Il sapere diffuso del festival produce ricchezza per oltre 3,5 milioni

È questa la ricaduta turistica registrata a Palermo da Le Vie dei Tesori, con oltre il 42 per cento delle persone arrivate appositamente per la rassegna. I dati dell’Otie fotografano gli effetti della manifestazione

di Redazione

Un’industria culturale nata al Sud e diventata una buona prassi da esportare, mettendo a reddito il sapere condiviso: il festival de Le Vie dei Tesori, concepito per raccontare le bellezze inedite o poco conosciute dell’Isola, e che ora è riuscito a mettere in rete oltre cinquanta partner tra istituzioni ed enti privati, traccia il bilancio finale di questa dodicesima edizione, a partire dalla ricaduta economica sulla città da cui tutto è partito. “I numeri raccontano un’impennata straordinaria – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano nel corso della conferenza stampa di oggi – 6 milioni di passeggeri transitati dall’aeroporto nel 2018 quantificati in 80 milioni di indotto, soprattutto in mesi destagionalizzati. Le Vie dei Tesori in questo è stato il pioniere”.

Nella sola Palermo, ad esempio, la spesa turistica ha superato i tre milioni e mezzo di euro tra viaggi, alberghi e shopping. A raccontare nel dettaglio le stime è Giovanni Ruggieri, a capo dell’Otie, l’Osservatorio turistico delle isole europee che da anni studia il festival attraverso un monitoraggio sul campo. “L’87 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere speso, mediamente, 22 euro a persona – ha detto – aumenta inoltre la percentuale di donne tra il pubblico, (63 per cento contro 37 per cento di uomini), ma è interessante notare il cambiamento del tipo di visitatore: per l’80 per cento si tratta di escursionisti/turisti ma non di gruppi organizzati (il 32 per cento parte con il proprio partner, e il 38 per cento con gli amici); ma, rispetto al 2017, c’è un incremento di lavoratori (+ 6,3 %) e studenti fuori sede (+ 2 %).

Le lunghe code di visitatori lo hanno mostrato a Palermo come altrove: oltre 12 mila le presenze registrate durante la Notte Bianca dell’Unesco, in migliaia per le passeggiate e i laboratori per bambini, oltre 3000 per l’Itinerario di arte contemporanea in una città che ha da poco scoperto la sua attenzione per il contemporaneo.

Segno che il pubblico dei visitatori non residenti, raggiunto dal festival, si amplia e si arricchisce di anno in anno: e infatti la percentuale di first visitors è pari al 61 per cento; è aumentato anche il numero di “affezionati” ovvero di gente che ha deciso di ripetere l’esperienza e ritornare a Palermo per il festival: il 38 per cento dei visitatori ha già partecipato ad almeno due edizioni. Ed è molto interessante scorrere i dati che investono l’interesse dei turisti: il 42 per cento è arrivato a Palermo per partecipare a Le Vie dei Tesori”. Con un tasso di gradimento del 95 per cento e “spalmate” su tutti i luoghi, centro e borgate periferiche, non più soltanto nei siti inediti. Inoltre, il 95 per cento dei fruitori vorrebbe che il festival fosse prolungato o ripetuto in un altro periodo dell’anno; il 98 per cento raccomanderebbe a un amico la visita di Palermo nei giorni de Le Vie dei Tesori e il 77 per cento vorrebbe tornare il prossimo anno.

“Le Vie dei Tesori è un’industria culturale a tutti gli effetti che cammina sulle gambe di 500 volontari e di 900 ragazzi dell’Alternanza Scuola Lavoro, preparata durante tutto l’anno – spiega Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori onlus – e dotata di un portale cui attingere per scoprire e approfondire la storia delle città, i racconti inediti, i luoghi, i segreti. Un format che ci richiedono in tanti, già 22 comuni vorrebbero aderire il prossimo anno e dovremo scegliere”.

Non a caso il Festival ha vinto il bando per le iniziative di massimo interesse turistico dell’assessorato regionale al Turismo, con la possibilità di accedere così al cofinanziamento di alcuni costi, è stato supportato dall’assessorato regionale ai Beni Culturali come iniziativa direttamente promossa, è stato inserito nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio Culturale.

Un interesse sbarcato anche al Nord, con la Lombardia che ha aperto – in seno a un piccolo progetto pilota – trenta luoghi spalmati tra Milano, Mantova e la Valtellina. Anche qui è stato apprezzato il format consolidato dello storytelling che permette di scoprire i luoghi in maniera inedita. Mettendo al centro le storie dei luoghi e unendo così tesori materiali e immateriali.

