“Gasteropodi Cathedral”, un viaggio tra religioni e simboli

L’installazione di Barbara Uccelli, che sarà inaugurata il 2 ottobre nell’Oratorio di San Mercurio, a Palermo, crea uno spazio in cui convivono tutti i culti del mondo, indagando sul tratto comune che rende unica la ricerca spirituale

di Ruggero Altavilla

Un incrocio di simboli che diventa indagine sulle differenti culture e religioni che convivono nel territorio. La lettura delle differenze come elementi del sapere e della crescita della società, è stata sempre al centro della ricerca di Barbara Uccelli, artista piemontese, ma che vive e lavora a Bologna, la cui indagine è orientata alla contaminazione tra diverse forme di espressività.

Tutti elementi presenti anche in “Gasteropodi Cathedral”, l’installazione che sarà inaugurata martedì 2 ottobre nell’Oratorio di San Mercurio a Palermo, a due passi da San Giovanni degli Eremiti. La mostra, curata da Daniela Brignone e Fortunato D’Amico, è organizzata come anteprima di I-design, nell’ambito di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 ed è inserita tra gli eventi collaterali di Manifesta 12.

“Gasteropodi Cathedral” è un’installazione di simboli originati da diverse religioni, “castelli” modellati con la sabbia. Strutture instabili, poco consistenti e deperibili, illuminate da neon che con la loro luce rappresentano il credo e la durabilità delle fede. Le figure realizzate sono forme geometriche che si ritrovano in quasi tutti i culti del mondo: triangolo, cerchio, quadrato, croce uncinata, mezzaluna, stella, a definire lo spazio sacro dei principi etici da comunicare.

Si tratta di sagome ideali per contenere enti astratti di natura spirituale. Mappe di termini ricorrenti dalle prospettive ampie quali: cielo, terra, uomo, donna, divino, umano, che caratterizzano le aree di comunanza tra diverse posizioni religiose. Barbara Uccelli indaga le ragioni dei simboli, volando sopra le parvenze e le mistificazioni superficiali, alla ricerca del comune denominatore che rende simili gli intenti di ricerche spirituali solo esteriormente conflittuali.

Tutte le religioni tendono a guidare i fedeli nel percorso di salvezza: dall’oscurità all’illuminazione, alla conquista della vita eterna. La luce di lunga durata dei neon di “Gasteropodi Cathedral”, illumina il buio e si contrappone alla sabbia. I “castelli” nel corso del periodo espositivo andranno a disfarsi, mentre la luce al neon continuerà a permanere anche dopo la decadenza delle forme.

L’installazione sarà visitabile fino al 21 ottobre, dalle 9 alle 18,30. L’ingresso è libero.

L’installazione di Barbara Uccelli, che sarà inaugurata il 2 ottobre nell’Oratorio di San Mercurio, a Palermo, crea uno spazio in cui convivono tutti i culti del mondo, indagando sul tratto comune che rende unica la ricerca spirituale

di Ruggero Altavilla

Un incrocio di simboli che diventa indagine sulle differenti culture e religioni che convivono nel territorio. La lettura delle differenze come elementi del sapere e della crescita della società, è stata sempre al centro della ricerca di Barbara Uccelli, artista piemontese, ma che vive e lavora a Bologna, la cui indagine è orientata alla contaminazione tra diverse forme di espressività.

Tutti elementi presenti anche in “Gasteropodi Cathedral”, l’installazione che sarà inaugurata martedì 2 ottobre nell’Oratorio di San Mercurio a Palermo, a due passi da San Giovanni degli Eremiti. La mostra, curata da Daniela Brignone e Fortunato D’Amico, è organizzata come anteprima di I-design, nell’ambito di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 ed è inserita tra gli eventi collaterali di Manifesta 12.

“Gasteropodi Cathedral” è un’installazione di simboli originati da diverse religioni, “castelli” modellati con la sabbia. Strutture instabili, poco consistenti e deperibili, illuminate da neon che con la loro luce rappresentano il credo e la durabilità delle fede. Le figure realizzate sono forme geometriche che si ritrovano in quasi tutti i culti del mondo: triangolo, cerchio, quadrato, croce uncinata, mezzaluna, stella, a definire lo spazio sacro dei principi etici da comunicare.

Si tratta di sagome ideali per contenere enti astratti di natura spirituale. Mappe di termini ricorrenti dalle prospettive ampie quali: cielo, terra, uomo, donna, divino, umano, che caratterizzano le aree di comunanza tra diverse posizioni religiose. Barbara Uccelli indaga le ragioni dei simboli, volando sopra le parvenze e le mistificazioni superficiali, alla ricerca del comune denominatore che rende simili gli intenti di ricerche spirituali solo esteriormente conflittuali.

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L’installazione sarà visitabile fino al 21 ottobre, dalle 9 alle 18,30. L’ingresso è libero.

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