Il gusto di viaggiare a bordo di un treno storico

Torna la manifestazione realizzata dalla fondazione Ferrovie dello Stato e dalla regione siciliana, con la partecipazione di Slow Food  e che racconta il territorio a bordo di treni d’epoca

di Redazione

C’è il treno dei pani votivi che collega la valle dei templi di Agrigento a Porto Empedocle e racconta la devozione scaramantica a san Calogero e ai suoi “muffuletti”, neri come il santo dell’agrigentino al quale il pane per sfamare i poveri veniva lanciato dai balconi dai ricchi terrorizzati e barricati in casa durante l’epidemia di peste; o quello del cioccolato e delle dolcezze dei territori iblei, dei dolci conventuali, fino al treno della cucina di strada e dei riti di mare che da Catania raggiunge le Gole dell’Alcantara; o, ancora, quello del “Barocco”, lungo la direttrice Siracusa-Noto-Ragusa; il treno

dei paesaggi dello Ionio e delle arance, del pistacchio etneo o del cibo povero delle zolfare, con centinaia di miniere aperte che impegnavano fino a 40mila lavoratori agli inizi del ‘900. Sono i “Treni storici del gusto”, manifestazione realizzata dalla fondazione Ferrovie dello Stato e dalla regione siciliana, grazie a un finanziamento di 700mila euro di fondi comunitari e con la partecipazione di Slow Food  per raccontare il territorio a bordo di treni d’epoca degli anni ’20 e ’30, tra saline, mulini, tonnare, luoghi Unesco e siti monumentali.

La manifestazione, che secondo gli ultimi dati Fs in Sicilia ha coinvolto oltre 7700 viaggiatori, piazzando la regione al terzo posto, dopo Abruzzo e Toscana, tra quelle con più viaggiatori sui treni d’epoca, partirà il 28 luglio e si articolerà in 23 itinerari e 50 corse. A presentarla oggi è stato il governatore Nello Musumeci, insieme all’assessore regionale al turismo, Sandro Pappalardo e al direttore di Fondazione Fs, Luigi Cantamessa. Destagionalizzare e puntare a un turismo di qualità sono i due obiettivi principali della manifestazione che punta però a lanciare altre iniziative, come annunciato dal presidente Musumeci: “Il prossimo anno saremo nelle condizione di utilizzare i percorsi delle dismesse Ferrovie a scartamento ridotto per trasformarle in piste ciclabili – ha detto –

inoltre, intendiamo chiedere al ministero dei trasporti di creare dei veri Orient Express siciliani, dei treni notturni per una traversata dello Stretto che sia una nuova esperienza, sulle tratte che vanno, ad esempio da Roma a Siracusa e da Roma a Palermo con dei vagoni ristoranti, e altri adibiti al trasporto delle bici”. “Una delle prime linee ad esclusivo uso turistico recuperate nel 2014 per il progetto “Binari senza Tempo” è siciliana – ha precisato Catamessa – è la Agrigento Bassa – Porto Empedocle, conosciuta come Ferrovia dei Templi. La legge 128 dell’agosto anno scorso individua ben 4 Ferrovie storiche in Sicilia – ha aggiunto – Iniziamo con 30 corse, stiamo lavorando al 2019, probabilmente la regione siciliana amplierà il servizio e riusciremo a raddoppiarle, gestendo interi fine settimana e prevedendo così la possibilità di pernottamenti. È un turismo per un viaggiatore colto, che studia e che che torna, e la Sicilia diventerà un consolidato segmento di business”.

Torna la manifestazione realizzata dalla fondazione Ferrovie dello Stato e dalla regione siciliana, con la partecipazione di Slow Food  e che racconta il territorio a bordo di treni d’epoca

di Redazione

C’è il treno dei pani votivi che collega la valle dei templi di Agrigento a Porto Empedocle e racconta la devozione scaramantica a san Calogero e ai suoi “muffuletti”, neri come il santo dell’agrigentino al quale il pane per sfamare i poveri veniva lanciato dai balconi dai ricchi terrorizzati e barricati in casa durante l’epidemia di peste; o quello del cioccolato e delle dolcezze dei territori iblei, dei dolci conventuali, fino al treno della cucina di strada e dei riti di mare che da Catania raggiunge le Gole dell’Alcantara; o, ancora, quello del “Barocco”, lungo la direttrice Siracusa-Noto-Ragusa; il treno

dei paesaggi dello Ionio e delle arance, del pistacchio etneo o del cibo povero delle zolfare, con centinaia di miniere aperte che impegnavano fino a 40mila lavoratori agli inizi del ‘900. Sono i “Treni storici del gusto”, manifestazione realizzata dalla fondazione Ferrovie dello Stato e dalla regione siciliana, grazie a un finanziamento di 700mila euro di fondi comunitari e con la partecipazione di Slow Food  per raccontare il territorio a bordo di treni d’epoca degli anni ’20 e ’30, tra saline, mulini, tonnare, luoghi Unesco e siti monumentali.

