In scena Dulciora, la “signora intoccabile” che riuscì a gabbare il Santo Uffizio

Domenica 17, 24 e 31 ottobre nelle carceri dello Steri la nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori affidata a Stefania Blandeburgo

di Redazione

“Avreste dovuto vedere le loro facce, uno spasso. Il povero Lopes de Cisneros è diventato giallo come la bile, se io non fossi chi sono – la marchesa Dulciora Agnello – sarei già sul rogo. È sbottato: “Ma lo sapete che finirete tra le fiamme dell’inferno?”. E io: “Ma voi siete sicuro che esiste l’inferno? Se Cristo con la passione ha riscattato l’intera umanità, perché deve esserci l’inferno? Perché dovremmo finire lì, a bruciarci i piedi e le orecchie?”.

Stefania Blandeburgo

È irridente Dulciora, sofisticata e preziosa, snob, cinica e bugiarda: ma è soprattutto conscia del suo essere una spanna sopra gli altri, sicura della “protezione” del marito il procuratore Gregorio Spitili, confidente del Regno. E questa protezione le eviterà non tanto le carceri dello Steri, quanto di essere “dimenticata” nelle segrete come capitò a centinaia di innocenti: siamo negli anni dei processi dell’Inquisizione spagnola, a Palermo si denuncia e si condanna ad una velocità impressionante. E da questo periodo buio, giunge un fantasma imbellettato, elegante e fine: Dulciora Agnello è la protagonista della nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori, in programma da domenica 17 ottobre, ma si replica anche il 24 e 31 ottobre) dalle 20 alle 22 (qui per prenotare).

Visite alle carceri dello Steri

Rivivrà proprio in quelle carceri dove venne “convocata” per cinque mesi di seguito, all’interno dello Steri dove giudici e inquisitori condannavano in nome di Dio. Sulla figura (reale) di uno dei personaggi balzati fuori dai verbali dei processi, la giornalista Laura Anello ha costruito questo personaggio che è stato affidato a Stefania Blandeburgo che già per il festival veste i panni sia di Margheritina, moglie del poeta antifascista Peppe Schiera (l’ultimo appuntamento sarà domenica 31); che di due nobili signore, zia Mimmi, ultima abitante di Villa Pottino (sabato 23 e 30 e domenica 24 dalle 11 alle 17) che l’affascinante Delia, l’ultima dei Whitaker (domenica dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano).

Disegni sulle pareti delle carceri

Ma spazio di nuovo a Dulciora: che capì subito che quegli “interrogatori” sarebbero stati condotti con la massima delicatezza per lei, signora di rango. E che mai e poi mai sarebbe finita in quelle umidi e terrorizzanti prigioni da cui le giungevano grida dolorose e storie terribili. Stefania Blandeburgo farà rivivere la signora palermitana che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada, permettendosi affermazioni che avrebbero spedito chiunque altro dritto al rogo. La protezione del marito fece sì che Dulciora venisse convocata periodicamente dai giudici del Sant’Uffizio e trattata con “mucho quidado”, cioè con molto riguardo… ma la signora “ascoltava” le storie che oggi è pronta a raccontare ai visitatori delle Vie dei Tesori: conosceremo Mannarino che da cristiano si fece musulmano e poi ancora cristiano e ancora musulmano … per cinque volte, per salvarsi la vita. E suor Gertrude che, violata dal guardiano, divenne folle di dolore; e gli inquisitori, i nobili signori, i poveracci, i “turcheschi” e le false streghe. Tutto sullo sfondo degli impressionanti graffiti delle carceri dello Steri che, da soli, valgono già la visita.

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