Il futuro dei siti Unesco in Sicilia, strategie a confronto

Da Palermo a Cefalù, tre giorni per approfondire la gestione e il rilancio dei siti Patrimonio dell’umanità presenti nell’Isola, pensando a un network comune

di Ruggero Altavilla

Un patrimonio culturale unico che racconta una storia antica e stratificata. Un enorme museo diffuso fatto di beni materiali e immateriali, naturali e monumentali, che messi insieme restituiscono la complessa e trasversale identità di un’isola dai mille volti. È la Sicilia patrimonio dell’umanità, che con i suoi sette siti tutelati dall’Unesco, è tra le regioni italiane a vantarne di più. Dalla Palermo arabo-normanna alla Valle dei Templi, dalla Villa romana del Casale di Piazza Armerina alle città tardo barocche del Val di Noto, fino a Siracusa, Pantalica, le Eolie e l’Etna, per un tripudio di bellezza che per tre giorni è al centro di alcuni incontri tra Palermo e Cefalù.

Valle dei Templi, il tempio di Giunone

Il primo, organizzato dal distretto Lions Sicilia e dall’Università degli studi di Palermo, con la partecipazione della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, si svolge oggi alle 15,30 nella Sala delle Capriate dello Steri di Palermo. “Promozione e fruizione del patrimonio Unesco in Sicilia. Una strategia condivisa per lo sviluppo del turismo culturale”, questo il titolo dell’incontro introdotto e coordinato da Giuseppe Ingrassia, ordinario di Statistica nell’ateneo palermitano, delegato del rettore e del governatore Lions per la “Promozione e fruizione del Patrimonio Unesco in Sicilia”.

“Vogliamo confrontarci su un tema di grande importanza anche e soprattutto per le nuove generazioni – sottolinea Ingrassia – perché grazie ai siti Unesco potremmo avere un turismo destagionalizzato e questo significherebbe una grande opportunità di lavoro per molti giovani, in un periodo di grande disoccupazione. Le strategie di promozione e fruizione del patrimonio Unesco passano necessariamente anche dal rilancio di settori produttivi quali infrastrutture, trasporti, servizi di ristorazione, artigianato e commercio. Tutto questo non può mancare, essendo i tesori dell’Unesco grandi attrattori culturali”. All’incontro di oggi partecipano, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari; Giovanni Puglisi e Aurelio Angelini, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Unesco Sicilia.

Ragusa Ibla, il duomo visto da Palazzo Arezzo Trifiletti

Da Palermo a Cefalù, dove domani prenderà il via, fino a sabato 4 maggio, la seconda conferenza regionale dei siti e dei beni Unesco, promossa dal Comitato di pilotaggio del sito seriale Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, e dalla Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia. Una due giorni in cui rappresentanti delle istituzioni e addetti ai lavori si confronteranno, al Teatro Cicero, su best practices, piani di gestione, politiche di tutela, valorizzazione e attività comuni che comprendano i diversi siti Unesco della Sicilia. Aprono i lavori, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina e il vescovo, monsignor Giuseppe Marciante. Alle due giornate di studio sono attesi, tra gli altri, il sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Lucia Borgonzoni; il presidente della Regione Nello Musumeci; gli assessori regionali all’Economia e al Turismo, Gaetano Armao e Sandro Pappalardo, e Leoluca Orlando, che aprirà i lavori nella doppia veste di sindaco di Palermo e presidente del comitato di pilotaggio del sito arabo normanno.

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto; Corrado Bonfanti, vicepresidente dell’Associazione nazionale Beni Patrimonio Mondiale; Claudio Bocci, direttore di Federculture; Aurelio Bruno, esperto legale del MiBacT, e Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, il festival riconosciuto come esempio di buona pratica per la valorizzazione dei beni culturali.

La giornata di sabato, infine, sarà dedicata alle diverse esperienze dei siti siciliani, ognuno con la propria specificità, gestione e promozione; ascoltando gli interventi di chi gestisce i luoghi, cura i servizi, si occupa di promozione sul territorio, regge il dialogo con le istituzioni. Guardando alla possibile nascita di un network comune che possa permettere una visione e un’azione unitaria per la valorizzazione della Sicilia.

