La Chiesa Madre rinata dal sisma, cuore di Sambuca

Riaperta qualche mese fa, sarà tra i luoghi visitabili con Le Vie dei Tesori, insieme a siti esclusivi come il baglio di contrada Ulmo e Palazzo Planeta

di Ruggero Altavilla

È ancora segnata dalle ferite del sisma, ma la sua rinascita è già cominciata. La Chiesa Madre di Sambuca di Sicilia, a mezzo secolo dal terremoto che devastò il Belice, in quella terribile notte del 1969, è stata riaperta qualche mese fa e adesso si prepara a stare sotto i riflettori del festival Le Vie dei Tesori, che dal 13 al 29 settembre, arriva per la prima volta nel borgo agrigentino, in contemporanea con altre città siciliane (ve ne abbiamo parlato qui).

La Chiesa Madre di Sambuca

Grazie a uno stralcio funzionale degli ultimi fondi previsti per la ricostruzione del Belice, il Comune di Sambuca, era riuscito a bandire una gara d’appalto per il rifacimento del pavimento, il recupero dell’altare maggiore dove è stato collocato un grande blocco in pietra, e alcuni interventi di consolidamento del tetto. “Dopo cinquant’anni di attesa riusciamo finalmente a riaprire la Matrice – avevano dichiarato il sindaco di Sambuca Leo Ciaccio e il vicesindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo, in occasione della riapertura, lo scorso gennaio – . Per il restauro totale della Basilica – spiegano – saranno ancora necessari altri interventi, ma intanto un monumento che rappresenta il simbolo stesso della nostra comunità, potrà finalmente essere reso fruibile”. Adesso l’inserimento tra i luoghi del festival rappresenta un ulteriore passo per ricucire uno strappo durato troppo a lungo.

L’interno della Chiesa Madre

La Chiesa Madre fu edificata intorno al 1420 sull’antico Castello arabo di Zabut, nella parte più antica di Sambuca, sulla rocca che domina il paese. In origine era una piccola cappella dedicata prima a Santa Barbara e poi a San Pietro Apostolo; nel 1642 fu ricostruita grazie al contributo della marchesa Donna Giulia Baldi Centellis. Completata nel 1651, la chiesa – tre navate, divise da colonnati che sorreggono archi a tutto sesto – fu dedicata a Maria Santissima Assunta. Bello il campanile ricavato da un’antica torre saracena di difesa, che culmina a guglia piramidale, coperta da quadrelli di ceramica policrome.

Il fortino semisommerso di contrada Ulmo

Ma sono tanti i tesori da scoprire a Sambuca, in occasione del festival (qui l’elenco completo). Come l’affascinante contrada Ulmo, con il baglio cinquecentesco che guarda ad un fortino arabo semisommerso dalle acque del lago Arancio e che fu la prima sede delle cantine
Planeta. Un palmento che risale ai fenici e che testimonia il millenario legame di questa terra con la vite. Sabato 21 settembre è in programma anche una visita guidata con degustazione di vini (qui per prenotare). E ancora, si potrà scoprire Palazzo Planeta, eccezionalmente aperto al pubblico per l’occasione. Saranno i proprietari in persona a svelare i segreti dell’antica dimora dei Baroni di Santa Cecilia, non una semplice casa ma un complesso ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi, srotolati lungo tutto un complesso di locali che si affacciano sui due cortili. Anche in questo caso, è prevista anche una visita con degustazione, sabato 28 settembre (qui per prenotare).

Palazzo Planeta

Novità di quest’anno, poi, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Sambuca, potrà farlo domenica 15 settembre (qui per prenotare il pullman) o domenica 29 settembre (qui per prenotare). Per informazioni sul festival a Sambuca visitare la pagina https://leviedeitesori.com/sambuca/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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