“Ingabbiata” San Cataldo per il restauro delle cupole

I lavori di manutenzione contro le infiltrazioni sono stati finanziati dall’Arcidiocesi di Palermo con il ricavato dei biglietti d’ingresso ai monumenti

di Giulio Giallombardo

Lavori in corso per restaurare le rosse cupole di San Cataldo. In questi giorni il piccolo gioiello dell’itinerario Unesco arabo-normanno, nel centro storico di Palermo, è nascosto da un ponteggio che lo ingabbia in ogni sua parte. La vista della chiesa resta preclusa a cittadini e turisti per consentire gli interventi di manutenzione sulle cupole e sulle merlature che lo sormontano, minacciate da inflitrazioni che a lungo andare avrebbero potuto danneggiare seriamente l’edificio.

La chiesa di San Cataldo (foto Matthias Süßen, Wikipedia)

Il restauro è stato finanziato dall’Arcidiocesi di Palermo, con il ricavato dei biglietti d’ingresso ai monumenti, e affidati all’impresa Scancarello, specializzata negli interventi lapidei e sulle superfici affrescate. Il progetto è stato predisposto dalla sezione di Palermo dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, a cui la chiesa è affidata e gli interventi sono monitorati dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, con la supervisione di Giuseppe Inguì per le parti lapidee.

Le cupole di San Cataldo in fase di restauro

“I lavori sono in fase avanzata – spiega a Le Vie dei Tesori News, la soprintendente Lina Bellanca – si sta procedendo a interventi di consolidamento e di pulitura sia sulle merlature che sulle cupole. Proprio queste presentavano problemi di abrasione dell’intonaco con distacchi parziali a causa di muffe e inflitrazioni. I restauratori hanno fatto un controllo generale delle parti con gli intonaci rigonfiati, rimuovendo il materiale danneggiato, per poi uniformare cromaticamente le parti salvate e quelle integrate. Si è trattato di un intervento opportuno perché a lungo andare le infiltrazioni avrebbero potuto causare danni più seri all’edificio, per cui è stato importante pensarci adesso prima che la situazione diventasse più complicata”.

Restauro in corso a San Cataldo

Il restauro di uno dei monumenti simbolo di Palermo rientra nel progetto virtuoso della Curia di investire nella tutela dei beni culturali. “Il nostro obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio della nostra città – sottolinea Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi – in questo caso abbiamo coperto i costi del restauro con i proventi delle vendite dei biglietti. Un modo per mantenere in vita le opere d’arte e i monumenti della nostra città”.

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