La Favorita e quella nobildonna dimenticata

Il grande parco di Palermo creato da Ferdinando III di Borbone cela il ricordo della bella Lucia Migliaccio, conosciuta dal re nella cerchia dell’aristocrazia cittadina

di Emanuele Drago*

Il parco della Favorita con i suoi circa 400 ettari è indubbiamente uno dei polmoni verdi più grandi d’Italia. Creato nel 1799 per volontà dell’allora re Ferdinando III il Borbone, esule da Napoli in seguito alla nascita della Repubblica Partenopea, nacque col preciso intento di voler riprodurre le bellezze della tenuta che il sovrano aveva fatto impiantare a Portici.

Ritratto di Lucia Migliaccio

Eppure, ancora oggi spesso si fa confusione o si tende superficialmente a non indagare cosa realmente si nasconda dietro il significato di “Real tenuta Favorita”. Insomma, anziché interpretare il termine “Favorita” come un aggettivo che venne attribuito a una donna, lo si usa come se fosse stato riferito alla natura della tenuta stessa; divenendo, così facendo, sinonimo di luogo speciale e privilegiato dal re. Grazie ad alcune ricerche storiche, è apparso sempre più evidente come da parte del sovrano era la chiara volontà di applicare l’aggettivo in questione, per appunto Favorita, non tanto a un luogo ma alla nobildonna che conobbe e che amò durante i suoi due esili in Sicilia. A svelare e chiarire questa vicenda sono stati gli scrittori Vittorio Lojacono e Carmen Zanda in un testo dal titolo “I Borbone in Sicilia. Palermo, Ficuzza e dintorni” edito nelle edizioni l’Epos.

Il distrutto palazzo Partanna Grifeo di piazza Marina a Palermo

Ma chi era dunque questa Favorita a cui il sovrano aveva dedicato il parco? Ebbene, si tratterebbe di Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e Partanna, una bellissima donna che re “nasone” conobbe nella cerchia dell’aristocrazia palermitana, e la cui grazia era talmente nota che il poeta Meli le volle dedicare una poesia dal titolo “Occhiuzzi niuri”. È assodato che il sovrano l’avesse già conosciuta durante il primo breve esilio tra il 1799 e il 1801, tuttavia fu solo durante il secondo esilio, durato ben nove anni, dal 1805 al 1816, che tra Ferdinando e Lucia era nata una vera e propria relazione amorosa. È presumibile che la cautela di non dedicare alla Migliaccio apertamente il parco fosse dovuta al fatto che il sovrano era sposato con Maria Carolina, una donna risoluta ed autoritaria che mai avrebbe gradito che la sua rivale venisse menzionata – e diremo noi anche onorata – così apertamente. A ciò va aggiunto che Lucia Migliaccio era sposata con uno dei più influenti uomini dell’aristocrazia siciliana, Benedetto Grifeo di Partanna, per cui quella aperta dedica sarebbe risultata a dir poco sconveniente, oltre che irrispettosa nei confronti del casato dei Grifeo.

Palazzo Partanna a Napoli

Così il sovrano, per evitare impicci, decise di usare il gioco e l’allusione, e il parco dedicato alla favorita Lucia divenne la Real tenuta Favorita. D’altronde la conferma di ciò viene supportata dalla storia stessa, se è vero come è vero che dopo appena 80 giorni dalla morte di Maria Carolina – dopo un matrimonio in gran segreto celebrato nella Cappella Palatina – Ferdinando sposò la di lei vedova Lucia Migliaccio (anche Benedetto Grifeo frattanto era morto). Ma altre evidenti prove che sembrano avvalorare l’idea che la Favorita fosse stata proprio lei, le abbiamo sia a Ficuzza, sia a Napoli. Se nella tenuta vicino a Marineo è possibile ammirare una stanza a lei interamente dedicata, a Napoli tutto diventa palesemente chiaro. È infatti nella capitale del Regno delle Due Sicilie che la bella Lucia passò la seconda parte della propria vita: in inverno nel quartiere Chiaia, luogo in cui è ancora possibile ammirare Palazzo Partanna (residenza invernale); in estate nella splendida villa del Vomero denominata appunto Floridiana (tra l’altro la villa conserva uno splendido dipinto di Vincenzo Camuccini in cui la Migliaccio è ritratta in tutto il suo aristocratico splendore).

Villa Floridiana al Vomero

Certo, quello tra la Migliaccio e Ferdinando fu un matrimonio morganatico, per cui la bella Lucia non poté aspirare a diventare mai regina. Tuttavia, a lei quel tipo di legame bastò. Anche perché il sovrano per condurla insieme a lui a Napoli dovette sfidare lo stesso futuro erede al trono, quel Francesco che aveva concepito con Maria Carolina. In conclusione ci sembra opportuno fare una considerazione. Perché a partire dalla prossima edizione de “La Domenica Favorita”, evento che si svolge ogni anno nel parco, oltre a rendere fruibili al pubblico sentieri e luoghi, liberando la lunga strada carreggiabile dalle automobili, non creare qualcosa che ricordi la donna a cui il parco è dedicato? In fondo almeno una fontanella in bronzo la meriterebbe. Basterebbe poco per farla uscire dall’anonimato storico in cui è stata relegata da Palermo e dai palermitani.

*Docente e scrittore

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1 Comment

  1. Grazie. In tanti anni non mi son mai chiesta l’origine del nome del parco della favorita. Una storia molto bella e forse una fontana a suo nome darebbe fama a lei e di più alla citta. Ci sarebbe il lato romantico, che tanto alberga nei nostri cuori

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