Gli odori del risveglio

Che ci fa un musicologo e uomo di teatro in giro per la città alle quattro del mattino? Dice buongiorno alla notte, assaporando il silenzio, sentendo profumi di fiori e di terra, scoprendo scorci straordinari, aspettando l’apertura dei primi bar

di Giovanni Mazzara

“Nulla è più istruttivo del veder camminare uno che pensa, così come nulla è più istruttivo del veder pensare uno che cammina”. Thomas Bernhard, Camminare.

Al mattino quando mi risveglio sento forte il bisogno di ripulirmi dalle scorie accumulate il giorno precedente. Nella mia testa è un rapido susseguirsi di idee, che mi spingono verso l’esterno. Fuori dalla dimensione domestica, ma anche fuori dalla mia dimensione quotidiana.

Lenta ed accurata è la preparazione all’uscita. Mi vesto con calma, pregustando l’attimo in cui ascoltando il mio brano preferito, Michael Nyman “Love doesn’t end”, con delicatezza chiuderò la porta di casa e con leggerezza scenderò le scale; per essere, una volta aperto il portone di casa, avvolto dall’aria fresca del mattino.

Nella mia strada forte si percepisce l’odore del porto. Un misto di salsedine, ferro arrugginito e combustibile, ed in fondo ad essa si incomincia a vedere il chiarore dell’aurora. Dopo aver assimilato ben bene queste nuove sensazioni, si parte verso sud o verso nord. La direzione non importa, la strada, qualunque essa sia, regalerà emozioni nuove.

(Foto di Giacomo Campagna)

Che ci fa un musicologo e uomo di teatro in giro per la città alle quattro del mattino? Dice buongiorno alla notte, assaporando il silenzio, sentendo profumi di fiori e di terra, scoprendo scorci straordinari, aspettando l’apertura dei primi bar

di Giovanni Mazzara

“Nulla è più istruttivo del veder camminare uno che pensa, così come nulla è più istruttivo del veder pensare uno che cammina”. Thomas Bernhard, Camminare.

Al mattino quando mi risveglio sento forte il bisogno di ripulirmi dalle scorie accumulate il giorno precedente. Nella mia testa è un rapido susseguirsi di idee, che mi spingono verso l’esterno. Fuori dalla dimensione domestica, ma anche fuori dalla mia dimensione quotidiana.

Lenta ed accurata è la preparazione all’uscita. Mi vesto con calma, pregustando l’attimo in cui ascoltando il mio brano preferito, Michael Nyman “Love doesn’t end”, con delicatezza chiuderò la porta di casa e con leggerezza scenderò le scale; per essere, una volta aperto il portone di casa, avvolto dall’aria fresca del mattino.

Nella mia strada forte si percepisce l’odore del porto. Un misto di salsedine, ferro arrugginito e combustibile, ed in fondo ad essa si incomincia a vedere il chiarore dell’aurora. Dopo aver assimilato ben bene queste nuove sensazioni, si parte verso sud o verso nord. La direzione non importa, la strada, qualunque essa sia, regalerà emozioni nuove.

(Foto di Giacomo Campagna)

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