Il Genio di Palermo tra i patrimoni immateriali della Sicilia

Uno dei simboli storici del capoluogo entra a far parte del Reis, il Registro delle Eredità Immateriali della Regione. Riconosciuti anche nuovi tesori umani viventi, riti e feste tradizionali

di Redazione

Il Genio di Palermo, uno dei simboli della città, entra a far parte del Reis, il Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana. Lo ha deciso la Commissione Reis costituita al Cricd, Centro regionale del Catalogo, che si è riunita nelle scorse ore. Vero e proprio “genius loci” che rappresenta le virtù civiche e l’identità del popolo palermitano, il Genio è raffigurato in numerose statue e rappresentazioni presenti in molti spazi emblematici della città, quali – solo per citarne alcuni – il Genio di piazza Rivoluzione, la statua che si trova ai piedi dello scalone d’onore di Palazzo delle Aquile, il cippo posto al Porto, la statua del Marabitti a Villa Giulia, la scultura in piazza del Garraffo nel cuore della Vucciria, il Genio all’ingresso della Cappella Palatina al Palazzo Reale, quello di Palazzo Isnello e molti altri.

La fontana del Genio in piazza della Rivoluzione

Il Genio di Palermo, oggi riconosciuto come patrimonio immateriale della Sicilia, era già iscritto nella banca dati del Lim, i Luoghi dell’Identità della Memoria custodita nel Cricd, ma da oggi potrà essere valorizzato anche quale simbolo dell’identità profonda di Palermo e dei palermitani. “Si tratta di importanti riconoscimenti che valorizzano la Sicilia. Il Genio di Palermo – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – illustra le virtù civiche e l‘identità dei palermitani. Da oggi, il riconoscimento tra le eredità immateriali della Sicilia, potrà consentirci di valorizzarlo ulteriormente, poiché racchiude l’anima della città di Palermo”.

La fontana del Genio a Villa Giulia (foto Wikipedia)

Nella stessa seduta, la commissione ha approvato anche altre pratiche e attività che rilevano caratteri tradizionali meritevoli di riconoscimento e memoria da parte della Regione. Tra questi il Carnevale di Melilli, festa istituita nel 1936 ad opera del Comitato dei Sommergiari, che presenta elementi connotativi del Carnevale tradizionale siciliano con la sfilata dei carri allegorici. Riconosciute anche alcune espressioni legate ai riti della tradizione cristiana. In particolare sono stati iscritti i Lamenti della Settimana Santa di Montedoro, pregevole esempio di canto responsoriale legato alla Settimana Santa, con l’alternarsi delle parti in latino e in dialetto siciliano. I lamenti vengono tramandati oralmente attraverso generazioni di cantori specializzati nell’esecuzione musicale che accompagna la passione e la morte di Gesù Cristo e il dolore della Madre.

Il Genio del Garraffo

Iscritti nel Reis anche i Riti della Settimana Santa a Delia in quanto espressione sacra, sonora, rituale che accompagna i momenti apicali della passione di Cristo. E l’Ancuntru, Pasqua a Pietraperzia che si aggiunge a Lu Signuri di li Fasci, altro rito della Settimana Santa di Delia, già presente nel Reis. La celebrazione rappresenta il momento culminante che vede l’incontro tra la Madonna e il Cristo risorto. Degna di essere preservata nella memoria immateriale della Sicilia anche la Festa di San Giuseppe a Villadoro, in quanto manifestazione tradizionale che possiede tutti gli elementi connotativi del rito: la questua, gli altari di pane di varie forme, i fuochi e poi ancora canti, preghiere e sacre rappresentazioni tra cui il viaggio della Sacra Famiglia e il consumo delle mense dei Virgineddi.

La costa di Pantelleria (foto Luca Volpi, Wikipedia)

Accolta anche la richiesta di iscrizione delle barche storiche di Pantelleria nel “Libro dei Mestieri Saperi e Tecniche” come riconoscimento di una significativa attività svolta dal Maestro d’ascia Francesco Valenza, tenuto conto che nel 2008 era già stata iscritta al Reis la tradizione locale della Lancia pantesca. E tesoro umano vivente viene riconosciuto Salvatore Finocchiaro, pittore di barche ultimo rappresentante dei pingisanti di tradizione catanese.

Gangi

Tesoro vivente anche Fabrizio Fazio, artigiano e artista del tamburo, in considerazione della tradizione da lui ripresa delle tammorre di Gangi, una tradizione di cui si rischiava la cancellazione. Fazio è un abile tammurinaro, erede di un antico sapere che utilizza le tecniche e i materiali del passato come pelli di capra e legno. Come cantori della Sicilia vengono iscritti al Reis Rosaria Cappello, cantastorie e cantautrice e Alfio Patti, l’aedo dell’Etna cantore di Sicilia; entrambi ripropongono il canto tradizionale siciliano attraverso un costante impegno profuso nell’opera di promozione e valorizzazione.

Le rocce dell’Argimusco

Nuove iscrizioni anche nella Carta Regionale dei Luoghi dell’Identità e Memoria. In particolare viene riconosciuta l’unicità dell’Altipiano dell’Argimusco sui monti Nebrodi, un complesso rupestre unico nel territorio di Montalbano Elicona, che entra a far parte dei “Luoghi del Sacro” per le particolarità intrinseche legate al paesaggio naturale e antropico: complesso unico, caratterizzato da numerose rocce arenarie, dalle suggestive forme zoomorfe e antropomorfe. Nel Lim anche lo Stadio Giovanni Celeste della città di Messina che viene inserito tra i “Luoghi delle Personalità storiche e della Cultura” in quanto legato alla storia sportiva e agli aspetti identitari della città dello Stretto. Inaugurato nel 1932 come stadio Gazzi, dal nome del quartiere ove sorse, fu intitolato nel 1948 all’ex capitano del Peloro, Giovanni Celeste. Lo stadio, in abbandono, è stato sostituito agli inizi del 2000 dal nuovo impianto del San Filippo.

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