Quel mare nero che avvelena il mondo

Arriva a Palermo “Fluctus”, l’installazione dell’artista digitale Giuseppe La Spada, con cui s’inaugura allo Spasimo la settima edizione della rassegna I-Design. Una minacciosa onda sospesa diventa monito ecologico

di Ruggero Altavilla

Un’onda nera sospesa che sa di minaccia e monito. Si espande nell’aria, come una nube tossica, foriera di decadenza umana e spirituale. L’emergenza ambientale che affligge il Pianeta diventa, nell’opera artistica di Giuseppe La Spada, una malattia che si diffonde, una peste che dilaga, una macchia talmente espansa che è quasi impossibile cancellare.

Così è anche per “Fluctus”, l’installazione che l’artista digitale siciliano porta allo Spasimo di Palermo, inaugurando, domani alle 18, insieme ad altri artisti, la settima edizione di I-Design, la rassegna ideata da Daniela Brignone (ve ne abbiamo parlato qui). “Fluctus” vuole essere una denuncia contro l’inquinamento ambientale. Il nucleo principale dell’installazione è costituito da una grande onda sospesa che simboleggia la visione di un mare che sta diventando sempre più inquinato a causa del nostro comportamento.

Una grande macchia che nelle fattezze e nella cromia rappresenta l’incombenza e la decadenza dei nostri tempi. L’artista dopo anni di riflessione sull’argomento, giunge alla conclusione che il vero inquinamento risieda dentro di noi. Soltanto con un cambiamento collettivo, – sostiene La Spada – possiamo tentare di ricucire questa netta separazione dalla natura. L’installazione – esposta la scorsa estate nel Duomo antico, all’interno del Castello di Milazzo – si compone di un’onda sospesa nella navata centrale della chiesa e di un video che ricompone le immagini scattate da Giuseppe La Spada. Una performance della ballerina Alessia De Mariano accompagnata da ritmi di tamburi, enfatizza la semantica dell’opera, immergendo lo spettatore in un’esperienza sensoriale. L’installazione è curata da Daniela Brignone e Lucia Gitto.

“Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare e – sostiene l’artista – . Avere intrapreso questo percorso significa avere anche un ruolo sociale, cercare di sintetizzare una traccia, fare dell’arte un’architettura sociale. Il termine Fluctus porta con sé nella sua fonetica due momenti, uno leggero quasi di sospensione, il fluire sussurrato di quello che arriva, di quello che ci lascia. Un momento pesante come l’impatto di un colpo assestato nello stomaco, così forte da farci fermare, frastornati dal riverbero. Se alzo gli occhi, sento il peso di una massa nera sopra il mio capo, come se ci fosse improvvisamente qualcosa con cui fare i conti e paradossalmente lo sento dentro con empatia. Forse per noi umani é iniziata l’era delle conseguenze, l’era del comprendere le responsabilità dei nostri gesti passati”.

Vincitore nel 2007 del Webby Awards (gli Oscar di internet), La Spada – che quest’anno ha realizzato la campagna di comunicazione per il festival Le Vie dei Tesori – ha collaborato con molti artisti, da Ryuichi Sakamoto (che ha composto una sua “voce della natura” musicale su un progetto visivo dell’artista siciliano) a Marco Mengoni, per il quale ha realizzato il video della canzone vincitrice a Sanremo nel 2013, “L’essenziale”. Ha fotografato la campionessa olimpica Federica Brignone mentre scia sott’acqua per attenzionare il pubblico sul problema della plastica in mare ed esposto in svariate sedi nel mondo tra cui ricordiamo New York, Tokyo, Berlino, Parigi, il Principato di Monaco alla presenza del Principe Alberto II di Monaco. Ma La Spada è anche convinto di una battaglia che sta conducendo da anni contro l’inquinamento dei mari. Un digital-artist impegnato nell’ecologia.

Arriva a Palermo “Fluctus”, l’installazione dell’artista digitale Giuseppe La Spada, con cui s’inaugura allo Spasimo la settima edizione della rassegna I-Design. Una minacciosa onda sospesa diventa monito ecologico

di Ruggero Altavilla

Un’onda nera sospesa che sa di minaccia e monito. Si espande nell’aria, come una nube tossica, foriera di decadenza umana e spirituale. L’emergenza ambientale che affligge il Pianeta diventa, nell’opera artistica di Giuseppe La Spada, una malattia che si diffonde, una peste che dilaga, una macchia talmente espansa che è quasi impossibile cancellare.

Così è anche per “Fluctus”, l’installazione che l’artista digitale siciliano porta allo Spasimo di Palermo, inaugurando, domani alle 18, insieme ad altri artisti, la settima edizione di I-Design, la rassegna ideata da Daniela Brignone (ve ne abbiamo parlato qui). “Fluctus” vuole essere una denuncia contro l’inquinamento ambientale. Il nucleo principale dell’installazione è costituito da una grande onda sospesa che simboleggia la visione di un mare che sta diventando sempre più inquinato a causa del nostro comportamento.

Una grande macchia che nelle fattezze e nella cromia rappresenta l’incombenza e la decadenza dei nostri tempi. L’artista dopo anni di riflessione sull’argomento, giunge alla conclusione che il vero inquinamento risieda dentro di noi. Soltanto con un cambiamento collettivo, – sostiene La Spada – possiamo tentare di ricucire questa netta separazione dalla natura. L’installazione – esposta la scorsa estate nel Duomo antico, all’interno del Castello di Milazzo – si compone di un’onda sospesa nella navata centrale della chiesa e di un video che ricompone le immagini scattate da Giuseppe La Spada. Una performance della ballerina Alessia De Mariano accompagnata da ritmi di tamburi, enfatizza la semantica dell’opera, immergendo lo spettatore in un’esperienza sensoriale. L’installazione è curata da Daniela Brignone e Lucia Gitto.

“Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare – sostiene l’artista – . Avere intrapreso questo percorso significa avere anche un ruolo sociale, cercare di sintetizzare una traccia, fare dell’arte un’architettura sociale. Il termine Fluctus porta con sé nella sua fonetica due momenti, uno leggero quasi di sospensione, il fluire sussurrato di quello che arriva, di quello che ci lascia. Un momento pesante come l’impatto di un colpo assestato nello stomaco, così forte da farci fermare, frastornati dal riverbero. Se alzo gli occhi, sento il peso di una massa nera sopra il mio capo, come se ci fosse improvvisamente qualcosa con cui fare i conti e paradossalmente lo sento dentro con empatia. Forse per noi umani é iniziata l’era delle conseguenze, l’era del comprendere le responsabilità dei nostri gesti passati”.

Vincitore nel 2007 del Webby Awards (gli Oscar di internet), La Spada – che quest’anno ha realizzato la campagna di comunicazione per il festival Le Vie dei Tesori – ha collaborato con molti artisti, da Ryuichi Sakamoto (che ha composto una sua “voce della natura” musicale su un progetto visivo dell’artista siciliano) a Marco Mengoni, per il quale ha realizzato il video della canzone vincitrice a Sanremo nel 2013, “L’essenziale”. Ha fotografato la campionessa olimpica Federica Brignone mentre scia sott’acqua per attenzionare il pubblico sul problema della plastica in mare ed esposto in svariate sedi nel mondo tra cui ricordiamo New York, Tokyo, Berlino, Parigi, il Principato di Monaco alla presenza del Principe Alberto II di Monaco. Ma La Spada è anche convinto di una battaglia che sta conducendo da anni contro l’inquinamento dei mari. Un digital-artist impegnato nell’ecologia.

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