La manifestazione, che secondo gli ultimi dati Fs in Sicilia ha coinvolto oltre 7700 viaggiatori, piazzando la regione al terzo posto, dopo Abruzzo e Toscana, tra quelle con più viaggiatori sui treni d’epoca, partirà il 28 luglio e si articolerà in 23 itinerari e 50 corse. A presentarla oggi è stato il governatore Nello Musumeci, insieme all’assessore regionale al turismo, Sandro Pappalardo e al direttore di Fondazione Fs, Luigi Cantamessa. Destagionalizzare e puntare a un turismo di qualità sono i due obiettivi principali della manifestazione che punta però a lanciare altre iniziative, come annunciato dal presidente Musumeci: “Il prossimo anno saremo nelle condizione di utilizzare i percorsi delle dismesse Ferrovie a scartamento ridotto per trasformarle in piste ciclabili – ha detto –

inoltre, intendiamo chiedere al ministero dei trasporti di creare dei veri Orient Express siciliani, dei treni notturni per una traversata dello Stretto che sia una nuova esperienza, sulle tratte che vanno, ad esempio da Roma a Siracusa e da Roma a Palermo con dei vagoni ristoranti, e altri adibiti al trasporto delle bici”. “Una delle prime linee ad esclusivo uso turistico recuperate nel 2014 per il progetto “Binari senza Tempo” è siciliana – ha precisato Catamessa – è la Agrigento Bassa – Porto Empedocle, conosciuta come Ferrovia dei Templi. La legge 128 dell’agosto anno scorso individua ben 4 Ferrovie storiche in Sicilia – ha aggiunto – Iniziamo con 30 corse, stiamo lavorando al 2019, probabilmente la regione siciliana amplierà il servizio e riusciremo a raddoppiarle, gestendo interi fine settimana e prevedendo così la possibilità di pernottamenti. È un turismo per un viaggiatore colto, che studia e che che torna, e la Sicilia diventerà un consolidato segmento di business”.

Condividi
Tags

In evidenza

Le Vie dei Tesori a Scicli tra palazzi, chiese e il set del Commissario Montalbano

Tredici sono i luoghi nella cittadina ragusana, dove si è girata la famosa fiction. Aprono tre dimore nobiliari, si visita la collezione del Gruppo di Scicli e si scende nella Grotta delle Cento scale. Coinvolti 40 studenti e le guide in Lingua dei segni

Le Vie dei Tesori al via a Palermo, ecco il meglio del primo weekend

Apre per la prima volta al pubblico Porta Nuova, si entra nel carcere Ucciardone e nell’aula bunker con i cronisti che seguirono il maxiprocesso, si scopre il Gasometro, ma anche tre chiese inedite con le loro storie. Tante passeggiate e visite teatralizzate tra nobili dame e cortigiane

Dulciora, Agata e le altre: in scena nobildonne e cortigiane con Le Vie dei Tesori

A Palermo tornano le visite teatralizzate del festival. L’attrice Stefania Blandeburgo protagonista nella cripta delle Repentite, nelle carceri dell’Inquisizione dello Steri e a Villa Pottino. Francesca Picciurro tra i saloni di Palazzo Alliata di Villafranca

Ultimi articoli

Le Vie dei Tesori sfiora trentamila visite nel primo weekend di ottobre

Ricco fine settimana del festival in dieci città. Palermo arriva quasi a 19mila visitatori mentre le altre insieme superano i 10mila. Santa Caterina il luogo più amato nel capoluogo, seguita dal Politeama. Il lavatoio medievale di Cefalù supera i 500 visitatori. In tanti anche a Trapani e Termini Imerese che hanno aggiunto due giorni in più

Stefania Blandeburgo si fa in cinque per Le Vie dei Tesori

Sono cinque i personaggi che l'attrice Stefania Blandeburgo interpreta per la sedicesima edizione delle Vie dei Tesori a Palermo: ognuno rivive nei suoi abiti d’epoca, con una storia da raccontare

Nell’aula bunker il racconto del Maxiprocesso con cronisti e magistrati

Il Maxiprocesso dalla voce di chi c’era: i cronisti di mafia e i magistrati raccontano quei mesi. Apre al pubblico durante il festival Le Vie dei Tesori l'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Al primo weekend pieno di visitatori sono intervenuti: il giudice Giuseppe Ayala, il videomaker Giuseppe Di Lorenzo e l’allora cronista di giudiziaria Marcello Barbaro

Articoli correlati