Conto alla rovescia per il Carnevale di Sciacca

Sfileranno otto carri allegorici, tra musica, maschere e spettacoli. Una festa storica che non dimentica il suo passato, proiettandosi nel futuro

di Ruggero Altavilla

Una festa lunga sei giorni, con otto carri allegorici, musica, maschere e spettacoli. Sciacca si prepara a celebrare il suo storico Carnevale, considerato il più antico della Sicilia. È iniziato il conto alla rovescia per l’edizione 2020 della manifestazione, che animerà la città agrigentina dal 20 al 25 febbraio. L’attenzione, come ogni anno, è puntata alle sfilate dei carri allegorici, dei gruppi mascherati e agli spettacoli sul grande palco di piazza Angelo Scandaliato. Ospiti di questa 120esima edizione – che con le loro esibizioni si integreranno all’interno della festa – saranno il rapper Shade, sabato 22 alle 21,30, e la cantante spagnola Ana Mena, lunedì 24 alla stessa ora. Testimonial della manifestazione sarà Sara Croce, showgirl di Mediaset, che avrà il compito di presentare la serata clou della kermesse, domenica 23 febbraio (qui il programma completo).

I carri dell’edizione 2019 (foto Davide Verderame)

Gli otto carri allegorici in concorso, fra cui cinque grandi e due più piccoli, accompagnati e preceduti dalla maschera simbolo Peppe ‘Nnappa, sfileranno per le vie del centro storico dal venerdì al martedì. Gli occhi saranno tutti puntati sulle imponenti macchine che, grazie al lavoro ed alla maestria dei carristi saccensi, artisti locali di grande talento, prendono vita attraverso movimenti realistici, impianti scenografici ed effetti speciali. Ogni carro, poi, sarà accompagnato da un suo gruppo mascherato, da un suo inno originale, composto appositamente per l’evento, con un copione inedito che viene rappresentato, durante i giorni della festa, sul palco di piazza Scandaliato. Dopo sei giorni di festa, il Carnevale si concluderà ufficialmente il martedì notte con il consueto rogo del carro di Peppe ‘Nnappa, un atto simbolico che farà calare il sipario sulla manifestazione.

Un momento della scorsa edizione (foto Davide Verderame)

“Da parte degli organizzatori c’è la voglia di mantenere al centro della manifestazione i suoi tratti distintivi che l’hanno resa famosa – spiega a Le Vie dei Tesori News, Mauro Piro della Futuris, la società che si occupa dell’organizzazione del Carnevale di Sciacca 2020 –. Rispetto a tutti gli altri, il nostro Carnevale si distingue per le musiche e i copioni inediti che accompagnano le sfilate. Ma è una manifestazione che, comunque, si vuole evolvere, strizzando l’occhio ai turisti e a un pubblico più vasto, mantenendo allo stesso tempo la tradizione e facendo della sua storia un punto di forza”.

Uno dei carri del 2019 (foto Davide Verderame)

Inserito tra i Carnevali storici d’Italia dal Ministero dei Beni Culturali, quello di Sciacca fa parte anche del Registro delle Eredità immateriali della Sicilia. A parlarne per primo fu, nel 1889, lo storico Giuseppe Pitrè che ne fece cenno nella sua opera Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Ma le origini del Carnevale di Sciacca, risalgono ad un periodo molto più antico, forse all’epoca romana, quando venivano festeggiati i saturnali ed il loro re veniva sacrificato; o meglio, con più probabilità, al 1616 quando il viceré Ossuna stabilì che l’ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera. Era un momento di augurio, di origine contadina, che poi si svilupperà dalla fine dell’Ottocento con le mascherate, i copioni, i carretti e le “carruzzate” trainate inizialmente da animali e con un gruppo di artisti popolari sopra la piattaforma a intrattenere il pubblico, con musica e canti.

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