Fantasmi sull’Etna, quel villaggio turistico divorato dal bosco

L’ex complesso Mareneve di Linguaglossa, attende da decenni una rinascita che stenta ad arrivare, anche se un progetto è in cantiere. Da qui comincia un viaggio tra i luoghi abbandonati siciliani in compagnia dell’associazione Ascosi Lasciti

di Giulio Giallombardo

Gli ingredienti per una fiaba gotica ci sono tutti: un bosco talmente fitto da non far quasi trapelare luce, piccole casette di legno abbandonate, un vulcano irrequieto che quando vuole sa mettere paura. Suggestioni perturbanti che si materializzano tra le tortuose strade che si inerpicano sull’Etna, teatro di miti e leggende, dove da diversi decenni va in scena il lungo oblio dell’ex Villaggio Mareneve. C’era una volta nel bosco Ragabo, non distante da Linguaglossa, un’oasi per turisti, che dopo una serie di sfortunati eventi e una gestione non proprio virtuosa, inizia il suo declino fino all’abbandono.

Villaggio Mareneve (foto Liotrum-Ascosi Lasciti)

Costruito alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso, fu di proprietà della Regione Siciliana che lo affidò a una società turistica, per poi passare in concessione a privati. Oggi appartiene alla Città metropolitana di Catania e dagli inizi del Duemila si parla un possibile rilancio, che finora è rimasto solo sulla carta. “Abbiamo da tempo un’interlocuzione con la Regione per un finanziamento di circa 2 milioni di euro – fanno sapere dall’ex Provincia di Catania – entro il prossimo gennaio presenteremo un progetto redatto dai nostri tecnici, augurandoci che sarà approvato e finanziato”.

Uno degli edifici del Villaggio Mareneve, (foto Liotrum-Ascosi Lasciti)

Nell’attesa, resta la fotografia di un complesso turistico ridotto in macerie, oggi frequentato solo da animali selvatici e vandali. Resistono come possono, sotto gli alti pini larici, i piccoli bungalow in legno decentrati rispetto al corpo principale, che ormai cade a pezzi. Immagini di un oblio che sembra inesorabile, immortalate negli scatti di Ascosi Lasciti, associazione culturale che da anni si dedica all’urbex, esplorazione urbana di luoghi abbandonati. Con le foto e la storia del Mareneve, inauguriamo una serie di approfondimenti che pubblicheremo su questo magazine, in collaborazione con Ascosi Lasciti, che ha partecipato anche alla scorsa edizione del Festival Le Vie dei Tesori.

 

“Un intero villaggio turistico abbandonato in mezzo al bosco. Un tempo, glorioso luogo di incontri e relax, oggi lugubre tomba di ricordi spenti e di immagini sbiadite dei bei periodi che furono – si legge sul sito di Liotrum, gruppo territoriale siciliano di Ascosi Lasciti – . Un ambiente spettrale tra luci e ombre condito da una buona dose di abbandono. È come se il bosco dagli alti pini larici avesse fame e stesse iniziando un processo di inglobamento di quelle opere ormai dimenticate. Madre Natura è cinica e non indietreggia neanche davanti all’operato distruttivo che l’uomo continua a perpetrare nei suoi confronti”.

Villaggio Mareneve (foto Liotrum-Ascosi Lasciti)

La storia del Mareneve, come tutte le altre che racconteremo insieme ad Ascosi Lasciti, tra palazzi, ville, castelli, pezzi di archeologia industriale, può rappresentare un piccolo passo verso la riscoperta del territorio e la sua riqualificazione. “Crediamo a un movimento nato dal basso che possa creare più consapevolezza e rispetto per la propria terra, partendo da un turismo di prossimità che faccia riscoprire ai siciliani la storia e le bellezze dimenticate”, spiega Cristiano La Mantia, presidente di Ascosi Lasciti. “Il nostro intento – prosegue – è la creazione di una rete tra le realtà già presenti e impegnate in questo senso che speriamo sia comune. Abbiamo voluto stringere un rapporto di collaborazione con Le Vie dei Tesori, perché crediamo che insieme possiamo dare più forza a questa missione”.

(Foto Liotrum-Ascosi Lasciti)

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