È questa la ricaduta turistica registrata a Palermo da Le Vie dei Tesori, con oltre il 42 per cento delle persone arrivate appositamente per la rassegna. I dati dell’Otie fotografano gli effetti della manifestazione

di Redazione

Un’industria culturale nata al Sud e diventata una buona prassi da esportare, mettendo a reddito il sapere condiviso: il festival de Le Vie dei Tesori, concepito per raccontare le bellezze inedite o poco conosciute dell’Isola, e che ora è riuscito a mettere in rete oltre cinquanta partner tra istituzioni ed enti privati, traccia il bilancio finale di questa dodicesima edizione, a partire dalla ricaduta economica sulla città da cui tutto è partito. “I numeri raccontano un’impennata straordinaria – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano nel corso della conferenza stampa di oggi – 6 milioni di passeggeri transitati dall’aeroporto nel 2018 quantificati in 80 milioni di indotto, soprattutto in mesi destagionalizzati. Le Vie dei Tesori in questo è stato il pioniere”.

Nella sola Palermo, ad esempio, la spesa turistica ha superato i tre milioni e mezzo di euro tra viaggi, alberghi e shopping. A raccontare nel dettaglio le stime è Giovanni Ruggieri, a capo dell’Otie, l’Osservatorio turistico delle isole europee che da anni studia il festival attraverso un monitoraggio sul campo. “L’87 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere speso, mediamente, 22 euro a persona – ha detto – aumenta inoltre la percentuale di donne tra il pubblico, (63 per cento contro 37 per cento di uomini), ma è interessante notare il cambiamento del tipo di visitatore: per l’80 per cento si tratta di escursionisti/turisti ma non di gruppi organizzati (il 32 per cento parte con il proprio partner, e il 38 per cento con gli amici); ma, rispetto al 2017, c’è un incremento di lavoratori (+ 6,3 %) e studenti fuori sede (+ 2 %).

Le lunghe code di visitatori lo hanno mostrato a Palermo come altrove: oltre 12 mila le presenze registrate durante la Notte Bianca dell’Unesco, in migliaia per le passeggiate e i laboratori per bambini, oltre 3000 per l’Itinerario di arte contemporanea in una città che ha da poco scoperto la sua attenzione per il contemporaneo.

Segno che il pubblico dei visitatori non residenti, raggiunto dal festival, si amplia e si arricchisce di anno in anno: e infatti la percentuale di first visitors è pari al 61 per cento; è aumentato anche il numero di “affezionati” ovvero di gente che ha deciso di ripetere l’esperienza e ritornare a Palermo per il festival: il 38 per cento dei visitatori ha già partecipato ad almeno due edizioni. Ed è molto interessante scorrere i dati che investono l’interesse dei turisti: il 42 per cento è arrivato a Palermo per partecipare a Le Vie dei Tesori”. Con un tasso di gradimento del 95 per cento e “spalmate” su tutti i luoghi, centro e borgate periferiche, non più soltanto nei siti inediti. Inoltre, il 95 per cento dei fruitori vorrebbe che il festival fosse prolungato o ripetuto in un altro periodo dell’anno; il 98 per cento raccomanderebbe a un amico la visita di Palermo nei giorni de Le Vie dei Tesori e il 77 per cento vorrebbe tornare il prossimo anno.

“Le Vie dei Tesori è un’industria culturale a tutti gli effetti che cammina sulle gambe di 500 volontari e di 900 ragazzi dell’Alternanza Scuola Lavoro, preparata durante tutto l’anno – spiega Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori onlus – e dotata di un portale cui attingere per scoprire e approfondire la storia delle città, i racconti inediti, i luoghi, i segreti. Un format che ci richiedono in tanti, già 22 comuni vorrebbero aderire il prossimo anno e dovremo scegliere”.

Non a caso il Festival ha vinto il bando per le iniziative di massimo interesse turistico dell’assessorato regionale al Turismo, con la possibilità di accedere così al cofinanziamento di alcuni costi, è stato supportato dall’assessorato regionale ai Beni Culturali come iniziativa direttamente promossa, è stato inserito nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio Culturale.

Un interesse sbarcato anche al Nord, con la Lombardia che ha aperto – in seno a un piccolo progetto pilota – trenta luoghi spalmati tra Milano, Mantova e la Valtellina. Anche qui è stato apprezzato il format consolidato dello storytelling che permette di scoprire i luoghi in maniera inedita. Mettendo al centro le storie dei luoghi e unendo così tesori materiali e immateriali.

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