Il futuro dei porti siciliani all’ombra del Dragone

Pioggia di milioni in arrivo per gli scali marittimi della parte occidentale dell’Isola, pronti a un cambio di passo anche in vista degli interessi cinesi sul traffico crocieristico

di Ruggero Altavilla

I porti siciliani riabbracciano il mare. Palermo, Trapani, Termini Imerese, Porto Empedocle: i quattro scali marittimi più importanti della parte occidentale dell’Isola sono pronti al rilancio. Merito degli oltre 120 milioni di euro in arrivo grazie ai fondi Pon e riconosciuti dal tavolo centrale di coordinamento del ministero delle Infrastrutture. I cantieri sono stati presentati pochi giorni fa dal viceministro, Edoardo Rixi, insieme al presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti. Sulla scia degli interessi cinesi sul porto di Palermo e su quello di Porto Empedocle, dove si pensa a un terminal per le forniture di gas naturale liquefatto, gli scali della Sicilia occidentale si preparano a un cambio di passo.

Termini Imerese

I riflettori sono puntati su trasporti e turismo, anche in vista dell’inserimento dello scalo palermitano nel 2020, nelle rotte delle principali compagnie di crociere che solcano il Mediterraneo. Nel capoluogo siciliano, tra i progetti c’è anche un camminamento sopraelevato che attraverserà tutto il porto e il nuovo approdo per gli aliscafi. Nel dettaglio, gli interventi prevedono il rifornimento della mantellata e lavori di escavo del Bacino Crispi 3, che consentirà di adeguare i fondali alle grandi navi, attirando gli armatori più grandi. L’idea è quella di trasformare la parte sud in un’area per le crociere e destinare le merci nella zona nord, per una spesa complessiva di 39 milioni di euro. A Termini Imerese, invece, previsto il dragaggio del porto e il completamento del molo foraneo sopraflutto: lavori che costeranno rispettivamente 35 e 28 milioni.

Rendering del nuovo Trapani Ferry Terminal

Dragaggio anche a Trapani con il ripristino dei fondali per cui sono previsti 20 milioni, a questi si aggiunge la realizzazione del nuovo Fast Ferry Terminal per chi attende l’imbarco per le Egadi, che sarà pronto già prima dell’estate. La struttura di 680 metri quadrati ospiterà bar, sale d’attesa, servizi igienici e otto postazioni di biglietteria, con spazi sia al coperto che all’esterno. Ci sono in ballo circa tre milioni di euro per riqualificare l’esistente stazione marittima: Trapani Cruise – RoRo Terminal, questo il nome che avrà la nuova struttura. Previsti lavori sia da un punto di vista funzionale, per consentire la creazione di servizi più adeguati per i crocieristi, che da un punto di vista strutturale, dato il precario stato infrastrutturale della attuale stazione marittima.

La riqualificazione dei porti siciliani piace anche ai cinesi, i cui investimenti potrebbero ricadere sul terminal crociere del porto di Palermo o sul discusso megaprogetto dell’Eurispes per il porto commerciale della Bandita. Un vero e proprio hub nel cuore del Mediterraneo, destinato alle grandi navi oceaniche che potranno movimentare 16 milioni di container all’anno. Un progetto faraonico che costerebbe 5 miliardi di euro, darebbe lavoro a 435mila persone e punterebbe anche alla riqualificazione della costa sud, con la creazione di un parco urbano sul mare e spazi per il tempo libero con punti ristoro e negozi. Ma tra i dossier sui porti siciliani, presa in consegna dalla delegazione che ha accompagnato il presidente Xi Jinping in visita a Palermo, ce n’è uno anche su Porto Empedocle che, oltre alla progettazione esecutiva degli interventi di riqualificazione coordinata dall’Autorità portuale della Sicilia occidentale, potrebbe diventare un terminal per le forniture di gas naturale liquefatto.

Porto Empedocle

“Si scrive una pagina importante per la portualità siciliana, e anche per quella nazionale, perché non sono tante le Autorità di sistema a essere così flessibili e vitali – ha detto il viceministro Rixi, in occasione della presentazione dei progetti -. È bello che la Sicilia, in questo cambio di passo che il Paese sta cercando di fare, sia protagonista e capace di giocare la propria partita. Il network della Sicilia occidentale ha messo in campo investimenti assolutamente importanti che hanno alle spalle una politica di recupero dei traffici per permettere alla regione di diventare competitiva nello scacchiere del Mediterraneo. La Sicilia per me è bellissima ed è al centro del mare più bello del mondo”.

Dello stesso avviso anche il presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che ha aggiunto: “Un anno e mezzo di lavoro senza sosta. Circa quaranta cantieri aperti, lavori avviati, molti anche conclusi, progettazione, gare, protocolli, accordi procedimentali, ricerche di fondi, tutto per disegnare i porti non nel futuro ma concretamente nel presente. Il network dei porti occidentali – Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle – è cresciuto in maniera esponenziale nei numeri, finanziari, di merci e passeggeri. Ogni metro quadrato va messo a reddito e quelli che oggi abbiamo presentato sono tutti cantieri avviati per raccontare fatti e non parole”.

