Il Festino ritrovato, tra musica e canti Palermo ha riabbracciato la Santuzza

Dopo due anni torna il corteo lungo il Cassaro per celebrare la patrona della città. Una folla di 200mila persone ha sfidato la pandemia, partecipando a una manifestazione corale, sobria ma appassionata

di Giulio Giallombardo

È tornato a sfilare lungo il Cassaro, attraversando un fiume umano che non si vedeva da due anni. Il carro trionfale di Santa Rosalia si prende la scena in questo Festino ritrovato, giunto alla 398esima edizione. La notte magica dei palermitani è trascorsa senza intoppi, un corteo affollato ma non troppo (i numeri parlano di 200mila persone, meno delle precedenti edizioni) ha sfidato la pandemia, nonostante l’impennata dei contagi e gli inviti, quasi del tutto ignorati, a usare le mascherine.

Il carro trionfale sfila al Cassaro

Un’edizione a basso costo, costruita grazie alla collaborazione di tutte le energie creative della città, dal Teatro Massimo al Biondo, dall’Accademia di Belle Arti al Conservatorio, che hanno accolto l’invito a fare squadra del neosindaco Roberto Lagalla. È stato un “Canto contro la peste” (questo il titolo del Festino 2022) sobrio ma appassionato, organizzato in fretta e furia dal Comune, con un comitato di direzione artistica coordinato da Maurizio Carta, prorettore dell’Università di Palermo e assessore in pectore della nuova giunta comunale.

Riproduzione del carro trionfale al Museo Riso

Il corteo ha rispettato la tabella di marcia, puntuale ad ogni tappa come, forse, non era mai accaduto. Il carro è lo stesso del 2019, ideato da Fabrizio Lupo e restaurato dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti, con la Santuzza in cima che gira come in un carillon. “Un carro ‘circolare’ – lo definisce Carta – che ricicla alcune sue parti, che si evolve in un mirabile bricolage di parti, con artisti e maestranze che spostano, ritagliano, forgiano, adattano, rimodellano”. Partito in perfetto orario dal piano di Palazzo Reale con la fanfara dei bersaglieri che intonano l’inno di Mameli, il carro è preceduto dai tamburinai e da un corteo di medici, sanitari e personale della Croce Rossa e della Protezione Civile, gli “angeli” in prima fila contro la pandemia.

Vicolo Brugnò

Il carro arriva a Porta Nuova dove dal loggiato la voce di Egle Mazzamuto intona vibrante un canto di carrettiere. Poi arriva vicino al palazzo della Curia, dove accoglie l’arcivescovo Corrado Loferice: “Stringiamoci attorno a chi ha sofferto e ai medici che ci hanno curato – ha detto dal carro della Santuzza – . Palermo ha ferite e ha bisogno di una speranza”. Dopo la benedizione dell’arcivescovo il carro si illumina e l’orchestra del Conservatorio inizia a suonare, lasciando la scena davanti alla Cattedrale, alle formazioni giovanili del Teatro Massimo, con la Kids e la Youth Orchestra, il Coro di voci bianche, il Coro Arcobaleno e la Cantoria, dirette dai maestri Michele De Luca e Salvatore Punturo. Un organico di 160 elementi che incanta i palermitani dal palco allestito davanti alla Cattedrale illuminata da videoproiezioni.

Il carro ai Quattro Canti

Il cuore della festa è, come sempre, sempre ai Quattro Canti. È lì che la folla applaude la “signora Palermo”, interpretata da Stefania Blandeburgo, affacciata sul balcone di Palazzo Di Napoli, che si alterna con Salvo Piparo che, nei panni di Nofriu, racconta la vita della Santuzza e annuncia che la città è finalmente libera dalla peste. Così, una pioggia di petali scende su piazza Vigliena, mentre a gridare “Viva Palermo e viva Santa Rosalia”, oltre che il sindaco, è anche il presidente dell’Ordine dei medici, Toti Amato, e l’infermiera Giulia Citarrella, che ha portato i vaccini tra gli ultimi.

Folla attorno al carro

Poi giù verso via Roma e Porta Felice, dove si accoda la Brass Marching Street Band e Pamela Villoresi sale sul carro dedicando un monologo agli eroi antimafia nel trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Poi, tra musiche festose, le luci del Foro Italico si spengono per lasciare spazio a quelle spettacolari dei fuochi d’artificio, attesi e applauditi dai palermitani e dai tantissimi turisti a bocca aperta col naso all’insù.

I fuochi d’artificio al Foro Italico

“È stato un Festino emozionante, partecipato e dal sapore di una definitiva ripartenza per tutta la città – ha detto il sindaco Lagalla, ringraziando tutti quelli che hanno contribuito alla manifestazione – un Festino che ha visto aggregarsi attorno alla richiesta del Comune le tante istituzioni culturali e gli artisti della nostra città che hanno espresso qualità, per ciò che hanno prodotto, e generosità. Credo che quella di ieri sia stata un’emblematica e simbolica convergenza di disponibilità, impegno e lavoro. Mi auguro che tutto questo possa essere da stimolo e, soprattutto, una promessa per la nostra città”.

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