Nuova sala piena di tesori al Museo Diocesano

Aperta la stanza intitolata all’arcivescovo Pietro Martinez Rubio, che conserva al suo interno numerose opere, tra cui ritratti e manufatti d’arte decorativa

di Ruggero Altavilla

Il cantiere aperto del Museo Diocesano di Palermo regala un altro tesoro. Una nuova stanza è visitabile da ieri nel piano nobile del palazzo arcivescovile. È la sala intitolata a Pietro Martinez Rubio, che fu arcivescovo della città per dieci anni, dal 1657 al 1667. L’apertura della sala rientra nel progetto di restauro e riallestimento del Museo Diocesano, avviato da qualche anno dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo.

Ritratto di Pietro Martinez Rubio

La nuova sala aperta ieri è adiacente alla torre medievale e conserva al suo interno numerose opere, valorizzate dall’allestimento museale curato da Pierfrancesco Palazzotto, vicedirettore del Mudipa. Risalta la tela secentesca, da poco restaurata, che ritrae lo stesso Martinez e lo stemma in stucco arricchito da putti, sopra l’ingresso verso la Sala Borremans. Poi sono presenti altri ritratti di arcivescovi, tra cui quello di Matteo Basile, committente degli affreschi realizzati dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans, a cui è attribuito anche il ritratto dello stesso Basile. Fa bella mostra di sé anche il ritratto di monsignor Giovan Battista Naselli dei duchi di Gela e del cardinale Gaetano Trigona e Parisi, grazie a cui si completò il gruppo di campanili neogotici, posti sopra il torrione del palazzo.

Su una parete di fondo, è esposta una grande vetrina con manufatti di arte decorativa della Sicilia occidentale in epoca barocca, tra coralli, alabastro, argento, seta e ceroplastica. È, invece, in attesa di trovare una collocazione, il prezioso ostensorio in corallo a retroincastro della metà del XVII secolo, che si trova nel monastero di Santa Caterina per la mostra “Sacra et preziosa”, fino a maggio.

Sala Martinez Rubio

L’apertura di oggi arriva dopo quella di alcune stanze, rinnovate e visitabili dalla fine dell’anno scorso. Tra queste, la Sala delle Croci al pianterreno, che conserva all’interno manufatti dal XIV al XVI secolo, e la Sala delle Arti decorative barocche al seminterrato, con l’esposizione della collezione dei mattoni di censo in ceramica maiolicata sei-settecentesca, appartenuta a monsignor Bartolomeo Lagumina.

“Il museo è un cantiere aperto – spiega Palazzotto a Le Vie dei Tesori News – e stiamo lavorando a continui miglioramenti, cercando di tirare fuori dai depositi sempre più opere. In futuro, quando definiremo meglio gli spazi museali, si potrà entrare anche dentro la torre, davanti al portale principale della Cattedrale, da cui si ammirerà una veduta che un tempo era riservata soltanto agli arcivescovi”.

 

Il Museo Diocesano è visitabile dal martedì alla domenica e festivi, dalle 9,30 alle 13,30. Chiuso il lunedì. Per informazioni telefonare allo 0916077303 oppure allo 0916077215.

Aperta la stanza intitolata all’arcivescovo Pietro Martinez Rubio, che conserva al suo interno numerose opere, tra cui ritratti e manufatti d’arte decorativa

di Ruggero Altavilla

Il cantiere aperto del Museo Diocesano di Palermo regala un altro tesoro. Una nuova stanza è visitabile da ieri nel piano nobile del palazzo arcivescovile. È la sala intitolata a Pietro Martinez Rubio, che fu arcivescovo della città per dieci anni, dal 1657 al 1667. L’apertura della sala rientra nel progetto di restauro e riallestimento del Museo Diocesano, avviato da qualche anno dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo.

Ritratto di Pietro Martinez Rubio

La nuova sala aperta ieri è adiacente alla torre medievale e conserva al suo interno numerose opere, valorizzate dall’allestimento museale curato da Pierfrancesco Palazzotto, vicedirettore del Mudipa. Risalta la tela secentesca, da poco restaurata, che ritrae lo stesso Martinez e lo stemma in stucco arricchito da putti, sopra l’ingresso verso la Sala Borremans. Poi sono presenti altri ritratti di arcivescovi, tra cui quello di Matteo Basile, committente degli affreschi realizzati dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans, a cui è attribuito anche il ritratto dello stesso Basile. Fa bella mostra di sé anche il ritratto di monsignor Giovan Battista Naselli dei duchi di Gela e del cardinale Gaetano Trigona e Parisi, grazie a cui si completò il gruppo di campanili neogotici, posti sopra il torrione del palazzo.

Su una parete di fondo, è esposta una grande vetrina con manufatti di arte decorativa della Sicilia occidentale in epoca barocca, tra coralli, alabastro, argento, seta e ceroplastica. È, invece, in attesa di trovare una collocazione, il prezioso ostensorio in corallo a retroincastro della metà del XVII secolo, che si trova nel monastero di Santa Caterina per la mostra “Sacra et preziosa”, fino a maggio.

Sala Martinez Rubio

L’apertura di oggi arriva dopo quella di alcune stanze, rinnovate e visitabili dalla fine dell’anno scorso. Tra queste, la Sala delle Croci al pianterreno, che conserva all’interno manufatti dal XIV al XVI secolo, e la Sala delle Arti decorative barocche al seminterrato, con l’esposizione della collezione dei mattoni di censo in ceramica maiolicata sei-settecentesca, appartenuta a monsignor Bartolomeo Lagumina.

“Il museo è un cantiere aperto – spiega Palazzotto a Le Vie dei Tesori News – e stiamo lavorando a continui miglioramenti, cercando di tirare fuori dai depositi sempre più opere. In futuro, quando definiremo meglio gli spazi museali, si potrà entrare anche dentro la torre, davanti al portale principale della Cattedrale, da cui si ammirerà una veduta che un tempo era riservata soltanto agli arcivescovi”.

 

Il Museo Diocesano è visitabile dal martedì alla domenica e festivi, dalle 9,30 alle 13,30. Chiuso il lunedì. Per informazioni telefonare allo 0916077303 oppure allo 0916077215.

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