Il cuore e le eccellenze dei Sicani: a Sambuca il territorio in vetrina

Due giornate di incontri, degustazioni, show cooking e visite a tu per tu con le aziende agricole. Ospite speciale una famiglia ucraina in fuga dalla guerra e accolta nel borgo agrigentino

di Giulio Giallombardo

Promozione del territorio, ospitalità diffusa e solidale, tesori della terra e dell’arte. Sono state due giornate di incontri con le eccellenze dei Sicani a Sambuca di Sicilia, borgo simbolo di una rigenerazione che prosegue ormai da anni. Un weekend tra workshop, degustazioni, show cooking, che ha fatto da vetrina ai prodotti biologici delle aziende del territorio. Storie virtuose di avventure imprenditoriali raccontate alla fiera della biodiversità alimentare “Paesaggio-Prodotto-Paese”, parte del progetto BioShop Sicilia, che si è svolta sabato 26 e domenica 27 marzo nel borgo agrigentino e in alcune aziende del territorio (ve ne abbiamo parlato qui).

Stand davanti a Palazzo Panitteri

Davanti a Palazzo Panitteri – diventato un vero e proprio hub culturale, con il prezioso museo archeologico, ma anche sede delle associazioni Strada del Vino Terre Sicane e Iter Vitis – ha preso vita un villaggio gastronomico con gli stand delle aziende partecipanti all’iniziativa promossa dall’Ats Bio distretto Borghi Sicani. Si tratta di una delle tappe del progetto corale BioShop Sicilia, che ha ricevuto il sostegno dell’assessorato regionale all’Agricoltura della Regione Siciliana, nell’ambito del Psr Sicilia, e che prevede diversi eventi da svolgersi in un biennio, alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

La famiglia Lamanno

Un weekend che, dopo un tour tra le bellezze di Sambuca, tra musei, chiese e i tortuosi vicoli del quartiere saraceno, si è concluso con una visita all’Antico Frantoio, azienda nata vent’anni fa a Sambuca dalla passione di Antonella Murgia, erede di una famiglia di allevatori sardi, e Salvatore Lamanno, custode di uliveti e vigneti del territorio. Insieme a loro, portano avanti l’azienda anche i figli: Nicola che si occupa della cantina, tornato in Sicilia dopo una laurea in Economia a Siena per dare una mano ai genitori; e Sofia, laureata in mediazione linguistica, appassionata di arabo, che dà una mano nell’export.

 

“Dobbiamo offrire le bellezze del nostro territorio insieme alle storie che rappresentiamo, in una sinergia tra aziende, prodotti e ospitalità, regalando un’esperienza indimenticabile a chi viene a trovarci”, dice Antonella Murgia, che è anche presidente del Bio distretto Borghi Sicani. Parole condivise anche da Pierfilippo Spoto, operatore turistico che da vent’anni porta avanti un progetto di turismo esperienziale nel territorio: “Questa è solo una tappa di un percorso che il territorio merita, soprattutto per raccontare chi c’è dietro le eccellenze di cui spesso parliamo – ha detto Spoto – . Gli attori del territorio non devono essere solo parte di un progetto, ma dal basso devono contribuire alla realizzazione dello stesso. Ed è a questo che servono iniziative del genere”.

La cantina dell’Antico Frantoio

Della relazione feconda tra “territorio, impresa e comunità” ha parlato Nicola Perricone, dell’omonima azienda agricola di Chiusa Sclafani, che porta avanti insieme ai fratelli Domenico, Caterina e Rosario, e che sabato scorso ha ospitato una tappa del progetto con una degustazione in azienda: “Siamo una comunità aperta che accoglie e rappresenta al meglio i monti Sicani in questo percorso di sviluppo”.

Il vicesindaco Cacioppo con la famiglia ucraina ospite a Sambuca

Prima di uno show cooking condotto dallo chef saccense, Giovanni Lorenzo Montemaggiore, che ha realizzato un primo piatto sintesi delle eccellenze del territorio, è intervenuto anche il vicesindaco di Sambuca, Giuseppe Cacioppo, dando il benvenuto ad alcuni ospiti speciali: una famiglia proveniente dall’Ucraina accolta in questi giorni a Sambuca. “Il nostro borgo fa parte di un progetto di comunità allargata a tutto il territorio – ha detto il vicesindaco – e non potevamo non aprire le porte a chi in questi giorni è in fuga dalla guerra”. Così, a Sambuca ha trovato casa una coppia con due figli piccoli, che i sambucesi hanno “adottato”, mentre altre famiglie ucraine sono in arrivo. “Dopo un lungo viaggio in aereo, facendo scalo in mezza Europa, sono arrivati da noi stremati – ha proseguito Cacioppo – parlano a stento l’inglese e stiamo facendo il possibile per aiutarli. Ci auguriamo che possano tornare presto a casa, non per allontanarli da Sambuca, ovviamente, ma perché significherebbe che questa assurda guerra è finita”.

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