I tesori di Cagliari in festa con Monumenti aperti

Gemellaggio tra il festival sardo e Le Vie dei Tesori, all’insegna della valorizzazione del patrimonio nelle due più grandi isole del Mediterraneo

di Marcello Barbaro

Palermo e Cagliari, i capoluoghi delle due più grandi isole del Mediterraneo si specchiano l’una dentro l’altra grazie al gemellaggio tra i due più grandi progetti dedicati alla valorizzazione del patrimonio della Sicilia e della Sardegna, la nostra “Vie dei Tesori” e Monumenti aperti, la festa del patrimonio della Sardegna che quest’anno ha tagliato il traguardo della venticinquesima edizione, con 27 Comuni aderenti, oltre 100 monumenti visitabili, 32 itinerari tematici e circa 9000 volontari provenienti da 107 associazioni e 60 scuole.

Uno scorcio di Cagliari

Culla della manifestazione sarda (che nel 2018 è stata insignita del Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale/Europa Nostra Awards, assegnato a Berlino su 160 candidature presentate da organizzazioni provenienti da 31 paesi di tutta Europa) è la città di Cagliari, con il suo patrimonio culturale, monumentale e naturalistico. Sorprendente il mercato del pesce, il più grande in Europa dopo quello di Barcellona, un tripudio di tonni, di gamberi di ogni dimensione, di crostacei, di banchetti che rivendono la pregiata bottarga di muggine, un vero inno alla biodiversità del Mediterraneo.

Il Museo delle Ferrovie

Divertente e curioso il museo delle Ferrovie della Sardegna gestito da ex ferrovieri che custodiscono, tra gli altri cimeli, gli arredi della carrozza di Vittorio Emanuele III, con le poltrone basse e gli arredi “mini” adattati alla proverbiale bassa statura del sovrano.

Il Padiglione Nervi

Imponente il Padiglione Nervi, realizzato tra il 1955 e il 1958 dall’ingegnere Pier Luigi Nervi (il grande progettista cui si devono tra l’altro le monumentali cisterne sotterranee del Parco della Favorita, a Palermo) per stoccare il sale prodotto nella salina di Molentargius. L’enorme struttura, a pianta rettangolare, costituita da ampie volte paraboliche in cemento armato, era in grado di contenere fino a 10.000 tonnellate di sale, ben protette e custodite all’interno dei silos, pronte per il carico sulle navi con l’elevatore. Fino a quel momento le operazioni di carico si erano svolte con rudimentali sistemi di sollevamento. Oggi è un complesso di archeologia industriale fresco di recupero, ma ancora in attesa di destinazione, al centro del parco realizzato dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna con percorsi pedonali, ciclabili e naturalistici.

Il mare di Cagliari

Un’area che è andata ad arricchire il vasto patrimonio verde della città, celebrato in questa edizione di Monumenti aperti dalla mostra “Architetture Vegetali, le strade alberate di Cagliari”, ideata dell’architetto Marco Cadinu e curata insieme con l’agronoma Tiziana Sassu, un viaggio alla riscoperta dei viali che dal primo Ottocento in poi percorrono la città, patrimonio monumentale e paesaggistico prezioso in una città che ha fatto della sostenibilità una sua chiave di sviluppo.

Palazzi colorati lungo le strade della città

L’azienda di trasporto pubblico, la Ctm, è tra le più virtuose d’Italia per performance e impatto ambientale, con tecnologie che negli anni scorsi sono diventate uno standard europeo, come i filobus che possono marciare per alcuni tratti senza l’ausilio della linea elettrica, e autobus elettrici con ricarica delle batterie al capolinea, che avviene collegandosi alla rete filoviaria. Un’eccellenza per cui sono stati recentemente stanziati dal Pnnr altri 30 milioni di euro per la riconversione energetica. Mezzi che conducono fino alla spiaggia del Poetto con i suoi fenicotteri, un luogo che da solo vale un viaggio.

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