Il murale della discordia nel centro storico di Palermo

È polemica per la mancata autorizzazione della Soprintendenza alla realizzazione di un affresco urbano sul marciapiede davanti a una scuola. Una decisione dettata da ragioni di “incompatibilità” con gli aspetti storici, artistici e monumentali dell’area

di Giulio Giallombardo

Colorano i centri storici di borghi e città. Ridanno luce a scorci urbani spesso oscurati dal degrado. Raccontano storie e personaggi legati ai luoghi dove nascono, recuperandone la memoria. Negli ultimi anni quello dei murales è stato un vero e proprio boom, figli di una rigenerazione urbana che incrocia arte, socialità e riqualificazione. Un fiume di colori che ha invaso anche Palermo e il suo centro storico, ma che non sempre incontra il via libera dalle istituzioni. Come la pittura urbana ispirata alle decorazioni delle absidi esterne del Duomo di Monreale che avrebbe dovuto trasformare il marciapiede davanti al plesso Valverde dell’istituto Rita Atria, in via Squarcialupo, alla Vucciria.

Il marciapiede dove era previsto l’intervento

L’opera proposta dall’artista Igor Scalisi Palminteri, autore di numerosi murales in città, e dal Centro internazionale delle Culture Ubuntu, non è stata autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo. Una decisione dettata da ragioni di “incompatibilità” con gli aspetti storici, artistici e monumentali che caratterizzano il centro storico della città. Ma artisti, operatori culturali, genitori di alunni del plesso non ci stanno e hanno organizzato un presidio, venerdì 12 novembre alle 10 davanti alla scuola, per chiedere alla Soprintendenza di ripensarci, autorizzando la realizzazione dell’opera, la cui inaugurazione era fissata il prossimo 20 novembre, in occasione del trentesimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

 

L’oratorio di Santa Cita

“Cosa ci sia in un marciapiede in cemento e asfalto di storico e artistico non è dato saperlo, ma stupisce questo improvviso cambio di pensiero da parte della Soprintendenza, che recentemente ha autorizzato la realizzazione di altre opere nel centro storico di Palermo, come il murale in piazza Santa Chiara”, afferma Massimo Castiglia, presidente della Prima Circoscrizione. “Non è stato completamente preso in considerazione – prosegue Castiglia – il percorso di rigenerazione che ha portato alla richiesta di realizzazione di un dipinto sulla pavimentazione d’ingresso della scuola, iniziato dagli alunni dell’Istituto adiacente che, durante il precedente anno scolastico, si sono impegnati a trasformare quella che era una discarica in uno spazio verde e accogliente”.

L’ingresso del plesso Valverde

Non è d’accordo la soprintendente di Palermo, Selima Giorgia Giuliano, che ha costituito un vero e proprio gruppo di lavoro per valutare i tantissimi progetti di street-art che arrivano sulle scrivanie della Soprintendenza. “Noi esaminiamo caso per caso, considerando questi interventi non come semplici opere di decoro urbano, ma alla stregua di progetti architettonici – sottolinea la soprintendente – . Recentemente abbiamo approvato centinaia di murales nei borghi delle Madonie, in zone dove, oltre al vincolo paesaggistico, si trovano centri storici tra i più importanti della provincia di Palermo. In questo caso, abbiamo ritenuto di non approvare un’opera che sarebbe stata nata tra la chiesa di Santa Maria di Valverde e l’oratorio di Santa Cita, suggerendo di realizzarla all’interno della scuola, che ricordo essere un edificio storico”.

Chiesa Santa Maria di Valverde

Il veto all’intervento artistico accende i riflettori sul ruolo dei murales nelle città, che da soli però non bastano a riqualificare strade e quartieri, in cui spesso sarebbero necessarie azioni di rigenerazione più radicali. “Ci chiediamo cosa resterà di queste bellissime opere tra dieci anni – aggiunge la soprintendente – andranno inevitabilmente incontro al degrado e chi dovrà intervenire per il restauro dell’opera? Sono tutti elementi che dobbiamo prendere in considerazione quando approviamo un progetto del genere. Sono opere temporanee, spesso soggette a vandalismi, proprio per una maggiore tutela in questo caso abbiamo suggerito di realizzarla nell’atrio della scuola. Detto questo, si fa tanto clamore per una richiesta respinta, ma è il nostro ruolo, in certi casi neghiamo, ma in tanti altri casi autorizziamo. Che ben vengano i murales, ma la riqualificazione deve passare anche da altro”.

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