Verso il restauro del presbiterio della Cattedrale

Dopo il nuovo percorso espositivo del tesoro, in cantiere un progetto che riguarda il recupero degli affreschi, della pavimentazione normanna e di altri elementi decorativi

di Giulio Giallombardo

Un progetto per valorizzare il cuore più antico della Cattedrale di Palermo. Prosegue il lavoro della Soprintendenza dei Beni culturali per completare il recupero delle parti normanne nella zona dell’abside centrale. Un’opera di riscoperta iniziata con il nuovo percorso espositivo del tesoro, inaugurato lo scorso maggio, e che adesso la Soprintendenza vuole riprendere nell’area del presbiterio, dove si conserva anche parte del pavimento normanno, realizzato a mosaici con disegni geometrici. Il progetto di restauro è stato ritenuto ammissibile ad un finanziamento di 500mila euro, provenienti dai fondi del Po Fesr 2014-2020, come si legge in un decreto firmato dal dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro.

Il Cristo risorto di Antonello Gagini

Sarà un intervento complessivo che riguarderà sia le parti settecentesche che quelle più antiche. “Oltre al lavoro sull’antica pavimentazione, abbiamo incluso il restauro degli affreschi di Mariano Rossi, nella calotta dell’abside centrale, deteriorati dall’umidità – spiega a Le Vie dei Tesori News, la soprintendente Lina Bellanca – prevediamo, poi, il recupero della parte basamentale dell’altare del Crocifisso, con le sculture del Gagini parzialmente rovinate anche in questo caso dall’umidità. Vorremmo anche procedere con il restauro artistico delle armadiature presenti nella cappella del tesoro, su cui si erano fatti dei saggi di pulitura e che mettevano in evidenza preesistenze più interessanti rispetto alla tinteggiatura monocromatica che si vede adesso”.

Il pavimento normanno e il candelabro

Proprio il presbiterio, in effetti, custodisce ancora testimonianze dell’antica cattedrale gualteriana, così chiamata dal nome di Gualtiero Offamilio, arcivescovo al tempo di Guglielmo II, a cui si deve l’edificazione di un “nuovo” duomo a partire dal 1170, sui resti di un precedente tempio bizantino e ancora prima di una moschea. Tra gli elementi più antichi, nella parte sinistra dell’abside, vicino al candelabro destinato al cero pasquale, spicca il seggio reale con decorazioni musive del XII secolo. Lì sedettero per primi i sovrani normanni.

Il presbiterio della Cattedrale

Il progetto si affianca a quello più complessivo del restauro dei tetti della Cattedrale, annunciato lo scorso giugno (ve ne abbiamo parlato qui). Un intervento promosso dal Provveditorato delle Opere pubbliche di Sicilia e Calabria, finanziato dal ministero dei Beni Culturali, e redatto da una squadra di professionisti, col contributo dell’Università di Palermo, della Soprintendenza e dell’autorità ecclesiastica. “Noi ci concentreremo sull’area presbiteriale – conclude la soprintendente Bellanca – proprio per evitare di interferire o sovrapporci agli altri interventi che riguardano i tetti, le capriate e le cupolette”.

(Foto dal sito www.cattedrale.palermo.it)

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