I fasti della Palermo del ‘700 in un antico libro restaurato

Torna a risplendere il volume “La felicità in trono”, commissionato dal senato di Palermo per l’incoronazione di Vittorio Amedeo di Savoia e Anna d’Orleans

di Alessia Franco

C’era un tempo in cui, per celebrare i fasti di Palermo e diramare fuori dalle mura cittadine la bellezza dei ricevimenti e delle feste pubbliche, si ricorreva ai migliori letterati. Attraverso una strategia di comunicazione mirata, il senato nominava un segretario di cancelleria che lavorava agli atti e li diffondeva con l’arte sapiente della scrittura: da qui la necessità che fosse un uomo di penna e di lettere.

Un momento della presentazione

Racconta questa storia il volume, datato 1714, scritto da Pietro Vitale e oggi restaurato dalla Fondazione Salvare Palermo onlus attraverso i fondi del cinque per mille e presentato alla biblioteca di Casa Professa. “La felicità in trono” venne commissionato dal senato palermitano allo stampatore reale Agostino Epiro, in occasione dell’incoronazione a Palermo di Vittorio Amedeo di Savoia e Anna d’Orleans, re e regina di Sicilia.

Restaurato il libro “La felicità in trono”

Un volume prezioso non soltanto per le incisioni – di Francesco Cichè, Paolo Amato, Andrea Palma e Antonino Grano, su disegno di Antonino Grano – ma anche per la storia che racconta. Ci si aspettava grandi cose dai Savoia (a rivelarlo è già il titolo del volume), e Vittorio Amedeo era il primo sovrano eletto in Sicilia da 300 anni. “Il libro che da oggi torna in vita è una testimonianza della letteratura encomiastica di Palermo – racconta Eliana Calandra, direttrice della biblioteca comunale di Palermo – che ha dei precedenti illustri neiragguagli di solennità cruciali per la città, come il Festino. A vergare il primo, nel 1625, fu addirittura Filippo Paruta, anche se il testo venne pubblicato postumo, nel 1631, a firma del figlio Onofrio”.

La biblioteca comunale

Quello del segretario di cancelleria era un lavoro di alta responsabilità: a questa figura era demandato il compito di fare da cassa di risonanza sugli avvenimenti importanti di Palermo. Era una sorta di ufficio stampa ante litteram, insomma. “Il restauro del volume è importante per tutti questi aspetti – afferma Calandra – ma anche perché dimostra una volta di più l’importanza di una rete tra pubblico e privato, come in questo caso. Grazie alla collaborazione con Salvare Palermo, ma anche con tante altre realtà, abbiamo la possibilità di portare alla luce frammenti di vita altrimenti sepolti”.

A proposito del prestigio del ruolo di segretario di cancelleria: anche il leggendario Antonino Mongitore venne nominato. Ma pare che non resistette più di un mese.

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