Il campo fantasma della Favorita che aspetta di rinascere

Lo storico impianto sportivo Malvagno di Palermo è stato affidato alla Federazione Italiana Rugby che tornerà a utilizzarlo per attività agonistiche. Previsto anche un progetto di riforestazione con messa a dimora di macchia mediterranea

di Giulio Giallombardo

È un ultimo spicchio di Favorita, su cui si affacciano le palazzine di Pallavicino, nella zona nord di Palermo. Un grande e incolto tappeto verde dove una volta lo sport era di casa. Adesso gli ex campi Malvagno sono in attesa di una nuova vita, aspettando che dia i suoi primi frutti la convenzione firmata lo scorso settembre tra l’amministrazione comunale e la Federazione Italiana Rugby. L’associazione sportiva, infatti, ha avuto in gestione l’area per nove anni, con l’obiettivo di tornare a svolgere attività agonistiche sul campo, anche con le proprie affiliate sul territorio siciliano.

Il campo Malvagno

Ma in questo momento gli sforzi sono rivolti a intercettare possibili risorse per la riqualificazione del complesso sportivo. “La convenzione che abbiamo firmato con la Fir è un passo importante – ha detto a Le Vie dei Tesori, l’assessore comunale allo Sport, Paolo Petralia Camassa – adesso insieme alla Federazione stiamo ipotizzando diversi progetti per il recupero dell’impianto”. Messa da parte la possibilità di reperire fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si lavora per un finanziamento attraverso l’Istituto per il credito sportivo.

Rifiuti all’ingresso del campo

In attesa che i progetti prendano forma, i campi Malvagno sono terra di nessuno. Un lembo di verde da bonificare, con cumuli di rifiuti ovunque, spogliatoi e edifici di servizio abbandonati, tribune scalcinate. Un pezzo della storia sportiva di Palermo, ormai da una decina d’anni nell’oblio. Teatro di partitelle e allenamenti per intere generazioni di calciatori, sotto gli occhi di Salvatore “Totino” Tedesco, padre di Giacomo e per anni custode del Malvagno.

 

Ma in questo lembo di Favorita, sport e natura faranno coppia. Perché uno dei tre campi è destinato a ospitare un progetto di riforestazione, già finanziato con i fondi del decreto clima del ministero dell’Ambiente. Si tratta di un’area da rinaturalizzare, già prevista nel piano d’uso dell’area protetta, come spiega Giovanni Provinzano, direttore dei Rangers d’Italia, ente gestore della riserva naturale Monte Pellegrino-Favorita. “Entro l’anno inizieranno i lavori – dice Provinzano – è prevista la messa a dimora di macchia mediterranea, la demolizione di alcune strutture abusive e di una parte delle tribune. Prevediamo aule didattiche destinate a ospitare attività di educazione ambientale per le scuole, così da far vedere passo passo come nasce un bosco. L’intenzione è quella di realizzare un sentiero ad anello che arrivi fino al Patriarca, l’ulivo millenario che si trova a poca distanza dall’area”.

Le tribune del campo da rugby

Prima di ogni progetto di riqualificazione, resta però da risolvere il problema dell’accesso. I campi Malvagno si trovano in una zona attualmente difficile da raggiungere. Si arriva attraversando un cancelletto che si trova vicino al vivaio, in prossimità di una delle storiche torri d’acqua del parco. All’inizio del percorso che porta alla Fontana d’Ercole e all’obelisco, sulla sinistra, si imbocca un piccolo sentiero che in pochi metri termina davanti ai cancelli dell’ex impianto sportivo.

Uno degli spogliatoi

“Qualsiasi progetto venga approvato – sottolinea Provinzano – deve tener conto di questa criticità non da poco. Abbiamo proposto che venga aperto un passaggio da fondo Trapani, senza dover entrare nel parco. Se non si trova una soluzione per un accesso più comodo, la piena fruibilità dell’area sarà sempre compromessa. Ci auguriamo che il progetto possa essere prima condiviso sia con la nostra associazione, che con il Comune e la Soprintendenza, affinché la rinascita di questo spazio così importante possa essere frutto di un’azione corale”.

Condividi
Tags

In evidenza

Quel ponte medievale demolito tra alluvioni e cantieri infiniti

Infuria la polemica dopo l’abbattimento dell’architettura trecentesca durante i lavori per il raddoppio della Statale Palermo-Agrigento. L’intervento richiesto dall’Anas è stato autorizzato dalla Soprintendenza per scongiurare il rischio di esondazioni

Dalle masserie ai mulini, in arrivo 76 milioni per il paesaggio rurale siciliano

Pubblicato l’elenco dei progetti ammessi al finanziamento con fondi provenienti dal Pnrr per la valorizzazione di un patrimonio edilizio per lo più degradato e spesso poco accessibile

Il Duomo di Cefalù si prepara a rinascere, al via i lavori di restauro

Gli interventi finanziati con due milioni di euro dalla Regione Siciliana interesseranno le coperture, gli esterni e gli apparati decorativi del monumento normanno, che è parte del patrimonio Unesco. Le imprese avranno 365 giorni per ultimare le opere

Ultimi articoli

Palermo paradiso dello smartworking? Luci e ombre di una città che cambia volto

Il National Geographic lancia il capoluogo siciliano in testa alle mete preferite nel mondo per il lavoro da remoto. Un riconoscimento di prestigio, ma parziale, secondo Elena Militello, ricercatrice e presidente di South Working

Quel ponte medievale demolito tra alluvioni e cantieri infiniti

Infuria la polemica dopo l’abbattimento dell’architettura trecentesca durante i lavori per il raddoppio della Statale Palermo-Agrigento. L’intervento richiesto dall’Anas è stato autorizzato dalla Soprintendenza per scongiurare il rischio di esondazioni

Dalle masserie ai mulini, in arrivo 76 milioni per il paesaggio rurale siciliano

Pubblicato l’elenco dei progetti ammessi al finanziamento con fondi provenienti dal Pnrr per la valorizzazione di un patrimonio edilizio per lo più degradato e spesso poco accessibile

Articoli correlati