Il Festival che apre i luoghi e ne racconta l’identità

All’interno del carcere Ucciardone la conferenza stampa finale di questa edizione de Le Vie dei Tesori. “Una manifestazione che crea coesione sociale e unisce patrimonio materiale e immateriale”

di Antonella Lombardi

Un festival che aiuta a leggere e raccontare le città, un successo che nel capoluogo siciliano, da dove tutto è partito 12 anni fa, è stato condiviso e raccontato in uno dei luoghi che hanno registrato più ingressi e consensi dai visitatori: il carcere Ucciardone di Palermo, custode di storia, memoria e riscatto, e dove oggi si è tenuta la conferenza stampa conclusiva con il bilancio su questa edizione de Le Vie dei Tesori. Un modello di crescita e sviluppo esportato nel resto della Sicilia e ora anche oltre lo Stretto. “Le Vie dei Tesori rientreranno, grazie al decreto che sarà firmato proprio oggi, nel cartellone dei grandi eventi della regione siciliana”, ha annunciato l’assessore regionale al turismo, Alessandro Pappalardo, che ha sottolineato l’importanza strategica del festival per i tour operator e la collaborazione tra pubblico e privato. 

Dopo i saluti della direttrice del carcere, Rita Barbera – che ha ricordato le attività di crescita e rieducazione sociale portate avanti all’interno dell’istituto penale, come i laboratori di pittura, teatro, e il pastificio – è stata Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori, a raccontare uno dei momenti del percorso guidato più emozionanti all’interno dell’ex fortezza borbonica: “Lollo Franco ha fatto un lavoro straordinario e generoso durante queste visite teatralizzate con i detenuti che vestivano i panni delle guardie carcerarie gridando ‘meglio un giorno da Borsellino che 100 da Ciancimino’, mentre gli altri reclusi guardavano, un ulteriore segno di cambiamento profondo di questa città”.

“L’idea del Festival di mettere insieme il patrimonio materiale a quello immateriale è il dato che racconta meglio un’energia in crescita – ha detto l’assessore comunale alla cultura, Andrea Cusumano – in un anno comunque particolare per Palermo va preso atto che questa manifestazione, grazie alla cultura, è riuscita a creare coesione sociale”.

“L’Ucciardone è Palermo, e Palermo è l’Ucciardone – ha detto il sindaco, Leoluca Orlando – cioè tutto il bene e il male sono condensati in questo luogo. Noi oggi pretendiamo l’umanizzazione della pena, per questo l’Ucciardone continuerà la sua collaborazione con la città. Grazie infatti a una convenzione stipulata con la direzione penitenziaria e il ministero di Grazia e giustizia la collaborazione con i detenuti troverà un risvolto lavorativo nella nuova edizione del carro di Santa Rosalia: non solo vi lavoreranno ma spero anche che per la prossima edizione del festino 2019 il carro possa andare incontro alla città uscendo proprio da qui”.

Tanti i presenti alla conferenza stampa di oggi, da Lollo Franco a Bernardo Tortorici di Raffadali dell’associazione Amici dei musei siciliani, fino a Gds media e ai rappresentanti delle altre amministrazioni comunali che hanno partecipato a questa edizione, ma anche volontari e tanti partner che hanno aderito. Tra loro, anche l’assessore alla cultura del comune di Caltanissetta, Pasquale Tornatore, che ha sottolineato “l’effetto positivo del Festival non solo sulla città di Caltanissetta, ma anche il grande ausilio arrivato alle aree interne che hanno tanto da offrire e fare conoscere nel loro patrimonio culturale. Il Festival ha avuto una ricaduta anche sull’occupazione giovanile, perché nel nostro territorio, ad esempio, è stata coinvolta una giovane associazione di circa 20 ragazzi”. “Siamo orgogliosi aver contribuito al festival con un finanziamento di 200mila euro come governo regionale – ha poi aggiunto Pappalardo – perché poche manifestazioni come questa possono dire di aver raggiunto traguardi e cifre simili, con oltre l’85% delle persone che rilascia un feedback positivo. Il grande merito è anche quello di aver contribuito a fare un senso di appartenenza alla comunità”.

