Isnello vola nello spazio, c’è l’asteroide Gal Hassin

Il corpo celeste scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli porta il nome del Centro internazionale per le scienze astronomiche del borgo madonita

di Marco Russo

Il Centro internazionale per le scienze astronomiche di Isnello vola sempre più alto. Un asteroide scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli, una delle più importanti “cacciatrici” di asteroidi al mondo, da oggi porta lo stesso nome del centro astronomico delle Madonie. L’asteroide (28007) 1997 XO10 si chiamerà adesso 28007 Gal Hassin.

Maura Tombelli

L’8 settembre scorso – fanno sapere dal centro internazionale di Isnello – in occasione dell’evento annuale Gal Hassin, Maura Tombelli aveva annunciato la sua proposta al Minor Planet Center di assegnare a uno dei suoi numerosi asteroidi scoperti, il nome del centro di Isnello, che entrato anche a far parte della rete mondiale di osservatori astronomici professionali e amatoriali, riconosciuti dalla International Astronomical Union, ente che unisce le società astronomiche del mondo e che assegna i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti.

Il centro Gal Hassin (foto Alessandro Nastasi)

Gli scienziati che scoprono i corpi celesti, infatti, propongono direttamente i nomi che inizialmente sono apposti in via provvisoria dal Minor Planet Center. Per essere accettate, le proposte vengono vagliate da un comitato dell’International Astronomical Union e, se accettate, vengono pubblicate sulla newsletter mensile. Così è stato per l’asteroide Gal Hassin, scoperto da Maura Tombelli e all’astronomo (all’epoca studente universitario) Andrea Boattini nel 1997, quando stavano osservando il cielo da Cima Ekar, nell’Osservatorio astrofisico di Asiago.

Il Parco astronomico Gal Hassin (foto Vincenzo Montalbano)

“Centro internazionale per l’astronomia a Isnello – si legge nella motivazione che accompagna l’assegnazione – che svolge attività didattiche e divulgative nel campo dell’astronomia, oltre a una ricerca avanzata nello stesso ambito. Quest’ultima verrà particolarmente sviluppata con il quasi ultimato Wide-field Mufara Telescope. Questa facility sarà principalmente dedicata alle osservazioni dei Neo”. Il riferimento è al telescopio che sarà installato in cima a Monte Mufara, a 1860 metri d’altezza. Lo strumento sarà alto circa due metri e mezzo e con uno specchio largo un metro e permetterà di osservare una porzione di cielo grande circa 28 volte la luna piena, una dimensione molto ampia di osservazione, che consentirà di monitorare oggetti che cambiano la luminosità e la loro posizione, come asteroidi, detriti e anche pianeti fuori dal Sistema solare.

(La foto grande in alto è di Vincenzo Sapienza)

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