Giovani talenti siciliani a scuola da Mogol

Pronte trenta borse di studio per corsi di perfezionamento al Centro europeo di Toscolano creato dal celebre autore musicale. Un’iniziativa promossa dall’assessorato regionale ai Beni culturali, in collaborazione col museo Riso e il Conservatorio di Palermo

di Guido Fiorito

Giovani siciliani a scuola da Mogol per approdare al mondo della canzone. Al museo Riso, per un giorno si parla di musica pop, dietro il presupposto che anche le canzonette siano da considerare arte contemporanea. Trenta borse di studio sono pronte per altrettanti siciliani di età tra i 18 e i 25 anni per partecipare questa estate a corsi di perfezionamento alla fabbrica di talenti di Mogol, il Centro europeo di Toscolano (Cet) in provincia di Terni.

La presentazione delle borse di studio al museo Riso

“Ho fondato questo centro nel 1992 – dice Mogol, 85 anni portati magnificamente, a Palazzo Riso per presentare l’iniziativa – e si tratta di una associazione no profit. La nostra formazione si dirige in quattro direzioni: autori, compositori, interpreti, produzione discografica. Quest’ultima è diventata sempre più importante, comprende gli arrangiamenti che oggi si fanno anche attraverso software e sono determinanti per il risultato”.

L’iniziativa è promossa dall’assessorato regionale dei Beni culturali, in collaborazione con il museo Riso e il conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Le procedure sono contenute in un avviso in pubblicazione. Il primo passo prevede un punteggio per titoli, che premia di più chi è in possesso di un diploma di conservatorio e chi può documentare esperienze di carattere musicale. I primi cinquanta saranno sottoposti a una giuria del Cet presieduta da Mogol. I trenta prescelti andranno in Umbria per partecipare a tre moduli di corsi full immersion, della durata totale di quindici giorni. Infine, a settembre, si farà in Sicilia un evento musicale, un sorta di festa finale, al quale parteciperanno gli stessi borsisti.

Mogol con Alberto Samonà

“Una grande opportunità – continua Mogol – se si pensa che alcuni dei nostri docenti sono siciliani come Giuseppe Anastasi, autore di canzoni di Arisa, e il produttore e grandissimo pianista Giuseppe Barbera”. Lo stesso Mogol ha collaborato con il catanese Gianni Bella. E la Sicilia è anche la terra di Franco Battiato, soprattutto; di Carmen Consoli e Giuni Russo. “Diamo un segnale che le istituzioni sono vicine ai giovani talenti e vogliono che restino in Sicilia, un modo per favorire la loro crescita professionale sotto la guida di un maestro assoluto come Mogol”, dice Alberto Samonà, assessore ai Beni culturali. “Ispirazione – afferma Luigi Biondo, direttore del museo Riso – è vicina a traspirazione, perché serve sudore, sacrifici, impegno per arrivare a grandi risultati nell’arte e quindi nella musica. Diamo una piccola spinta iniziale per iniziare la salita”.

Nell’occasione è stato firmato un protocollo d’intesa tra il museo Riso e il conservatorio Scarlatti, rappresentato dal presidente Mario Barbagallo e dal direttore Daniele Ficola, che prevede tre borse di studio per gli allievi dell’ente. “Fino agli anni Novanta – afferma Ficola  – i conservatori davano un offerta didattica esclusivamente di musica classica. Adesso vi sono dipartimenti di musica elettronica, jazz e in qualche caso, non ancora a Palermo, pop. Anche nel seicento i musicisti arrangiavano le opere dei compositori, qualcosa che li avvicina alla pop music”.

Un momento della conferenza stampa

Per Mogol, “gli studenti dei conservatori sono bravi a studiare e a imparare il pop e il jazz va considerato una divergenza strumentale del pop. Se le parole di una canzone hanno un valore morale e rappresentano il loro tempo significa che il pop, con i suoi testi che milioni di persone imparano a memoria, ha un rilievo morale ed evolutivo”. Non solo tu chiamale se vuoi emozioni.

(Nella prima foto in alto Mogol nel 2007 – Foto Menachem Lazar, Wikipedia, licenza CC BY-SA 3.0)

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