Il Duomo di notte, antiche cave e botteghe storiche: Le Vie dei Tesori torna a Ragusa

Quinta edizione del festival nella città barocca. Aprono undici luoghi straordinari, chiese e la cava dei “pirriaturi”, poi due passeggiate e sei esperienze. Si parteciperà ad un viaggio nella musica corale nei secoli e si seguirà il lavoro di ceramisti e pittori di carretti

di Redazione

Ragusa, Cava Gonfalone

Il festival Le Vie dei Tesori ritorna nel Val di Noto seguendo il filo di quel barocco nato dal terremoto del 1693: prima e dopo, in un territorio che si vide costretto a ripartire da zero. Le chiese medievali furono ricostruite, ma quelle poche che restarono intatte oggi sono un tesoro da riscoprire. Ragusa ne ha diverse e le conserva con affetto, Scicli le cerca e le trova, piccoli e rupestri. Due città profondamente diverse che, cucite dal filo di Vie dei Tesori, collaborano fattivamente per la promozione dello stesso territorio: e il turismo le ha premiate, qui la ripresa post covid è già una sicurezza. Riecco il festival, dunque, al suo quinto anno consecutivo, da sabato 1 a domenica 16 ottobre, visite, passeggiate ed esperienze, un programma articolato costruito con le  giovani associazioni sul posto e il supporto dei due Comuni (qui il programma del festival a Ragusa).

Uno scorcio di Ragusa Ibla

“Partecipiamo con grande piacere da cinque anni alle Vie dei Tesori che ci permettono di far conoscere siti che non fanno parte dei circuiti abituali; e il periodo scelto sarà un’ulteriore spinta per il turismo non stagionale” dice il sindaco di Ragusa Peppe Cassì. Sul programma ha lavorato moltissimo l’assessore alla Cultura di Ragusa, Clorinda Arezzo: “Il festival è un’opportunità per tutti noi siciliani. Ringrazio Le Vie dei Tesori per aver allargato il format a tutta l’isola cercando la collaborazione dei giovani del territorio – spiega -: in questo caso è un’associazione che ha dato un’impronta forte alle esperienze”, citando Il corno francese blu, presieduta da Federico Arnone, da quest’anno partner del festival sul territorio ibleo.

Un festival che è nato nel cuore dell’Università di Palermo nel 2006 con l’obiettivo di disseminare cultura e conoscenza fuori dalle aule accademiche; che ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti, restituito luoghi: ed è cresciuto ogni anno. Scelto quest’anno dall’assessorato regionale al Turismo tra le manifestazioni che promuovono SeeSicily, Le Vie dei Tesori, con il supporto del main sponsor Unicredit – “sosteniamo con convinzione questa che ormai è una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale e un catalizzatore di sviluppo sociale sostenibile” dice Maurizio di Benedetto, vice area manager retail Ragusa e Siracusa di Unicredit –  ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari, col sostegno di Poste Italiane.

Il Duomo di Ragusa Ibla

Oltre a Ragusa e Scicli, venerdì il festival prende il via a Palermo, con il programma più “pesante” di 150 tra luoghi ed esperienze;  sabato parte anche Catania (che durerà fino al 30 ottobre, come Palermo), poi Alcamo, Carini e Cefalù. Ragusa e Scicli divideranno anche i coupon, validi per tutte e due le città. “Il festival è un modello da sfruttare come occasione di sviluppo e di lavoro per i nostri giovani – interviene il vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -. Tra l’altro concretizziamo il sogno di ogni comune, cioè una card turistica che metta in rete i siti, come è di fatto il nostro coupon”.

