Federico Maria Butera vince il Premio Demetra

Lo studioso siciliano al primo posto nella competizione letteraria dedicata alla saggistica ambientale organizzata da Comieco ed Elba Book Festival

di Ruggero Altavilla

È uno dei pionieri della ricerca sulle energie e le fonti rinnovabili. Federico Maria Butera, autore del libro “Affrontare la complessità. Per governare la transizione ecologica”, ha vinto la prima edizione del Premio Demetra, organizzata da Comieco ed Elba Book Festival.

I finalisti del Premio Demetra

Accademico originario di Mezzojuso, nel Palermitano, professore emerito di fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano, Butera si è classificato al primo posto nella competizione letteraria dedicata alla saggistica ambientale pubblicata da editori indipendenti, organizzata insieme a Esa Elbana Servizi Ambientali, Unicoop Tirreno e con il patrocinio del Parco nazionale Arcipelago Toscano.

Federico Maria Butera

Durante la premiazione, avvenuta in chiusura della settima edizione di Elba Book, la giuria, composta da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Sabrina Giannini, giornalista e scrittrice; Ilaria Catastini, editrice; Duccio Bianchi, responsabile scientifico; Giorgio Rizzoni, direzione Elba Book, ha premiato, tra le 38 opere candidate, proposte da 25 editori indipendenti, quelle che sono state ritenute le migliori pubblicazioni a tema ambientale di carattere saggistico e di inchiesta in lingua originale italiana da editori indipendenti nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2018 e il 15 maggio 2021. Alla base del Premio letterario Demetra – fanno sapere gli organizzatori – c’è il desiderio di Comieco di sostenere e promuovere la letteratura ambientale, favorendone una maggiore diffusione nella piena convinzione che essa possa svolgere un ruolo centrale nella formazione di una maggiore coscienza ambientale nei cittadini.

I libri a Rio nell’Elba

“Un libro importante per comprendere le grandi trasformazioni avvenute, gli immensi rischi futuri e soprattutto la complessità della necessaria transizione ecologica – si legge nelle motivazioni del premio a Butera – . Nel momento in cui la conversione ecologica dell’economia e della società può diventare l’asse centrale delle politiche, questo libro ci offre una visione di insieme e ci mostra le connessioni ecologiche e sociali delle nuove tecnologie e delle nuove politiche. Un libro necessario per gli educatori ambientali”.

Il direttore artistico Marco Belli saluta la platea

Federico Maria Butera inizia la sua carriera accademica nel 1970 all’Istituto di Fisica tecnica dell’Università di Palermo. Partecipa alle prime attività della International Energy Agency relative ai temi dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili nell’edilizia e, come consulente di agenzie dell’Onu e della Banca Mondiale, affronta anche tematiche inerenti allo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. Nel 1990 si trasferisce alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove promuove nella didattica l’integrazione del parametro energia nella progettazione architettonica e costituisce una unità di ricerca interdisciplinare con la quale, fra l’altro, mette in pratica la metodologia della progettazione integrata nel progetto un edificio destinato ad accogliere il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Tsinghua, a Pechino, il Sino-Italian Energy Efficient Building, inaugurato nel 2006.

Anticipando i futuri obblighi comunitari, applica il modello della progettazione integrata a quelli che sono fra i primi edifici a energia zero realizzati in Italia (la Leaf House, nelle Marche) e in Europa (il Rec Conference Center, Budapest), inaugurati nel 2008. Dal 2007 collabora con l’agenzia dell’Onu Habitat per la divulgazione e la formazione, sul tema della sostenibilità a scala urbana e di edificio. È autore di oltre 200 articoli scientifici, di libri e manuali e di numerosi articoli divulgativi su quotidiani e riviste. È presidente dell’associazione Borghi dei Tesori, che sta organizzando un festival diffuso in Sicilia, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori, coinvolgendo 60 piccoli centri dell’Isola.

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