Il liutaio di Palermo

Impeccabile nel suo camice bianco, costruisce strumenti ad arco dagli anni Settanta e in quarant’anni ne ha creati più di cento tra violini viole, violoncelli, contrabbassi

di Laura Grimaldi

Costruisce strumenti ad arco dagli anni Settanta e in quarant’anni ne ha creati più di cento tra violini, viole, viole d’amore, violoncelli, contrabbassi e anche due chitarre. Ognuno diverso dall’altro per forma e suono. C’è sapienza antica nell’attività artigiana di Ignazio Muliello. A cominciare dalla selezione delle diverse essenze di legno che utilizza. Acero per la parte inferiore e abete rosso per quella superiore. La scelta del legno è importante quanto le bombature, gli spessori, la catena, i fori di risonanza, l’inclinazione del manico, la vernice, l’anima, il ponticello, le corde, l’archetto. Lo sa bene Ignazio Muliello, classe 1938, considerato il veterano della liuteria palermitana. La sua officina-laboratorio è al civico 200 di via Sampolo, a Palermo, poco distante dalla stazione della metropolitana in piazza Giachery.

Nella sua bottega piena di attrezzi e sagome lo si trova sempre al banco di lavoro intento nella costruzione di nuovi strumenti con grande accuratezza sia nella scelta dei materiali che nelle rifiniture. Impeccabile nel suo camice bianco, il colore dei suoi capelli che raccontano di una lunga esperienza maturata in questa antica forma di artigianato. Ha iniziato da ragazzino a fianco del padre Giuseppe, ebanista. Con lui ha collaborato al lavoro di intaglio e di ebanisteria.
L’incontro con la liuteria è avvenuta negli anni Settanta quando ha frequentato per alcuni anni la bottega di Alfredo Averna presso il Conservatorio ‘Bellini’. C’è una grande passione dietro la decisione di iniziare a costruire strumenti ad arco e nel tempo ha sviluppato una particolare tecnica per ottenere i migliori risultati acustici. Lo testimonia il fatto che i suoi strumenti sono richiesti da musicisti professionisti di conservatori e teatri della Sicilia. Non a caso nel 2008, alla seconda edizione del concorso nazionale di liuteria contemporanea Città di Pisogne, Ignazio Muliello ha ricevuto una menzione speciale per l’impegno alla ricerca della liuteria siciliana.

È orgoglioso di essere stato inserito tra i più importanti ‘Liutai in Italia dall’Ottocento ai giorni nostri’, volume di Gualtiero Nicolini esperto di Storia della liuteria. E intanto solleva delicatamente uno dei leggerissimi e lucidissimi violini appena terminati di costruire. Pesano appena 280 grammi e possono arrivare a 400.

Impeccabile nel suo camice bianco, costruisce strumenti ad arco dagli anni Settanta e in quarant’anni ne ha creati più di cento tra violini, viole, violoncelli, contrabbassi

di Laura Grimaldi

Costruisce strumenti ad arco dagli anni Settanta e in quarant’anni ne ha creati più di cento tra violini, viole, viole d’amore, violoncelli, contrabbassi e anche due chitarre. Ognuno diverso dall’altro per forma e suono. C’è sapienza antica nell’attività artigiana di Ignazio Muliello. A cominciare dalla selezione delle diverse essenze di legno che utilizza. Acero per la parte inferiore e abete rosso per quella superiore. La scelta del legno è importante quanto le bombature, gli spessori, la catena, i fori di risonanza, l’inclinazione del manico, la vernice, l’anima, il ponticello, le corde, l’archetto. Lo sa bene Ignazio Muliello, classe 1938, considerato il veterano della liuteria palermitana. La sua officina-laboratorio è al civico 200 di via Sampolo, a Palermo, poco distante dalla stazione della metropolitana in piazza Giachery.

Nella sua bottega piena di attrezzi e sagome lo si trova sempre al banco di lavoro intento nella costruzione di nuovi strumenti con grande accuratezza sia nella scelta dei materiali che nelle rifiniture. Impeccabile nel suo camice bianco, il colore dei suoi capelli che raccontano di una lunga esperienza maturata in questa antica forma di artigianato. Ha iniziato da ragazzino a fianco del padre Giuseppe, ebanista. Con lui ha collaborato al lavoro di intaglio e di ebanisteria.
L’incontro con la liuteria è avvenuta negli anni Settanta quando ha frequentato per alcuni anni la bottega di Alfredo Averna presso il Conservatorio ‘Bellini’. C’è una grande passione dietro la decisione di iniziare a costruire strumenti ad arco e nel tempo ha sviluppato una particolare tecnica per ottenere i migliori risultati acustici. Lo testimonia il fatto che i suoi strumenti sono richiesti da musicisti professionisti di conservatori e teatri della Sicilia. Non a caso nel 2008, alla seconda edizione del concorso nazionale di liuteria contemporanea Città di Pisogne, Ignazio Muliello ha ricevuto una menzione speciale per l’impegno alla ricerca della liuteria siciliana.

È orgoglioso di essere stato inserito tra i più importanti ‘Liutai in Italia dall’Ottocento ai giorni nostri’, volume di Gualtiero Nicolini esperto di Storia della liuteria. E intanto solleva delicatamente uno dei leggerissimi e lucidissimi violini appena terminati di costruire. Pesano appena 280 grammi e possono arrivare a 400.

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