La Gulfa porta del Belìce: così rinascerà l’ex stazione ferroviaria

Sorgerà un complesso destinato a servizi per il territorio, con sala convegni, campi di padel e aree dedicate a fiere e mercati

di Lilia Ricca

Oltre cinquant’anni fa quella di contrada Gulfa, a Santa Margherita di Belìce, era una delle stazioni di servizio della ferrovia che collegava i comuni di Burgio e San Carlo con Castelvetrano. L’intero tratto ferroviario, oggi dismesso, di circa 80 chilometri, che copriva le province di Agrigento, Palermo e Trapani, realizzato tra il 1910 e il 1931, chiuso definitivamente il 16 agosto 1972, è visibile oggi in quasi tutta la sua estensione, utilizzata per lo più come strada campestre, tranne il tratto Santa Margherita di Belìce-Salaparuta, cancellato dalla realizzazione della strada statale 624 Palermo-Sciacca.

Uno degli edifici dell’ex stazione

Alla fermata di Contrada Gulfa, in un tratto di ferrovia di circa 28,5 chilometri, a pochi passi da Sambuca – punto di scalo, oggi, per le autolinee Gallo dirette a Palermo, al servizio dei comuni limitrofi – sorgerà nel giro di poco tempo un intero complesso infrastrutturale destinato a servizi per il territorio, su un’area di cui fanno parte un fabbricato principale, che in passato ospitava la stazione, e altri secondari che erano rimesse e officine. “Una biglietteria, un posteggio, un’area mercatale, prevista in prima battuta tramite bando del Gal, a sostegno delle filiere e dei sistemi produttivi locali, una sala convegni, due campi di padel e tanta accoglienza”, dichiara Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita.

Planimetria dell’edificio

Il Comune ha partecipato ad un bando pubblico di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare del Belìce, per un finanziamento di 500.000 euro da parte del Gal – Valle del Belìce, per il recupero di uno degli immobili dell’ex complesso ferroviario. L’edificio che verrà ristrutturato e sistemato, anche all’esterno, si trova su due livelli, con un unico ingresso che immette in un disimpegno. Una scala conduce al piano superiore, dove ci sono due porte, da cui si accede a due vani, con soffitto a volta e camino in pietra. Il secondo piano comprende due ambienti, disposti ai lati della scala e due ripostigli.

Camino

Uno dei locali del piano terra diventerà una biglietteria, mentre l’area esterna ospiterà eventi fieristici o piccole manifestazioni rurali, o commerciali, di prodotti tipici locali. “Contemporaneamente – spiega ancora il primo cittadino – aspettiamo un progetto esecutivo di finance, a cui lavoriamo da più di un anno, per un importo di 3 milioni di euro, per riqualificare l’intera area della Gulfa”. Tutta la zona d’intervento si estende su un territorio prevalentemente pianeggiante, nei pressi dello svincolo della statale 624 Palermo-Sciacca, punto di collegamento verso Santa Margherita, Sambuca e Montevago. Il progetto che vuole riqualificare il patrimonio storico, architettonico e naturalistico della zona belicina, permetterà alla Gulfa di diventare una delle porte del Belìce, luogo strategico con ricadute economiche, sociali e culturali per il territorio.

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