Il gigante svedese affondato nei mari siciliani: la storia del relitto di Gliaca

Ha finalmente un nome l’imbarcazione scoperta nel 2019 al largo della spiaggia di Piraino. Si tratta del piroscafo “Cambria”, lungo 70 metri, la più grande nave a vapore costruita nei paesi nordici nel 1858

di Redazione

Fu il primo piroscafo svedese ad attraversare l’Atlantico e l’equatore nel 1861 per poi tornare in patria, dopo aver girato il mondo. Per uno scherzo del destino, affondò otto anni dopo davanti alla costa messinese di Gliaca, frazione marinara di Piraino, borgo medievale affacciato sul Tirreno. Il relitto segnalato per la prima volta nel 2019 dal subacqueo messinese Carmelo La Monica, che si trova tra i 6 e i 10 metri di profondità, ha finalmente un nome e una storia. Si tratta di una svedese, del tipo “steamshi”p (ovvero battello a vapore), dal nome “Cambria”, ex “Ernst Merck”, realizzata interamente in ferro a propulsione mista vapore e vela di oltre 1500 tonnellate, lunga 69,9 metri e larga 10,4, costruita a Nyköping nel 1858.

Particolare del relitto (foto Claudio Di Franco)

La ricostruzione dell’identità del relitto – fanno sapere dalla Regione – si deve al lavoro certosino e di ricerca storico-documentale del subacqueo Giuseppe Condipodero Marchetta e dell’ispettore onorario della Soprintendenza del Mare per i Beni culturali subacquei della provincia di Messina, Gianmichele Iaria, i quali grazie anche a numerosi rilievi subacquei che hanno potuto risalire all’esatta individuazione del relitto che era stato individuato in un primo momento come una presunta motozattera della Regia Marina.

I piani di costruzione dell’imbarcazione

Sullo sfondo delle grandi trasformazioni industriali della prima metà del 19esimo secolo, che hanno dettato una profonda evoluzione della marineria e delle rotte marittime, l’innovativo progetto della nave a vapore più grande costruita nei paesi nordici in quell’anno, prese il nome dal banchiere Ernst Merck, console generale d’Austria ad Amburgo, che ne finanziò la costruzione.

Una delle eliche del relitto (foto Claudio Di Franco)

Fu la prima “steam ship” svedese ad attraversare l’oceano Atlantico e l’equatore e nell’autunno del 1861 tornò in Svezia dove fu ampliata e convertita in nave passeggeri. Dopo il suo ultimo viaggio per portare migranti svedesi in Nord-America nel 1864, il fallimento dell’armatore Johan Holm ne determinò la vendita a J. Tomson, T. Bonar & Co a Londra.

Nonostante la vita della “Ernst Merck” sia stata fin dall’inizio abbastanza travagliata e costellata da incidenti e danneggiamenti di rilievo, nel dicembre del 1868 viene cambiato il nome in “Cambria”. La scaramanzia e la superstizione attribuiscono a questo episodio l’affondamento dell’imbarcazione per avaria e maltempo, avvenuto davanti alla costa di Gliaca di Piraino nel 1869.

Il modello dell’imbarcazione

“Analogamente a quanto recentemente avvenuto per il piroscafo giapponese ‘Taikosan Maru’ di Acireale, anche in questo caso, – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – la passione e la perseveranza profuse a beneficio della ricostruzione della verità storica restituiscono tasselli preziosi per la narrazione delle vicende dello scorso secolo. Un lavoro prezioso di indagine in cui la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana è costantemente impegnata nel tentativo di valorizzare la Sicilia sommersa”.

“Il relitto della ‘Cambria’ – spiega il soprintendente del Mare Ferdinando Maurici – giace oggi ad una profondità variabile tra i 6 e i 10 metri su un fondale sabbioso e reca quali elementi maggiormente significativi della sua struttura originaria, l’elica a quattro pale con il suo asse, la caldaia a vapore e la parte poppiera dello scafo in acciaio con doppio fondo”, Con il supporto dell’Autorità marittima e per le finalità di tutela, anche per questo relitto verrà chiesta l’emissione di un’ordinanza di regolamentazione dell’accesso al sito subacqueo.

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