Il sorprendente fortino arabo che riaffiora dall’acqua

I ruderi del Mazzallakkar emergono dalla superficie del lago Arancio, a due passi da Sambuca di Sicilia. Un’architettura unica in un territorio che mescola natura e storia

di Lilia Ricca

Nella Valle dei Mulini, sulle sponde del lago Arancio, a sud di Zabut – l’odierna Sambuca di Sicilia – che gli arabi fondarono nel nono secolo come rocca a guardia della valle, sorge un sito dalla grande suggestione, unico in Sicilia: il fortino di Mazzallakkar. Testimonianza viva del periodo saraceno, un luogo millenario che sei mesi all’anno viene sommerso dalle acque del lago per poi riapparire come l’Araba Fenice. Siamo oltre le mura di Sambuca, Borgo dei Borghi 2016, ai piedi della Gran Montagna, con il suo lago artificiale, un invaso solcato dal fiume Rincione-Carboj che può contenere fino a 32 milioni di metri cubi di acqua, realizzato negli anni ’50 con la costruzione della diga omonima, per irrigare il territorio a valle.

Il Mazzallakkar sulle sponde del lago Arancio (foto Francesco Sciamè)

Punteggiato da una ricca flora, da garighe, tamerici, salici bianchi e giunchi, da decine di specie di uccelli migratori e da un ventennio anche da coppie di cicogne, il lago Arancio portò agli splendori Sambuca facendola divenire “mecca” dello sci nautico, gemellata con la capitale mondiale dello sport acquatico Winter Haven, in Florida, il 2 settembre 1983. Sulle sue acque si disputavano campionati internazionali di sci nautico e gare di canoa e windsurf. Oggi campeggia un edificio prefabbricato, foresteria e sede della Federazione italiana sci nautico. Una zona che negli ultimi anni ha goduto di momenti di gioiosa vitalità con eventi dedicati ai giovani, vicino alla diga, sulla strada che immette verso la Statale 188.

Una delle torri del Mazzallakkar (foto Franco Lo Vecchio)

Il fortino di Mazzallakkar dell’emiro Al Zabut, saluta più a nord i resti del castello dove oggi sorge la chiesa Madre, i caratteristici vicoli e i caseggiati dell’antica casbah, cuore della cittadina. Il fortino, che fu realizzato subito dopo il primo sbarco degli arabi in Sicilia, nell’830 dopo Cristo, guarda alla verdeggiante zona di villeggiatura di Adragna, al sito archeologico di Monte Adranone e alla Riserva naturale orientata di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco.

Il fortino semisommerso (foto Francesco Sciamè)

Un capolavoro storico-architettonico unico in Sicilia quello di Mazzallakkar. Il fortino presenta un impianto quadrato e quattro torri angolari coperte da cupolette in pietra calcarea, dei torrioni forniti di feritoie e delle mura alte quattro metri circa. Su questa imponente testimonianza araba, da tenere in considerazione è la monografia della professoressa Anna Maria Schmidt, dell’Università di Palermo, pubblicata nel “Bollettino d’arte” del ministero della Pubblica Istruzione e oggetto di riflessione di illustri studiosi.

Ruderi del fortino (foto Franco Lo Vecchio)

Mazzallakkar, nato per difendere il territorio attorno il castello di Zabut, era adibito a ricovero di greggi e armenti fino agli anni ’50 del secolo scorso. Solo negli anni ’60 con la piantumazione di pregiati vigneti nel territorio circostante finanziata dalla locale Cassa Rurale, si fa indispensabile l’irrigazione dell’agro sambucese. Dopo il sisma del Belice, si fa forte la convinzione di sviluppare la produzione vitivinicola con una rete irrigua, per caduta. Sulle colline di Castellazzo vengono così realizzate delle vasche di adduzione del lago Arancio.

Lago Arancio (foto Francesco Sciamè)

Siamo in un territorio dalle grandi potenzialità turistiche ed economiche. Tante sono state nel tempo le proposte per un rilancio della zona del lago: da una struttura ricettiva per il turismo sociale ad un parco divertimenti sull’acqua, a cui si aggiunge l’idea di una piantumazione di piante lacustri, un galoppatoio nella fascia di rispetto dello specchio d’acqua e una strada circumlacuale, in parte realizzata. Il fortino è poi circondato dal Parco della Risinata, con la sua area attrezzata con barbecue, servizi e giochi per bambini, dove insiste un palmento scavato nella roccia viva, usato per la produzione del vino e risalente ai fenici.

Il Mazzallakkar (foto Franco Lo Vecchio)

Il fortino viene sommerso parzialmente durante l’anno e si va lentamente danneggiando, sottoposto a continue escursioni termiche e depressioni idrogeologiche. Un sito che merita di essere salvato e recuperato e che si presta a ospitare eventi culturali, sportivi e turistici. È stato uno dei luoghi dell’edizione 2019 del Festival Le Vie dei Tesori a Sambuca, sosta ideale per sorseggiare un bicchiere di vino nel baglio cinquecentesco delle cantine Planeta, il fortino è raggiungibile a piedi attraversando il sentiero naturalistico “La Segreta”, che si snoda tra vigneti e panorami mozzafiato lambiti dalle acque del lago.

(La prima foto grande in alto è di Francesco Sciamè)

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