Proprio dal museo Doderlein, proviene lo scheletro della leonessa restaurato dalle Vie dei Tesori e oggi esposto nel Gabinetto scientifico del Gymnasium dell’Orto Botanico, altro luogo aperto in questi giorni di festa, a partire dal 28 dicembre (qui tutti i luoghi e le date). Leggenda metropolitana voleva che fosse lo scheletro del leone Ciccio, vissuto in una gabbia di Villa Giulia fino agli anni Ottanta.

Un momento del restauro curato da Daniele Di Lorenzo (foto FabLab Palermo)

Ma in realtà questo esemplare di Panthera Leo è molto più antica e ha tutt’altra provenienza. Uno studio genetico condotto da Donata Luiselli e Elisabetta Cilli dell’Università di Bologna ha potuto stabilire che lo scheletro apparteneva ad una leonessa birmana originaria dell’Africa centrale. Certo è che lo scheletro è maestoso ed è stato riassemblato come un puzzle a partire da pezzi conservati da decenni, integrando gli elementi mancanti con la stampa 3D realizzata dall’associazione FabLab Palermo Aps, confrontandolo con un secondo scheletro proveniente dall’Università di Messina.

Visite al Museo Doderlein

Il leone fu presumibilmente catturato nella seconda metà dell’Ottocento. Preparato, custodito ed esposto nella sala del museo Doderlein, venne poi smontato e conservato nei depositi. Il reperto, da una analisi dei distretti scheletrici e dalla completa eruzione dentaria, è stato identificato come esemplare di giovane adulto. Il cranio mostra caratteristiche che fanno ipotizzare un esemplare di sesso femminile.

La Sala degli elefanti del Gemmellaro

Negli anni Novanta del secolo scorso le ossa vengono “sbiancate” nei laboratori del museo Gemmellaro di Palermo, con lo scopo di recuperarne l’allestimento. Conservato scomposto al Doderlein, dopo un anno di lavoro, nel 2019, lo scheletro è stato completamente ricostruito e restituito alla comunità. Il restauro – spiega il direttore del museo Doderlein, Sabrina Lo Brutto – ha previsto diverse fasi: la pulizia delle ossa, la valutazione dello stato di conservazione, la realizzazione del sostegno interno ed esterno per la messa in posa e la stampa 3D delle ossa mancanti.

Il gabinetto scientifico dell’Orto Botanico

Il progetto di restauro è stato coordinato dall’Università degli Studi di Palermo, e ha visto la partecipazione di diverse istituzioni siciliane. Gli studi genetici sono coordinati da Sabrina Lo Brutto, del Dipartimento Stebicef dell’ateneo palermitano. La Fondazione Le Vie dei Tesori ha cofinanziato la realizzazione del progetto; il Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Messina ha messo a disposizione lo scheletro completo di un leone per ricavarne le immagini 3D delle ossa mancanti, realizzate dall’associazione FabLab.

Per informazioni sul programma e gli altri luoghi del Festival cliccare qui, oppure scrivere a info@leviedeitesori.it o telefonare allo 091745575 dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13.

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