In scena per i diritti umani, torna a Palermo “My name is Patrick Zaki”

Dopo una tournée in giro per l’Italia, arriva al Teatro Gregotti dell’Università la replica della performance di Alessandro Ienzi dedicata al giovane attivista egiziano

di Ruggero Altavilla

Un Prometeo dei nostri tempi, finito in carcere per aver provato a tracciare un nuovo cammino nel solco dei diritti. Torna in scena “My name is Patrick Zaki”, performance teatrale scritta, diretta e interpretata da Alessandro Ienzi, dedicata al giovane attivista egiziano, già studente dell’Alma Studiorum di Bologna, e attualmente detenuto nel carcere di Tora al Cairo.

Alessandro Ienzi in scena

Dopo la tournée nazionale nelle piazze di Palermo, Napoli, Roma e Bologna, torna nel capoluogo siciliano lo spettacolo vincitore del Premio Orestiadi e supportato da Global Campus of Human Rights, Avant-GardeLawyers, International Human Rights Art Festival. Sarà il Teatro Gregotti dell’Università di Palermo, in viale delle Scienze, ad ospitare la performance, martedì 30 novembre alle 18, dopo i saluti del rettore Massimo Midiri, del direttore del Dipartimento Cultura e Società dell’ateneo, Michele Cometa e del direttore del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio fisico e della Formazione, Gioacchino Lavanco.

 

Nello spettacolo prodotto dalla compagnia Raizes Teatro, con il contributo della Fondazione Orestiadi, Zaki è una sorta di “Joker” che dal 7 febbraio 2020, giorno in cui è iniziata la detenzione dello studente, si è scisso da Patrick, creando una divisione tra il giovane attivista e il mito, tra lo studente e l’eroe. La performance è un viaggio tra musica e parole che mette in collegamento gli eventi storici che hanno travolto il mondo dall’11 settembre 2001 fino ai giorni nostri, passando attraverso la primavera araba.

Patrick Zaki

“La libertà di espressione è un diritto fondamentale e ci consente di vivere pienamente il nostro animo e il nostro pensiero – sottolinea Ienzi, attore e regista diplomato alla Scuola del Teatro Biondo, diretta da Emma Dante, ma che è anche avvocato del Foro di Palermo – . Nessuno può esserne privato e per di più sulla base di strategie del terrore e dell’oppressione. Siamo vicini a Patrick, in quanto giovani, artisti, attivisti e sognatori. L’arte deve assumersi la responsabilità di raccontare ciò che ci fa vergognare di esseri umani e la vicenda che riguarda Patrick è una di queste”.

Alessandro Ienzi

Alessandro Ienzi, vincitore dello Human Rights Art Festival di New York, è attualmente direttore di Human Freedom 2021, programma organizzato da Raizes Teatro, di cui è fondatore, Global Campus of Human Rights (Venezia), Avant Garde Lawyers (Parigi), IHRAF (New York). Lo scorso ottobre al Vienna Rathaus, il municipio della capitale austriaca, nel corso del Forum dei Diritti fondamentali 2021 dell’Unione Europea, organizzato dalla Fundamental Rights Agency, Ienzi ha portato in scena “Set you free”, una performance dedicata alle sfide sui diritti umani che l’Unione Europea deve affrontare, con il supporto di Avant-GardeLawyers, che offre assistenza legale agli artisti privati della libertà di espressione.

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