IL FESTIVAL A RAGUSA

Ragusa, chiesa di Santa Maria delle Scale

Si parte dal cuore di Ragusa, dal Duomo di San Giorgio nel cui museo sono conservate le opere sopravvissute al sisma lungo un percorso espositivo negli ambienti che furono in passato le stanze dei canonici. Ma quella che sarà suggestiva sarà la visita in notturna – soltanto questa domenica, tre turni di un’ora dalle 21 alle 23 – , un’esperienza unica che si concluderà con la magnifica Cona del Gagini. Poi si salirà sul campanile di San Giovanni Battista: vista mozzafiato, ma scendendo si passerà attraverso una particolarissima “veste” rococò.

Non vanno saltati gli affreschi medievali sopravvissuti di Santa Maria delle Scale; le tombe dei nobili ragusani e la cappella degli Arezzo di Donnafugata nella gotica San Francesco all’Immacolata, a Ibla; poco lontano c’è la chiesa della Maddalena, una delle più antiche che un tempo fu legata al vicino ospedale, distrutto dal sisma; e il Santissimo Salvatore che conserva gelosamente il crocifisso di Carmelo Licitra detto “u ghiuppinu” e due quadri del Cascone.

Ragusa, Palazzo Arezzo di Trifiletti

Ancora tesori da scoprire? Gli arredi sacri e le famose “cappe magne” indossate dai canonici della Collegiata di San Giorgio, conservate nella chiesa di Sant’Agnese, vicino al Duomo; la chiesa dell’Annunziata, nell’antica Ciudecca ebraica di Ragusa, ricostruita grazie al contributo del barone Battaglia di Torrevecchia, che la volle collegata al suo palazzo tramite un passaggio personale; la seicentesca chiesa di San Filippo Neri, con le sue tele d’epoca, un’occasione da non lasciarsi scappare perché di solito apre soltanto per celebrazioni importanti. Salendo la sua scenografica scalinata, scoprirete che palazzo Arezzo di Trifiletti custodisce la memoria intatta di uno dei casati più antichi dell’intera Sicilia.

Le Cave Gonfalone

E poi Cava Gonfalone, da dove, per oltre 200 anni, i “pirriaturi” hanno estratto i blocchi di pietra con cui è stata ricostruita Ragusa Ibla. Qui questa domenica (e poi nel terzo weekend) dalle 15.30 un ceramista di Caltagirone proporrà la dimostrazione dal vivo della lavorazione e delle decorazioni nello stile calatino. Un bagno di colori? Solo al Cinabro carrettieri, la bottega degli artigiani Damiano Rotella e Biagio Castilletti, tanto amati da  Dolce e Gabbana, e Steve McCurry: qui vi faranno sporcare di colori dipingendo un oggetto live.

Un’altra esperienza porterà l’ultima domenica (16 ottobre) al Centro Commerciale Culturale per Korevolution, un vero e proprio viaggio nella musica corale attraverso i secoli affidato al coro 4Keys (30 elementi tra coristi e musicisti) che da Haendel a Mozart, a Verdi arriverà fino ai giorni nostri. E in questa occasione, la sera si potrà anche scoprire la collezione d’arte e il lavoro dell’associazione Il corno francese blu, partner sul territorio del festival.

LE PASSEGGIATE

Due le passeggiate: il 9 ottobre nel quartiere Archi guidati da Gaetano Cosentini, un itinerario alla ricerca dei luoghi simbolo fino a via Velardo, una delle poche vie sacre in Sicilia (che proprio sabato in notturna si trasformerà in una galleria  d’arte en plein air). E nell’ultimo weekend, un percorso guidato alla scoperta dei luoghi del centro storico (qui per prenotare le passeggiate).

I TOUR DI AUTOSERVICE

Durante il festival sarà possibile raggiungere alcune tra le città da Palermo tramite i bus navetta messi a disposizione da Autoservice: un modo per visitare i luoghi in tutta tranquillità, senza dover pensare al mezzo di trasporto o al posteggio sul posto, un’alternativa già offerta nelle passate edizioni che aveva riscontrato un ottimo successo. Si può già prenotare sul sito il tour da Palermo a Ragusa, il 16 ottobre (qui per prenotare).

Per informazioni telefonare allo 091 8420004, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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