Pioggia di milioni in arrivo per gli scali marittimi della parte occidentale dell’Isola, pronti a un cambio di passo anche in vista degli interessi cinesi sul traffico crocieristico

di Ruggero Altavilla

I porti siciliani riabbracciano il mare. Palermo, Trapani, Termini Imerese, Porto Empedocle: i quattro scali marittimi più importanti della parte occidentale dell’Isola sono pronti al rilancio. Merito degli oltre 120 milioni di euro in arrivo grazie ai fondi Pon e riconosciuti dal tavolo centrale di coordinamento del ministero delle Infrastrutture. I cantieri sono stati presentati pochi giorni fa dal viceministro, Edoardo Rixi, insieme al presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti. Sulla scia degli interessi cinesi sul porto di Palermo e su quello di Porto Empedocle, dove si pensa a un terminal per le forniture di gas naturale liquefatto, gli scali della Sicilia occidentale si preparano a un cambio di passo.

Termini Imerese

I riflettori sono puntati su trasporti e turismo, anche in vista dell’inserimento dello scalo palermitano nel 2020, nelle rotte delle principali compagnie di crociere che solcano il Mediterraneo. Nel capoluogo siciliano, tra i progetti c’è anche un camminamento sopraelevato che attraverserà tutto il porto e il nuovo approdo per gli aliscafi. Nel dettaglio, gli interventi prevedono il rifornimento della mantellata e lavori di escavo del Bacino Crispi 3, che consentirà di adeguare i fondali alle grandi navi, attirando gli armatori più grandi. L’idea è quella di trasformare la parte sud in un’area per le crociere e destinare le merci nella zona nord, per una spesa complessiva di 39 milioni di euro. A Termini Imerese, invece, previsto il dragaggio del porto e il completamento del molo foraneo sopraflutto: lavori che costeranno rispettivamente 35 e 28 milioni.

Rendering del nuovo Trapani Ferry Terminal

Dragaggio anche a Trapani con il ripristino dei fondali per cui sono previsti 20 milioni, a questi si aggiunge la realizzazione del nuovo Fast Ferry Terminal per chi attende l’imbarco per le Egadi, che sarà pronto già prima dell’estate. La struttura di 680 metri quadrati ospiterà bar, sale d’attesa, servizi igienici e otto postazioni di biglietteria, con spazi sia al coperto che all’esterno. Ci sono in ballo circa tre milioni di euro per riqualificare l’esistente stazione marittima: Trapani Cruise – RoRo Terminal, questo il nome che avrà la nuova struttura. Previsti lavori sia da un punto di vista funzionale, per consentire la creazione di servizi più adeguati per i crocieristi, che da un punto di vista strutturale, dato il precario stato infrastrutturale della attuale stazione marittima.

La riqualificazione dei porti siciliani piace anche ai cinesi, i cui investimenti potrebbero ricadere sul terminal crociere del porto di Palermo o sul discusso megaprogetto dell’Eurispes per il porto commerciale della Bandita. Un vero e proprio hub nel cuore del Mediterraneo, destinato alle grandi navi oceaniche che potranno movimentare 16 milioni di container all’anno. Un progetto faraonico che costerebbe 5 miliardi di euro, darebbe lavoro a 435mila persone e punterebbe anche alla riqualificazione della costa sud, con la creazione di un parco urbano sul mare e spazi per il tempo libero con punti ristoro e negozi. Ma tra i dossier sui porti siciliani, presa in consegna dalla delegazione che ha accompagnato il presidente Xi Jinping in visita a Palermo, ce n’è uno anche su Porto Empedocle che, oltre alla progettazione esecutiva degli interventi di riqualificazione coordinata dall’Autorità portuale della Sicilia occidentale, potrebbe diventare un terminal per le forniture di gas naturale liquefatto.

Porto Empedocle

“Si scrive una pagina importante per la portualità siciliana, e anche per quella nazionale, perché non sono tante le Autorità di sistema a essere così flessibili e vitali – ha detto il viceministro Rixi, in occasione della presentazione dei progetti -. È bello che la Sicilia, in questo cambio di passo che il Paese sta cercando di fare, sia protagonista e capace di giocare la propria partita. Il network della Sicilia occidentale ha messo in campo investimenti assolutamente importanti che hanno alle spalle una politica di recupero dei traffici per permettere alla regione di diventare competitiva nello scacchiere del Mediterraneo. La Sicilia per me è bellissima ed è al centro del mare più bello del mondo”.

Dello stesso avviso anche il presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che ha aggiunto: “Un anno e mezzo di lavoro senza sosta. Circa quaranta cantieri aperti, lavori avviati, molti anche conclusi, progettazione, gare, protocolli, accordi procedimentali, ricerche di fondi, tutto per disegnare i porti non nel futuro ma concretamente nel presente. Il network dei porti occidentali – Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle – è cresciuto in maniera esponenziale nei numeri, finanziari, di merci e passeggeri. Ogni metro quadrato va messo a reddito e quelli che oggi abbiamo presentato sono tutti cantieri avviati per raccontare fatti e non parole”.

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