I progetti di due artisti siciliani vincono un bando del Mibact

Le opere di Irene Coppola e Diego Miguel Mirabella, selezionate tra quelle giunte al Museo Riso, saranno esposte in sedi italiane e all’estero

di Redazione

Due giovani artisti siciliani, Irene Coppola e Diego Miguel Mirabella, sono tra i vincitori del bando “Cantica 21” promosso dal Mibact. Le loro opere, selezionate tra quelle pervenute al Museo Riso di Palermo, erano state presentate la scorsa primavera all’interno di un bando destinato a promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana attraverso progetti di giovani artisti emergenti o già affermati, le cui creazioni troveranno spazio espositivo negli istituti italiani di cultura all’estero, le ambasciate e i consolati.

Irene Coppola

I progetti presentati da Irene Coppola e Diego Miguel Mirabella sono stati individuati e selezionati dagli esperti del Museo d’arte moderna e contemporanea Riso, tra cui il direttore, Luigi Biondo e la storica dell’arte, Nella Raffaele Addamo, durante la primavera scorsa, mentre musei e luoghi della cultura rimanevano chiusi per le restrizioni dovute all’emergenza covid. Al bando, cui il Museo Riso era presente con quattro proposte progettuali, hanno partecipato 293 artisti e collettivi provenienti da tutta Italia. La commissione giudicatrice, presieduta da Francesco Stocchi, curatore di arte moderna e contemporanea del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, ha premiato 20 opere per la categoria under 35, individuando tra queste “Home page” di Irene Coppola e “Scoprivamo il sole” di Diego Miguel Mirabella.

Il progetto di Irene Coppola

La prima opera – si legge nella scheda di presentazione di Cantica 21 – è una pagina web in continuo aggiornamento realizzata durante il lockdown che “sintetizza l’immaginario contemporaneo in disegni digitali e gif che dispone in caduta libera nello spazio virtuale bianco, cercando di ribaltare, confermare o associare tra loro significati e significanti attuali. Come una carta da parati, i disegni digitali tappezzano Home page creando nuove corrispondenze o svelando relazioni di senso inaspettate che sintetizzano, nella linearità delle forme, la violenza e l’iperproduzione delle immagini che assediano costantemente la percezione umana”.

Diego Miguel Mirabella

L’opera di Diego Miguel Mirabella, invece, è una scultura-mosaico in ceramica e ferro, che si inscrive in un progetto di ricerca sul mosaico marocchino che l’artista porta avanti dal 2017 in stretta collaborazione con gli artigiani di Fez. “Il mosaico tradizionale marocchino presenta pattern geometrici uniformi, rigorosamente aniconici, regola ferrea che nei lavori dell’artista è violata con l’inserimento di disegni, forme e frasi, pensieri, suggestioni che il più delle volte si perdono nelle trame stesse dello schema geometrico, confondendosi con esso. L’opera in progetto raffigura uno squarcio dal quale si intravede un cielo stellato, realizzato modificando il colore di alcune tessere”.

“Scoprivamo il sole” di Diego Miguel Mirabella

“Un risultato eccellente – commenta l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che dimostra come la cultura non si fermi e che la parola d’ordine che ha guidato i nostri passi anche durante questo periodo oscuro della nostra storia sia stata la ‘resilienza’, unita alla ricerca dei mezzi di espressione più innovativi e in grado di rafforzare l’identità della nostra terra e dei suoi valori”. Soddisfatto anche il direttore del Riso, Luigi Biondo, per un risultato che premia l’impegno e la visione degli esperti che operano all’interno del museo e che sono sempre attenti e vigili a valorizzare il segmento dell’arte contemporanea e le nuove proposte.

Palazzo Riso

“I lunghi mesi di isolamento e di chiusura dovuti alla pandemia – sottolinea Luigi Biondo– sono stati tutt’altro che sterili. Si sono rivelati, piuttosto, un’interessante opportunità per confermare la forza delle idee e l’amore per tutte le manifestazioni dell’arte. La conferma di due artisti vincitori su 20, all’interno di una rosa di quasi trecento opere partecipanti – precisa il direttore del Riso – è segno della capacità maturata all’interno del museo di saper leggere le evoluzioni del mondo artistico contemporaneo unita a una capacità di cogliere innovazione e talento”.

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