Da un luogo ad alto valore simbolico come l’Ucciardone, a un altro, lo scalo di Boccadifalco, altro sito aperto per la prima volta con il Festival e che ha registrato un boom di visite tra il battesimo del volo e i due percorsi via terra. A rappresentare lo scalo sono intervenuti Giuseppe Lo Cicero, vice presidente dell’Aeroclub che ha raccontato “le testimonianze entusiaste rilasciate sul libro dei voli – tesori, ma anche l’emozione di chi ha superato a bordo del piper la paura di volare” e Valeria Cangelosi, dirigente del IV reparto volo Polizia di Stato e motore dell’iniziativa che ha permesso di “far conoscere ai palermitani un posto a loro stessi ignoto. Con Boccadifalco condividiamo un pezzo di storia recente e importante della nostra città, non possiamo infatti dimenticare che questo è lo scalo che ha visto partire per l’ultima volta dalla città boss come Riina e Provenzano – ha sottolineato Valeria – il nostro reparto volo è intitolato ai poliziotti Ninni Cassarà, Beppe Montana e Roberto Antiochia e questo per noi è un onore e una vittoria”.

Infine, a rappresentare la direttrice dell’Usr Altomonte è stata Lorena Giudice che ha sottolineato la grande soddisfazione dei ragazzi dell’Alternanza scuola lavoro che “hanno acquisito durante il festival delle competenze sui luoghi che ora saranno al centro di un monitoraggio: Le Vie dei Tesori sono già una buona pratica segnalata sul sito del ministero e coinvolgere studenti alla scoperta dei tesori delle proprie città è un traguardo importante”. Un’ulteriore conferma di una rete che funziona tra turisti e residenti entusiasti, come ha rilevato con le sue statistiche Giovanni Ruggeri, presidente Otie: “I turisti stranieri spesso dicono ‘non mi aspettavo tutto questo’ e persino il portale de Le Vie dei Tesori, con un magazine costantemente aggiornato, è stato visitato da fine agosto a fine ottobre da 700mila utenti unici con un totale di quasi 5 milioni di pagine viste”. Un racconto che su questo sito ora prosegue tutto l’anno.

All’interno del carcere Ucciardone la conferenza stampa finale di questa edizione de Le Vie dei Tesori. “Una manifestazione che crea coesione sociale e unisce patrimonio materiale e immateriale”

di Antonella Lombardi

Un festival che aiuta a leggere e raccontare le città, un successo che nel capoluogo siciliano, da dove tutto è partito 12 anni fa, è stato condiviso e raccontato in uno dei luoghi che hanno registrato più ingressi e consensi dai visitatori: il carcere Ucciardone di Palermo, custode di storia, memoria e riscatto, e dove oggi si è tenuta la conferenza stampa conclusiva con il bilancio su questa edizione de Le Vie dei Tesori. Un modello di crescita e sviluppo esportato nel resto della Sicilia e ora anche oltre lo Stretto. “Le Vie dei Tesori rientreranno, grazie al decreto che sarà firmato proprio oggi, nel cartellone dei grandi eventi della regione siciliana”, ha annunciato l’assessore regionale al turismo, Alessandro Pappalardo, che ha sottolineato l’importanza strategica del festival per i tour operator e la collaborazione tra pubblico e privato. 

Dopo i saluti della direttrice del carcere, Rita Barbera – che ha ricordato le attività di crescita e rieducazione sociale portate avanti all’interno dell’istituto penale, come i laboratori di pittura, teatro, e il pastificio – è stata Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori, a raccontare uno dei momenti del percorso guidato più emozionanti all’interno dell’ex fortezza borbonica: “Lollo Franco ha fatto un lavoro straordinario e generoso durante queste visite teatralizzate con i detenuti che vestivano i panni delle guardie carcerarie gridando ‘meglio un giorno da Borsellino che 100 da Ciancimino’, mentre gli altri reclusi guardavano, un ulteriore segno di cambiamento profondo di questa città”.

“L’idea del Festival di mettere insieme il patrimonio materiale a quello immateriale è il dato che racconta meglio un’energia in crescita – ha detto l’assessore comunale alla cultura, Andrea Cusumano – in un anno comunque particolare per Palermo va preso atto che questa manifestazione, grazie alla cultura, è riuscita a creare coesione sociale”.

