“Intolerance” al Teatro Massimo, connubio tra cinema e musica

La proiezione dello storico film muto di David W. Griffith è accompagnata da un concerto eseguito dal vivo con Giulia Tagliavia, Marco Betta, Marco Cappelli e Domenico Sciajno

di Redazione

Si chiude con una serata all’insegna di cinema e musica il Festival delle Letterature Migranti. L’appuntamento è nella sala grande del Teatro Massimo di Palermo, lunedì 22 ottobre alle 20, con la proiezione del film “Intolerance”, realizzato da David W. Griffith nel 1916. Ad accompagnare la visione di uno dei capolavori del cinema muto, la musica dal vivo in prima esecuzione assoluta di Giulia Tagliavia (pianoforte ed elettronica), Marco Betta (pianoforte ed elettronica), Marco Cappelli (chitarre ed elettronica) e Domenico Sciajno (elettronica e regia del suono).

Il film “Intolerance” svolge quattro vicende accomunate dal tema dell’intolleranza e del suo rovescio (ossia l’amore) e ambientate in quattro diversi luoghi-momenti emblematici della storia umana: Babilonia al tempo della sua caduta (539 avanti Cristo), la Palestina all’epoca della Passione di Cristo, la Francia delle guerre di religione del XVI secolo e l’America del primo Novecento. Tra una sequenza e l’altra ricorre varie volte l’immagine di una madre che dondola una culla: “The Woman Who Rocks the Cradle” (Lilian Gish).

L’idea proviene da un verso del poeta americano Walt Whitman e il movimento della culla rappresenta l’infinito flusso del Tempo: il suo dondolio è dunque l’incessante oscillare delle Storia. Sullo sfondo sono sedute tre vecchie che alludono alle tre Parche della mitologia greca.

La realizzazione del film, che fonde in un unico affresco generi e suggestioni diverse richiese un investimento di due milioni e mezzo di dollari, con oltre 100.000 metri di pellicola, 5.000 costumi e il coinvolgimento di 7.000 comparse disposte all’interno di immense scenografia in grandezza naturale. Malgrado tutto questo, “Intolerance” fu un clamoroso insuccesso, proprio a causa del suo messaggio pacifista che si poneva in aperto contrasto con il clima di una nazione ormai sul punto di entrare in guerra.

Il progetto è stato realizzato dal Festival delle Letterature Migranti in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e il Conservatorio di Musica di Palermo, con il sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici e della Società del Quartetto di Palermo.

La proiezione dello storico film muto di David W. Griffith è accompagnata da un concerto eseguito dal vivo con Giulia Tagliavia, Marco Betta, Marco Cappelli e Domenico Sciajno

di Redazione

Si chiude con una serata all’insegna di cinema e musica il Festival delle Letterature Migranti. L’appuntamento è nella sala grande del Teatro Massimo di Palermo, lunedì 22 ottobre alle 20, con la proiezione del film “Intolerance”, realizzato da David W. Griffith nel 1916. Ad accompagnare la visione di uno dei capolavori del cinema muto, la musica dal vivo in prima esecuzione assoluta di Giulia Tagliavia (pianoforte ed elettronica), Marco Betta (pianoforte ed elettronica), Marco Cappelli (chitarre ed elettronica) e Domenico Sciajno (elettronica e regia del suono).

Il film “Intolerance” svolge quattro vicende accomunate dal tema dell’intolleranza e del suo rovescio (ossia l’amore) e ambientate in quattro diversi luoghi-momenti emblematici della storia umana: Babilonia al tempo della sua caduta (539 avanti Cristo), la Palestina all’epoca della Passione di Cristo, la Francia delle guerre di religione del XVI secolo e l’America del primo Novecento. Tra una sequenza e l’altra ricorre varie volte l’immagine di una madre che dondola una culla: “The Woman Who Rocks the Cradle” (Lilian Gish).

L’idea proviene da un verso del poeta americano Walt Whitman e il movimento della culla rappresenta l’infinito flusso del Tempo: il suo dondolio è dunque l’incessante oscillare delle Storia. Sullo sfondo sono sedute tre vecchie che alludono alle tre Parche della mitologia greca.

La realizzazione del film, che fonde in un unico affresco generi e suggestioni diverse richiese un investimento di due milioni e mezzo di dollari, con oltre 100.000 metri di pellicola, 5.000 costumi e il coinvolgimento di 7.000 comparse disposte all’interno di immense scenografia in grandezza naturale. Malgrado tutto questo, “Intolerance” fu un clamoroso insuccesso, proprio a causa del suo messaggio pacifista che si poneva in aperto contrasto con il clima di una nazione ormai sul punto di entrare in guerra.

Il progetto è stato realizzato dal Festival delle Letterature Migranti in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e il Conservatorio di Musica di Palermo, con il sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici e della Società del Quartetto di Palermo.

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