I turisti cinesi sono pronti a invadere la Sicilia

Siglata un’intesa tra Ctrip, la più grande agenzia di viaggi online asiatica, e Sicindustria. L’obiettivo è d’incrementare gli arrivi nell’Isola dal Paese del Dragone

di Alessia Franco

Nonostante i luoghi comuni portino spesso a immaginare frotte di turisti cinesi invadere benevolmente la Sicilia di sorrisi e macchine fotografiche, c’è ancora molto da fare per rendere appetibile l’isola. I dati parlano, è vero, di un aumento del 25 per cento nel 2018 rispetto all’anno precedente, ma si tratta comunque di una cifra irrisoria se tarata sui 3 milioni di visitatori cinesi che decidono di fare dell’Italia la meta delle proprie vacanze.

La firma dell’intesa

Però gli ingredienti per crescere ci sono tutti, a partire dalla scommessa di Ctrip, la più grande agenzia di viaggi online dell’Asia (l’equivalente, per intenderci, di booking.com) che coopererà con la Sicilia per incrementare la domanda turistica. Un protocollo d’intesa è stato firmato questa mattina all’assessorato regionale al Turismo, dal colosso cinese e Sicindustria. Un percorso – avviato da Uccio Missineo, già assessore regionale ai Beni Culturali, che di questa cooperazione è il padre nobile – e portato avanti da Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia; Alessandro Albanese, presidente di Sicindustria, e Francesco Picarella, a capo di Confcommercio Sicilia.

Un momento dell’incontro

A suggellare la collaborazione tra Sicilia e Cina non potevano mancare Bo Sun, responsabile marketing di Ctrip, e Michele Geraci, sottosegretario di Stato per il commercio internazionale e l’attrazione per gli investimenti al Ministero della sviluppo economico. In questi giorni, una delegazione siculo-cinese sta attraversando l’Isola in lungo e in largo: dai porti alle zone turistiche, dagli agrumeti, a caccia delle preziose arance rosse, alle Spa di eccellenza, dai borghi ai vigneti.

“Il turista medio cinese spende in shopping dai quattro ai cinquemila euro – sottolinea Michele Geraci – ma detesta i contanti e non vede di buon occhio nemmeno la carta di credito. Paga dal cellulare, e la Sicilia deve attrezzarsi con queste modalità di pagamento e buoni collegamenti wifi innanzi tutto. Ovviamente non basta, è necessario che l’offerta sia adeguata, che ogni cosa possa raccontare una storia e che il turista torni a casa diventando testimone di un’esperienza”.

Una prima scadenza c’è: il 2020, l’anno della cultura e del turismo Italia-Cina, un’occasione che la Sicilia non può perdere.

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