Il gioco del Maiorchino diventa patrimonio immateriale dell’Unesco

La tradizionale gara praticata nel periodo del Carnevale a Novara di Sicilia, consiste nel far rotolare una forma di pecorino tra i vicoli del paese. Una festa per la comunità adesso iscritta nel registro delle buone pratica di salvaguardia

di Redazione

Il gioco del Maiorchino

Una “ruota” di formaggio che corre tra vicoli e strade fino al traguardo finale. Il gioco del Maiorchino, pregiato pecorino siciliano prodotto soprattutto a Novara di Sicilia, nel Messinese, è stato iscritto nel registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il gioco, praticato soprattutto nel periodo di Carnevale, consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città per circa due chilometri.

Una forma di pecorino pronta al lancio

Il riconoscimento – fanno sapere dalla Regione – arriva dopo la riunione del diciassettesimo Comitato Unesco, tenutosi a Rabat in Marocco, che ha iscritto la rete dei giochi tradizionali del “Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada” nel registro delle buone pratiche di salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale. Ciò ha comportato l’iscrizione a patrimonio dell’Umanità di tutti i giochi delle comunità ludiche tradizionali italiane che da oltre trent’anni fanno parte delle pratiche proposte all’interno del festival, fra i quali, appunto, il lancio del Maiorchino di Novara di Sicilia.

L’associazione Circolo sportivo Olimpia di Novara di Sicilia, da oltre 35 anni organizza il torneo del Maiorchino, aderendo all’Aga Verona, l’associazione che ha lanciato nel 2003 il “Tocatì”. Con la rete internazionale Tocatì, il gioco del maiorchino è stato anche iscritto all’Associazione europea dei giochi e degli sport tradizionali e all’Associazione internazionale dei giochi e degli sport tradizionali.

Novara di Sicilia (foto Effems, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Più precisamente, il gioco consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città per circa due chilometri. Squadre composte da tre giocatori tentano di vincere l’ambita competizione conducendo la forma al traguardo con il minor numero di lanci. Per lanciare le forme, che pesano circa dieci chili – con un diametro di trentacinque centimetri e uno spessore di dodici – le squadre si aiutano con una lazzada, un laccio molto robusto che imprime maggiore forza al lancio. Per tradizione, la finale del torneo si svolge sempre il giorno di martedì grasso, trasformandosi in una festa per tutto il paese: nella piazza di Novara di Sicilia, infatti, viene allestito un vero e proprio ovile dove contadini, in abiti tradizionali, preparano piatti tipici.

“Plauso alla comunità di Novara di Sicilia e al Circolo sportivo Olimpia che in questi anni si sono fatti promotore della valorizzazione del Maiorchino, per il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Unesco come gioco tradizionale facente parte del patrimonio immateriale dell’Umanità – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali, Elvira Amata – . La tenacia con cui è stato praticato e valorizzato un gioco di strada che affonda le sue radici in oltre 400 anni di storia è emblematico di come alcune tradizioni siano profondamente radicate nella nostra cultura. Un valore che non è sfuggito alla Regione Siciliana – aggiunge l’assessore – che già nel 2006 ha riconosciuto il Maiorchino come tradizione comunitaria, iscrivendo la festa nel libro delle celebrazioni del Reis, Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, riconoscendone, insieme al ciclo caseario del Maiorchino, il valore profondamente tradizionale”.

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