Il Maxxi sbarca a Palermo con la mostra di Zerocalcare

Il Museo delle arti del XXI secolo di Roma porta nello Spazio Zac la prima personale del fumettista in un allestimento originale

di Giulio Giallombardo

La sua matita “appuntita” ha tratteggiato l’anima inquieta di una generazione. Quella nata e cresciuta tra gli anni ’80 e i ’90, con l’ombra sempre più incombente del precariato e il proliferare incontrollato del web. Dopo il debutto al Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la grande mostra di Zerocalcalre “Scavare fossati – Nutrire coccodrilli” è pronta a fare tappa a Palermo, con un allestimento originale pensato per lo Spazio Zac dei Cantieri culturali alla Zisa. Una delibera approvata dalla giunta comunale pochi giorni fa, di fatto, ha dato il via libera a un progetto a cui si lavora da tempo e che potrebbe aprire la strada anche a una sede stabile del Maxxi nel capoluogo siciliano (lo avevamo anticipato qui).

Lo Spazio Zac

La mostra, finanziata con risorse previste dal Patto per il Sud, è la prima personale del fumettista Michele Rech, che ha scelto il suo nome d’arte ispirandosi a uno spot televisivo. Mette insieme il lavoro grafico di Zerocalcare a partire dai primi anni Duemila, tra poster, illustrazioni e copertine, includendo circa 170 opere originali e una timeline corredata da didascalie delle opere esposte. Riguardo alle date ancora nulla di ufficiale. Nella proposta del Maxxi inviata al Comune lo scorso giugno si ipotizza l’inaugurazione il prossimo settembre, con apertura della mostra fino a dicembre di quest’anno, ma dall’amministrazione non è ancora arrivata alcuna conferma su quando la mostra aprirà i battenti.

Uno dei disegni in mostra

Rispetto all’allestimento del Maxxi, in cui la mostra è stata aperta fino allo scorso marzo, quello dello Zac di Palermo prevede una grande illustrazione ideata e realizzata dall’artista appositamente per questo spazio. Un disegno gigante, applicato con la tecnica del wall paper, rivestirà le pareti e il pavimento dello spazio espositivo. “Nume tutelare” della mostra è l’Armadillo, il celebre personaggio creato dal fumettista, sua coscienza e alter ego, protagonista di quasi tutte le sue strisce e i suoi libri.

Michele Rech, in arte Zerocalcare

Sono quattro le sezioni della personale che hanno caratterizzato l’allestimento del Maxxi e che, verosimilmente, saranno replicate anche a Palermo: Pop, Tribù, Lotte e Resistenze e Non-reportage. La prima comprende illustrazioni a colori e strisce tratte dal blog dell’autore, zerocalcare.it, creato nel 2011; Tribù racconta l’attività dell’artista legata al mondo del punk e dell’underground con illustrazioni, locandine dei concerti e vinili; Lotte e Resistenze include venti anni di illustrazioni, tavole e locandine, tratte dalla vita quotidiana, con riferimenti ai movimenti di protesta, ai fatti di cronaca e politica; infine Non-reportage mette insieme testimonianze vissute e raccontate in prima persona con lo spirito del reportage, ma con l’esito di un diario intimo, dal G8 di Genova agli attacchi dell’Isis contro i curdi a Kobane.

Murale disegnato da Zerocalcare a Roma

Il legame tra Palermo e il Maxxi, però, non nasce adesso. Già nel 2017, il museo romano ha ospitato la grande antologica dedicata a Letizia Battaglia, con oltre 200 scatti in mostra, mentre l’anno scorso è stato presentato il volume “Palermo Atlas, 2018”, uno studio, commissionato da Manifesta 12 e condotto dall’Office for Metropolitan Architecture, dedicato alla biennale d’arte ospitata a Palermo. Adesso la mostra di Zerocalcare potrebbe essere il primo passo verso una sede stabile del Maxxi nel capoluogo siciliano, un’idea che piace a tanti, ma ancora tutta da realizzare.

(Foto grande in alto: Musacchio, Ianniello & Pasqualini, Fondazione Maxxi)

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