Gibellina celebra Corrao con una mostra e nuove opere

Si inaugura un percorso espositivo dal titolo “Museo a cielo aperto”, con cui la Fondazione Orestiadi presenta le recenti acquisizioni della collezione di arte contemporanea

di Redazione

Tutto pronto a Gibellina per la prima mostra dopo l’emergenza sanitaria. È il percorso espositivo interamente open air dal titolo “Museo a cielo aperto”, organizzata dalla Fondazione Orestiadi, che presenta le nuove acquisizioni della collezione di arte contemporanea rendendo omaggio al suo fondatore Ludovico Corrao. La mostra s’inaugura nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il 26 giugno, per ricordare il senatore, figura simbolo della ricostruzione del Belìce. Dopo il terremoto del 1968, da sindaco-intellettuale Corrao rese concreta l’utopia della città degli artisti, chiamando a raccolta nella rifondata Gibellina nuova, Burri, Consagra, Accardi, Isgrò, Pomodoro, Paladino, Nunzio, Schifano, Quaroni, e tantissimi altri.

“La Montagna di Sale”, di Mimmo Paladino (foto Luca Savattiere)

Il percorso espositivo proposto per l’occasione (con inaugurazione fissata alle 17,30) si snoda attraverso le opere disseminate negli spazi esterni del Baglio di Stefano, tra la quali spiccano nel cortile principale, la celebre “Montagna di Sale” di Mimmo Paladino, realizzata per le Orestiadi del 1990, tra i più grandi lavori del maestro della Transavanguardia; “L’uomo con un carico di lune” di Enzo Cucchi, collocata nel giardino tra palme secolari; l’istallazione in marmo e ossidiana dell’artista inglese Peter Briggs; la “Chiesa Madre” della coppia Ben Jacober e Yannick Vu, e le morbide parabole in bronzo di “Siderale” di Michele Cossyro, istallate nel cortine del granaio; e ancora le formelle in ceramica smaltata di Croce Taravella che con cromatismi accesi e un altorilievo materico fa dialogare i mercati di Palermo e quelli di Tunisi.

Baglio Di Stefano (foto Luca Savettiere)

Tra le ultime acquisizioni c’è poi l’installazione di Mustafa Sabbagh, “MKUltra: we are infinite and eternal”, realizzata dall’artista italo-giordano per l’edizione 2019 del festival internazionale di fotografia Gibellina Photoroad. Dei tempi più recenti parlano le opere di Giacomo Rizzo e Costanza Ferrini, che vengono presentate per la prima volta al pubblico, entrando a far parte della collezione d’arte contemporanea.

“La città di Tebe”, di Pietro Consagra (foto Luca Savettiere)

Rizzo, artista che fatto del contatto diretto con la natura ed il territorio il filo conduttore della sua poetica, presenta “Where is your nature?”, ultimo lavoro prodotto durante una residenza artistica a New York. La scultura, collocata nel piano sovrastante il cortile della cappella del Baglio, rappresenta l’organicità della materia che avvolge le geometrie della città, sulla scia di quanto accaduto negli ultimi mesi con il lockdown e la possibilità della natura di appropriarsi di nuovi spazi. Anche Costanza Ferrini riflette sugli ultimi eventi storici, raccontando nel suo “Alfabeto degli occhi”, video nato su una terrazza romana al tempo della quarantena, la quotidianità di un momento che ci ha reso familiari, oggetti, gesti e nuove abitudini solitamente ignorate.

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