Il telescopio delle polemiche in cima alle Madonie

Monta la protesta per la realizzazione del polo astronomico che l’Agenzia spaziale europea vuole costruire su Monte Mufara. Imbrattati i cartelli del Parco e in programma una marcia degli ambientalisti

di Giulio Giallombardo

Un occhio tecnologico che scruta lo spazio in cerca di asteroidi e altre minacce che potrebbero colpire la Terra. Un’opera all’avanguardia che trasformerebbe le Madonie in uno dei poli astronomici più importanti del mondo. La Sicilia torna a essere teatro di scontro tra ambientalisti, istituzioni e ricercatori, dopo che sono trapelate alcune informazioni sul progetto del FlyEye, il telescopio che l’Agenzia spaziale europea vuole costruire a 1860 metri in cima a Monte Mufara, in piena zona A del Parco delle Madonie.

Monte Mufara sulle Madonie

Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra e hanno indetto una marcia, sabato 23 aprile, per protestare contro la realizzazione dell’opera. In tante hanno già aderito, tra cui Legambiente Sicilia, il Cai, Italia Nostra, Lipu, Wwf Sicilia, Rangers d’Italia e altre si stanno aggiungendo di giorno in giorno. Il timore degli ambientalisti è che il telescopio – che si aggiungerebbe al Wide-field Mufara Telescope del Gal Hassin di Isnello, già collocato nel settembre 2020 – possa compromettere l’integrità dell’area. L’osservatorio astronomico – secondo gli ambientalisti – dovrebbe nascere su una superficie di 800 metri quadrati, di cui 360 per un piazzale, con 3.540 metri cubi di volume edilizio e un’altezza di oltre 13 metri, con annessa una pista carrozzabile per l’accesso.

“Non è pensabile che un’opera del genere venga realizzata in piena zona A del Parco delle Madonie – dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – sappiamo che gli osservatori astronomici si fanno anche nei parchi, ma occorre valutare caso per caso, tenendo conto dell’unicità di questo sito, del suo valore naturalistico e geologico. A questo punto, si abbia prima il coraggio di eliminare la zona A di protezione integrale e poi si costruisca quello che si vuole”.

Monte Mufara da Piano Cervi

Ma il progetto è ancora in fase di istruttoria, in questo momento al vaglio del Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale, secondo quanto riferito dal presidente del Parco delle Madonie, Angelo Merlino. Dunque c’è tempo per esprimere pareri contrari. “Stiamo valutando tutte le implicazioni di natura ambientale – dice Merlino a Le Vie dei Tesori Magazine – anche se non siamo noi a dover dare l’ultima parola. Fatte salve le urgenze di sostenibilità e di tutela dell’ambiente, non possiamo permetterci di perdere un’occasione di lavoro e sviluppo che quest’opera rappresenta. Non è vero, come è stato detto, che tutta l’area sarà asfaltata, né che si creerà un mega parcheggio, sarà soltanto una porzione di servizio per poche auto. Da parte nostra, c’è la volontà di dialogare con tutti, ma vanno dette le cose come stanno”.

Uno dei cartelli imbrattati (foto dalla pagina Facebook dell’Ente Parco delle Madonie)

In attesa che l’Ente Parco delle Madonie renda pubblici i dettagli del progetto, attraverso una piattaforma dedicata, monta la protesta in vista della marcia di sabato, che partirà alle 10 dal rifugio “Il Grifone” di Piano Battaglia. Nelle ultime ore molti cartelli del Parco sono stati imbrattati con la scritta “No FlyEye”. Atti vandalici che – secondo il presidente Merlino – “precludono un sereno dialogo e danneggiano entrambe le posizioni sull’argomento in questione. Nulla sorge nel nostro Parco, specie nelle zone di massimo rispetto ambientale, senza aver esperito tutte le valutazioni necessarie”.

Il Parco Gal Hassin (foto Vincenzo Sapienza)

Alla domanda del perché l’Agenzia spaziale europea abbia deciso di collocare su Monte Mufara il telescopio, risponde Giuseppe Mogavero, presidente della Fondazione Gal Hassin, il centro astronomico di Isnello. “Semplicemente perché è uno dei migliori siti osservativi astronomici d’Europa. Queste strutture – spiega Mogavero in una nota – non possono che essere collocate sulle cime di rilievi adatti. Spesso in aree protette. Non possono essere collocati a quote basse o nelle vallate. La maggior parte dei più importanti osservatori astronomici sono stati realizzati all’interno di parchi nazionali o aree protette”.

Il centro Gal Hassin (foto Alessandro Nastasi)

Il telescopio Neostel – Fly Eye sarà capace di osservare allo stesso tempo in una sola immagine, una zona di cielo equivalente a 180 “lune piene” con la capacità di raccogliere la luce di un telescopio della classe del metro. “Queste caratteristiche sono fondamentali per accelerare il tasso di scoperta degli asteroidi vicini alla Terra – prosegue Mogavero – . Noi conosciamo solo in parte questa popolazione di oggetti, e dobbiamo completarne la catalogazione e lo studio nel più breve tempo possibile. La stragrande maggioranza delle scoperte di questi corpi sono appannaggio degli osservatori americani e l’Europa sta attualmente contribuendo solo in minima parte a questa impresa. Il telescopio Fly Eye andrà a riequilibrare questa situazione, contribuendo alla protezione del nostro Pianeta”.

(Nella prima foto grande in alto, un’immagine del progetto del telescopio FlyEye – Foto: ESA)

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1 Comment

  1. La valutazione d’impatto ambientale e paesaggistico chi l’ha firmata? Perché sembra evidente che ci sia una palese violazione delle norme regionali del Parco della Madonie

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