Enna, città del mito: storia e innovazione per il rilancio del turismo

Azione sinergica tra associazioni locali e amministrazione comunale per creare un vero e proprio brand legato ai luoghi di Demetra e Kore

di Antonio Messina

Trascorsa la primavera, dopo un rigido inverno, sono arrivati caldissimi i primi giorni d’estate, con i campi di Enna dorati e pronti per la mietitura. Affacciandosi dai numerosi davanzali del capoluogo posto al centro della Sicilia, infatti, in assenza del mare si gode dei frutti della cerealicoltura, da sempre la pratica che caratterizza l’entroterra dell’isola. Greci e romani, proprio per la vocazione di questo territorio, hanno impiantato qui uno dei miti più importanti dell’antichità, per interpretare la ciclicità delle stagioni: quello di Demetra e Kore-Persefone, sposa di Ade.

La Rocca di Cerere e il Castello di Lombardia

Enna non ha mai dimenticato il proprio mito, dato che i fatti narrati nel passato hanno forgiato la cultura, i luoghi e gli spazi, e adesso si guarda al futuro attraverso il recupero di quest’elemento culturale tanto antico, quanto identitario. Il mito greco-romano di Demetra e Kore, infatti, è al centro dell’azione sinergica tra associazioni locali e amministrazione comunale, che hanno deciso di farne un vero e proprio brand capace di rilanciare il turismo dell’entroterra, soprattutto nel post pandemia.

Il lago di Pergusa

Una passeggiata nel vicino lago di Pergusa, dove gli autori classici collocano il ratto di Kore, comporta la visita del centro indigeno ellenizzato di Cozzo Matrice, dominato dal cosiddetto “antro di Ade”, suggestiva cavità naturale che fu ritenuta il luogo dal quale il dio degli inferi uscì per rapire la figlia di Demetra. All’interno della città di Enna, invece, un importante sito coincide con la Rocca di Cerere, guglia rocciosa che in passato ospitava un altare sacro e due statue colossali, in prossimità dell’area in cui sorgeva il santuario di Demetra in epoca greca, di Cerere in epoca romana, oggi soppiantato dal Castello di Lombardia.

L’area sacra di Cozzo Matrice con l’antro di Ade

Proprio ai piedi della rocca sacra, in contrada Santa Ninfa, a settembre dello scorso anno è stato inaugurato il Museo del Mito, uno spazio che si serve di innovativi strumenti digitali per far rivivere il racconto degli autori classici: gli effetti suggestivi di una videonarrazione in una sala immersiva, l’utilizzo di visori oculus che consentono una volo virtuale sull’area dell’antica acropoli della città, e l’ausilio di touch screen di approfondimento tematico, con una raccolta fotografica di reperti provenienti dai musei archeologici del territorio, permettono un’accessibilità attuale e coinvolgente, vicina alle esigenze del visitatore contemporaneo.

Proiezione immersiva nel Museo del Mito

Tradizionale, al contrario, il Museo archeologico Varisano, che espone esempi di coroplastica votiva e testimonianze epigrafiche provenienti dalle aree archeologiche ennesi, attestazione diretta del culto verso le divinità ctonie sopracitate. Anche i ristoratori ennesi hanno sposato l’iniziativa messa in atto dall’amministrazione comunale da alcuni anni, impegnandosi nella continua sperimentazione e ricerca di ricette culinarie, per proporre al visitatore piatti dove tradizione e innovazione si incontrano, attraverso l’utilizzo di grani antichi e di prodotti legati al topos mitologico ennese.

Il Museo del Mito

Enna, infine, è al centro di una vasta area comprendente nove territori comunali, che l’Unesco ha riconosciuto come “Rocca di Cerere Global Geopark”, e nel marzo del 2018 lo “Spazio simbolico della Rocca di Cerere”, con riferimento al mito, è stato iscritto al Reis, il Registro delle eredità immateriali della Sicilia. La forza del mito antico, così, continua a rendere pulsante il cuore della Sicilia, in una contemporaneità che vuole recuperare gli elementi più autentici e identificativi del territorio.

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