Fondi in arrivo per le dimore storiche private

La Regione ha pronti i contributi destinati alle prime cinque residenze in graduatoria, ammesse al finanziamento per gli interventi di restauro e manutenzione. I proprietari si impegneranno a rendere visitabile la propria residenza

di Giulio Giallombardo

Boccata d’ossigeno per i beni culturali privati. Sono cinque le dimore storiche siciliane a cui sono stati concessi dalla Regione i primi contributi per gli interventi di restauro e conservativi. Tre residenze sono a Palermo: Casa Florio all’Arenella, Palazzo Alliata di Pietratagliata e Villa Spina. Poi c’è Palazzo San Demetrio a Catania e Villa Sant’Isidoro de Cordova a Bagheria. I contributi complessivi previsti ammontano a 850mila euro e rientrano nell’esercizio finanziario del 2018. La prima tranche di aiuti economici sarà distribuita tra le prime cinque dimore in graduatoria, altre invece rientreranno nei contributi previsti per il 2019 e il 2020.

Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella

Sono in tutto una ventina le richieste arrivate agli uffici regionali, dopo la pubblicazione del bando dello scorso agosto, per il supporto al restauro delle dimore storiche private. Quasi tutte sono state ammesse a finanziamento, mentre due sono state escluse perché giudicate non idonee. Il decreto, firmato dagli assessori regionali ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, e all’Economia, Gaetano Armao, pone come unica condizione per ottenere i contributi, la firma di una convenzione decennale, con la quale i proprietari si impegnano a rendere visitabile la propria dimora.

Il finanziamento non potrà essere superiore alla metà della spesa ritenuta ammissibile e non potrà superare i 200 mila euro per il singolo bene. Tra le spese finanziabili il restauro, il consolidamento e la manutenzione dei beni immobili; gli interventi d’urgenza per eliminare le situazioni di rischio e la predisposizione di strutture e impianti per la valorizzazione della dimora, nonché i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e di efficientamento energetico.

Villa Spina

La prima in graduatoria è Casa Florio all’Arenella, conosciuta anche come Palazzina dei Quattro Pizzi, per via delle caratteristiche torrette che la sormontano. Il contributo concesso per il progetto di messa in sicurezza e restauro dei prospetti ammonta a 192mila euro. Al secondo posto c’è Palazzo Alliata di Pietratagliata, in via Bandiera, nel centro storico di Palermo. Sono previsti 200mila euro per lavori di manutenzione straordinaria e per l’installazione di un elevatore per disabili nel cortile del palazzo. Stesso importo per la terza in graduatoria, ovvero Villa Sant’Isidoro de Cordova, splendida dimora settecentesca nelle campagne di Aspra, per cui è previsto il restauro ed interventi di valorizzazione.

Quasi 200mila euro andranno, invece, a Palazzo San Demetrio, gioiello tardo-barocco nel cuore di Catania. I lavori prevedono il consolidamento e il ripristino del prospetto, insieme all’adeguamento di alcuni locali per la fruizione pubblica. Infine, quinta in graduatoria, Villa Spina, nella Piana dei Colli di Palermo, a cui andrà un acconto di 58mila euro per il completamento del restauro, mentre la restante parte del contributo sarà recuperata con i fondi previsti nel 2019.

La Regione ha pronti i contributi destinati alle prime cinque residenze in graduatoria, ammesse al finanziamento per gli interventi di restauro e manutenzione. I proprietari si impegneranno a rendere visitabile la propria residenza

di Giulio Giallombardo

Boccata d’ossigeno per i beni culturali privati. Sono cinque le dimore storiche siciliane a cui sono stati concessi dalla Regione i primi contributi per gli interventi di restauro e conservativi. Tre residenze sono a Palermo: Casa Florio all’Arenella, Palazzo Alliata di Pietratagliata e Villa Spina. Poi c’è Palazzo San Demetrio a Catania e Villa Sant’Isidoro de Cordova a Bagheria. I contributi complessivi previsti ammontano a 850mila euro e rientrano nell’esercizio finanziario del 2018. La prima tranche di aiuti economici sarà distribuita tra le prime cinque dimore in graduatoria, altre invece rientreranno nei contributi previsti per il 2019 e il 2020.

Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella

Sono in tutto una ventina le richieste arrivate agli uffici regionali, dopo la pubblicazione del bando dello scorso agosto, per il supporto al restauro delle dimore storiche private. Quasi tutte sono state ammesse a finanziamento, mentre due sono state escluse perché giudicate non idonee. Il decreto, firmato dagli assessori regionali ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, e all’Economia, Gaetano Armao, pone come unica condizione per ottenere i contributi, la firma di una convenzione decennale, con la quale i proprietari si impegnano a rendere visitabile la propria dimora.

Il finanziamento non potrà essere superiore alla metà della spesa ritenuta ammissibile e non potrà superare i 200 mila euro per il singolo bene. Tra le spese finanziabili il restauro, il consolidamento e la manutenzione dei beni immobili; gli interventi d’urgenza per eliminare le situazioni di rischio e la predisposizione di strutture e impianti per la valorizzazione della dimora, nonché i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e di efficientamento energetico.

Villa Spina

La prima in graduatoria è Casa Florio all’Arenella, conosciuta anche come Palazzina dei Quattro Pizzi, per via delle caratteristiche torrette che la sormontano. Il contributo concesso per il progetto di messa in sicurezza e restauro dei prospetti ammonta a 192mila euro. Al secondo posto c’è Palazzo Alliata di Pietratagliata, in via Bandiera, nel centro storico di Palermo. Sono previsti 200mila euro per lavori di manutenzione straordinaria e per l’installazione di un elevatore per disabili nel cortile del palazzo. Stesso importo per la terza in graduatoria, ovvero Villa Sant’Isidoro de Cordova, splendida dimora settecentesca nelle campagne di Aspra, per cui è previsto il restauro ed interventi di valorizzazione.

Quasi 200mila euro andranno, invece, a Palazzo San Demetrio, gioiello tardo-barocco nel cuore di Catania. I lavori prevedono il consolidamento e il ripristino del prospetto, insieme all’adeguamento di alcuni locali per la fruizione pubblica. Infine, quinta in graduatoria, Villa Spina, nella Piana dei Colli di Palermo, a cui andrà un acconto di 58mila euro per il completamento del restauro, mentre la restante parte del contributo sarà recuperata con i fondi previsti nel 2019.

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