Il Maxxi a Palermo, spunta l’idea di una sede stabile

C’è un dialogo tra l’amministrazione comunale e il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. Il mecenate Roberto Bilotti è disposto a concedere gratuitamente le sale di Palazzo Costantino, che si affaccia sui Quattro Canti

di Giulio Giallombardo

L’anno d’oro di Palermo Capitale italiana della cultura e Manifesta potrebbe non finire il 31 dicembre. Se i frutti seminati nel 2018 sbocceranno nei prossimi mesi è ancora presto per dirlo, ma il fermento di una città che sta cambiando pelle è sotto gli occhi di tutti. Tante sono le attenzioni sulla nuova Palermo, tra cui anche quelle del Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, intenzionato a portare in città alcune mostre allestite nella Capitale.

Giovanna Melandri e Roberto Bilotti a Palazzo Oneto

Ma c’è di più. Si è profilata all’orizzonte l’ipotesi di aprire una sede del Maxxi a Palermo, sulla scia di ciò che sta avvenendo a L’Aquila, dove una succursale del museo sarà inaugurata la prossima primavera. Tesi questa non del tutto smentita dal presidente della fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, che però ha lasciato trapelare ben poco: “Non è una scelta del Maxxi, potrebbe essere un’ipotesi di lavoro qualora ci fosse una volontà da parte delle istituzioni locali”, ha detto Melandri a Le Vie dei Tesori News. “Quello che posso dire è che adesso stiamo provando a lavorare per portare alcune delle nostre mostre a Palermo, a cominciare da quella su Zerocalcare – ha aggiunto il presidente del Maxxi – c’è una conversazione in corso con l’amministrazione, ma per la sede siamo in attesa di un’indicazione da parte del Comune”.

L’ex ministro è stata a Palermo la scorsa estate, in occasione di Manifesta, e ha avuto modo di visitare alcuni tesori della città, tra cui Palazzo Oneto di Sperlinga (ve ne abbiamo parlato qui) e Palazzo Costantino, che si affaccia su uno dei Quattro Canti, entrambi di proprietà del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Tornato ad aprire le porte per la biennale d’arte, il barocco Palazzo Costantino, acquistato da Bilotti nel 2000, ha una lunga storia alle spalle, fatta di abbandono e degrado, ed è tuttora chiuso al pubblico. Il proprietario, che nel frattempo ha realizzato interventi strutturali per evitare crolli, è disposto a concedere gratuitamente al Maxxi le sale del palazzo per 99 anni. Ma l’edificio, nello stato in cui si trova, difficilmente potrebbe ospitare una eventuale sede espositiva, senza un adeguato intervento di recupero.

Ma il legame tra Palermo e il Maxxi non nasce adesso. Già l’anno scorso, il museo romano ha ospitato la grande antologica dedicata a Letizia Battaglia, con oltre 200 scatti in mostra, mentre un paio di mesi fa è stato presentato il volume “Palermo Atlas, 2018”, uno studio, commissionato da Manifesta 12 e condotto dall’Office for Metropolitan Architecture, dedicato alla biennale d’arte da poco conclusa.

Cortile di Palazzo Costantino

Se questa collaborazione porterà alla nascita di una succursale del Maxxi a Palermo, è ancora prematuro per dirlo, ma indubbiamente qualcosa sembra muoversi, come trapela dall’amministrazione comunale. “Stiamo studiando possibili iniziative in vista di future biennali – ha detto a Le Vie dei Tesori News, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – e credo che il Maxxi stia cominciando a pensare a possibili presenze più stabili a Palermo. È un’ipotesi di lavoro che trova disponibile il Comune a fornire tutta la collaborazione possibile, compresa l’eventuale indicazione concordata di uno spazio. Quello che, però, non vogliamo – conclude il sindaco – è dare uno spazio senza una progettualità”. Dunque, il dialogo è aperto, ma i passi concreti sono ancora da percorrere.

C’è un dialogo tra l’amministrazione comunale e il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. Il mecenate Roberto Bilotti è disposto a concedere gratuitamente le sale di Palazzo Costantino, che si affaccia sui Quattro Canti

di Giulio Giallombardo

L’anno d’oro di Palermo Capitale italiana della Cultura e Manifesta potrebbe non finire il 31 dicembre. Se i frutti seminati nel 2018 sbocceranno nei prossimi mesi è ancora presto per dirlo, ma il fermento di una città che sta cambiando pelle è sotto gli occhi di tutti. Tante sono le attenzioni sulla nuova Palermo, tra cui anche quelle del Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, intenzionato a portare in città alcune mostre allestite nella Capitale.

Giovanna Melandri e Roberto Bilotti

Ma c’è di più. Si è profilata all’orizzonte l’ipotesi di aprire una sede del Maxxi a Palermo, sulla scia di ciò che sta avvenendo a L’Aquila, dove una succursale del museo sarà inaugurata la prossima primavera. Tesi questa non del tutto smentita dal presidente della fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, che però ha lasciato trapelare ben poco: “Non è una scelta del Maxxi, potrebbe essere un’ipotesi di lavoro qualora ci fosse una volontà da parte delle istituzioni locali”, ha detto Melandri a Le Vie dei Tesori News. “Quello che posso dire è che adesso stiamo provando a lavorare per portare alcune delle nostre mostre a Palermo, a cominciare da quella su Zerocalcare – ha aggiunto il presidente del Maxxi – c’è una conversazione in corso con l’amministrazione, ma per la sede siamo in attesa di un’indicazione da parte del Comune”.

L’ex ministro è stata a Palermo la scorsa estate, in occasione di Manifesta, e ha avuto modo di visitare alcuni tesori della città, tra cui Palazzo Oneto di Sperlinga (ve ne abbiamo parlato qui) e Palazzo Costantino, che si affaccia su uno dei Quattro Canti, entrambi di proprietà del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Tornato ad aprire le porte per la biennale d’arte, il barocco Palazzo Costantino, acquistato da Bilotti nel 2000, ha una lunga storia alle spalle, fatta di abbandono e degrado, ed è tuttora chiuso al pubblico. Il proprietario, che nel frattempo ha realizzato interventi strutturali per evitare crolli, è disposto a concedere gratuitamente al Maxxi le sale del palazzo per 99 anni. Ma l’edificio, nello stato in cui si trova, difficilmente potrebbe ospitare una eventuale sede espositiva, senza un adeguato intervento di recupero.

Ma il legame tra Palermo e il Maxxi non nasce adesso. Già l’anno scorso, il museo romano ha ospitato la grande antologica dedicata a Letizia Battaglia, con oltre 200 scatti in mostra, mentre un paio di mesi fa è stato presentato il volume “Palermo Atlas, 2018”, uno studio, commissionato da Manifesta 12 e condotto dall’Office for Metropolitan Architecture, dedicato alla biennale d’arte da poco conclusa.

Cortile di Palazzo Costantino

Se questa collaborazione porterà alla nascita di una succursale del Maxxi a Palermo, è ancora prematuro per dirlo, ma indubbiamente qualcosa sembra muoversi, come trapela dall’amministrazione comunale. “Stiamo studiando possibili iniziative in vista di future biennali – ha detto a Le Vie dei Tesori News, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – e credo che il Maxxi stia cominciando a pensare a possibili presenze più stabili a Palermo. È un’ipotesi di lavoro che trova disponibile il Comune a fornire tutta la collaborazione possibile, compresa l’eventuale indicazione concordata di uno spazio. Quello che, però, non vogliamo – conclude il sindaco – è dare uno spazio senza una progettualità”. Dunque, il dialogo è aperto, ma i passi concreti sono ancora da percorrere.

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