“L’Ucciardone è Palermo, e Palermo è l’Ucciardone – ha detto il sindaco, Leoluca Orlando – cioè tutto il bene e il male sono condensati in questo luogo. Noi oggi pretendiamo l’umanizzazione della pena, per questo l’Ucciardone continuerà la sua collaborazione con la città. Grazie infatti a una convenzione stipulata con la direzione penitenziaria e il ministero di Grazia e giustizia la collaborazione con i detenuti troverà un risvolto lavorativo nella nuova edizione del carro di Santa Rosalia: non solo vi lavoreranno ma spero anche che per la prossima edizione del festino 2019 il carro possa andare incontro alla città uscendo proprio da qui”.

Tanti i presenti alla conferenza stampa di oggi, da Lollo Franco a Bernardo Tortorici di Raffadali dell’associazione Amici dei musei siciliani, fino a Gds media e ai rappresentanti delle altre amministrazioni comunali che hanno partecipato a questa edizione, ma anche volontari e tanti partner che hanno aderito. Tra loro, anche l’assessore alla cultura del comune di Caltanissetta, Pasquale Tornatore, che ha sottolineato “l’effetto positivo del Festival non solo sulla città di Caltanissetta, ma anche il grande ausilio arrivato alle aree interne che hanno tanto da offrire e fare conoscere nel loro patrimonio culturale. Il Festival ha avuto una ricaduta anche sull’occupazione giovanile, perché nel nostro territorio, ad esempio, è stata coinvolta una giovane associazione di circa 20 ragazzi”. “Siamo orgogliosi aver contribuito al festival con un finanziamento di 200mila euro come governo regionale – ha poi aggiunto Pappalardo – perché poche manifestazioni come questa possono dire di aver raggiunto traguardi e cifre simili, con oltre l’85% delle persone che rilascia un feedback positivo. Il grande merito è anche quello di aver contribuito a fare un senso di appartenenza alla comunità”.

Da un luogo ad alto valore simbolico come l’Ucciardone, a un altro, lo scalo di Boccadifalco, altro sito aperto per la prima volta con il Festival e che ha registrato un boom di visite tra il battesimo del volo e i due percorsi via terra. A rappresentare lo scalo sono intervenuti Giuseppe Lo Cicero, vice presidente dell’Aeroclub che ha raccontato “le testimonianze entusiaste rilasciate sul libro dei voli – tesori, ma anche l’emozione di chi ha superato a bordo del piper la paura di volare” e Valeria Cangelosi, dirigente del IV reparto volo Polizia di Stato e motore dell’iniziativa che ha permesso di “far conoscere ai palermitani un posto a loro stessi ignoto. Con Boccadifalco condividiamo un pezzo di storia recente e importante della nostra città, non possiamo infatti dimenticare che questo è lo scalo che ha visto partire per l’ultima volta dalla città boss come Riina e Provenzano – ha sottolineato Valeria – il nostro reparto volo è intitolato ai poliziotti Ninni Cassarà, Beppe Montana e Roberto Antiochia e questo per noi è un onore e una vittoria”.

Infine, a rappresentare la direttrice dell’Usr Altomonte è stata Lorena Giudice che ha sottolineato la grande soddisfazione dei ragazzi dell’Alternanza scuola lavoro che “hanno acquisito durante il festival delle competenze sui luoghi che ora saranno al centro di un monitoraggio: Le Vie dei Tesori sono già una buona pratica segnalata sul sito del ministero e coinvolgere studenti alla scoperta dei tesori delle proprie città è un traguardo importante”. Un’ulteriore conferma di una rete che funziona tra turisti e residenti entusiasti, come ha rilevato con le sue statistiche Giovanni Ruggeri, presidente Otie: “I turisti stranieri spesso dicono ‘non mi aspettavo tutto questo’ e persino il portale de Le Vie dei Tesori, con un magazine costantemente aggiornato, è stato visitato da fine agosto a fine ottobre da 700mila utenti unici con un totale di quasi 5 milioni di pagine viste”. Un racconto che su questo sito ora prosegue tutto l’anno.

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