Da Palermo a Cefalù, tre giorni per approfondire la gestione e il rilancio dei siti Patrimonio dell’umanità presenti nell’Isola, pensando a un network comune

di Ruggero Altavilla

Un patrimonio culturale unico che racconta una storia antica e stratificata. Un enorme museo diffuso fatto di beni materiali e immateriali, naturali e monumentali, che messi insieme restituiscono la complessa e trasversale identità di un’isola dai mille volti. È la Sicilia patrimonio dell’umanità, che con i suoi sette siti tutelati dall’Unesco, è tra le regioni italiane a vantarne di più. Dalla Palermo arabo-normanna alla Valle dei Templi, dalla Villa romana del Casale di Piazza Armerina alle città tardo barocche del Val di Noto, fino a Siracusa, Pantalica, le Eolie e l’Etna, per un tripudio di bellezza che per tre giorni è al centro di alcuni incontri tra Palermo e Cefalù.

Valle dei Templi, il tempio di Giunone

Il primo, organizzato dal distretto Lions Sicilia e dall’Università degli studi di Palermo, con la partecipazione della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, si svolge oggi alle 15,30 nella Sala delle Capriate dello Steri di Palermo. “Promozione e fruizione del patrimonio Unesco in Sicilia. Una strategia condivisa per lo sviluppo del turismo culturale”, questo il titolo dell’incontro introdotto e coordinato da Giuseppe Ingrassia, ordinario di Statistica nell’ateneo palermitano, delegato del rettore e del governatore Lions per la “Promozione e fruizione del Patrimonio Unesco in Sicilia”.

“Vogliamo confrontarci su un tema di grande importanza anche e soprattutto per le nuove generazioni – sottolinea Ingrassia – perché grazie ai siti Unesco potremmo avere un turismo destagionalizzato e questo significherebbe una grande opportunità di lavoro per molti giovani, in un periodo di grande disoccupazione. Le strategie di promozione e fruizione del patrimonio Unesco passano necessariamente anche dal rilancio di settori produttivi quali infrastrutture, trasporti, servizi di ristorazione, artigianato e commercio. Tutto questo non può mancare, essendo i tesori dell’Unesco grandi attrattori culturali”. All’incontro di oggi partecipano, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari; Giovanni Puglisi e Aurelio Angelini, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Unesco Sicilia.

Ragusa Ibla, il duomo visto da Palazzo Arezzo Trifiletti

Da Palermo a Cefalù, dove domani prenderà il via, fino a sabato 4 maggio, la seconda conferenza regionale dei siti e dei beni Unesco, promossa dal Comitato di pilotaggio del sito seriale Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, e dalla Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia. Una due giorni in cui rappresentanti delle istituzioni e addetti ai lavori si confronteranno, al Teatro Cicero, su best practices, piani di gestione, politiche di tutela, valorizzazione e attività comuni che comprendano i diversi siti Unesco della Sicilia. Aprono i lavori, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina e il vescovo, monsignor Giuseppe Marciante. Alle due giornate di studio sono attesi, tra gli altri, il sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Lucia Borgonzoni; il presidente della Regione Nello Musumeci; gli assessori regionali all’Economia e al Turismo, Gaetano Armao e Sandro Pappalardo, e Leoluca Orlando, che aprirà i lavori nella doppia veste di sindaco di Palermo e presidente del comitato di pilotaggio del sito arabo normanno.

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto; Corrado Bonfanti, vicepresidente dell’Associazione nazionale Beni Patrimonio Mondiale; Claudio Bocci, direttore di Federculture; Aurelio Bruno, esperto legale del MiBacT, e Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, il festival riconosciuto come esempio di buona pratica per la valorizzazione dei beni culturali.

La giornata di sabato, infine, sarà dedicata alle diverse esperienze dei siti siciliani, ognuno con la propria specificità, gestione e promozione; ascoltando gli interventi di chi gestisce i luoghi, cura i servizi, si occupa di promozione sul territorio, regge il dialogo con le istituzioni. Guardando alla possibile nascita di un network comune che possa permettere una visione e un’azione unitaria per la valorizzazione della Sicilia.

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