Risplende l’oro verde di Sicilia

Tutto pronto a Mazara del Vallo per la dodicesima edizione de “L’isola del Tesolio”, giornata dedicata all’olio extra vergine d’oliva, promossa dal Consorzio della filiera olivicola

di Redazione

Riflettori puntati sull’oro verde di Sicilia. È tutto pronto a Mazara del Vallo per la 12esima edizione de “L’isola del Tesolio”, una giornata interamente dedicata all’olio extra vergine d’oliva, organizzata e promossa dal Cofiol, il Consorzio della filiera olivicola presieduto da Alessandro Chiarelli. L’incontro si terrà sabato 8 settembre, dalle 9 alle 12, al resort Giardino di Costanza.

Il tema del dibattito della nuova edizione sarà l’utilizzo dell’olio evo a marchio Igp Sicilia nella dieta mediterranea. Si discuterà, dunque, delle qualità nutritive di questo insostituibile ingrediente della cucina italiana, che è alla base di tutti i principali piatti della tradizione. È proprio grazie al suo utilizzo che la dieta mediterranea è diventata un vero e proprio modello nutrizionale, in grado di coniugare ottimi sapori ad una vita longeva. Diversi studi hanno già dimostrato i numerosi vantaggi per la salute derivanti da questo tipo di alimentazione, a cominciare dal mantenimento del peso corporeo ideale.

“Grazie all’attività del Consorzio – afferma Alessandro Chiarelli, presidente del Cofiol – riusciamo a dar voce e a promuovere gli olivicoltori e i frantoiani siciliani. Il nostro obiettivo è quello di creare un modello vincente di filiera olivicola che possa aumentare la capacità produttiva dei singoli olivicoltori, per poter immettere sul mercato un prodotto competitivo dal punto di vista qualitativo e quantitativo. In questo modo l’Igp Sicilia, pilastro della tanto celebrata e apprezzata dieta mediterranea, così come tutte le produzioni di eccellenza dell’Isola che vanta il maggior numero di Dop, avrà la diffusione che merita”.

La Sicilia dell’olio e delle olive ha grandissime potenzialità. A parlare chiaro sono i numeri. Nell’Isola esistono circa 150 diverse varietà di olive e la regione è il terzo produttore nazionale dopo Puglia e Calabria. Nell’Isola ci sono 619 frantoi oleari, precisamente 124 nella provincia di Palermo; 91 ad Agrigento, 84 a Messina, 67 a Catania, 44 a Enna, 36 a Siracusa, 33 a Ragusa, 97 a Trapani e 43 a Caltanissetta. Sei le Dop presenti nell’area olivicola siciliana, rispettivamente nelle province di Trapani con due oli Dop (Valli Trapanesi, Valle del Belice), Palermo (Val di Mazara), Messina (Valdemone), Catania (Monte Etna) e Ragusa (Monti Iblei).

Per uno sviluppo del comparto siciliano, dunque, è fondamentale l’associazionismo tra i frantoiani e gli olivicoltori. L’olivicoltura, infatti, è una pratica molto complessa e occorre valorizzare la millenaria tradizione olivicola siciliana attraverso l’uso consapevole e intelligente delle nuove tecnologie.

Tutto pronto a Mazara del Vallo per la dodicesima edizione de “L’isola del Tesolio”, giornata dedicata all’olio extra vergine d’oliva, promossa dal Consorzio della filiera olivicola

di Redazione

Riflettori puntati sull’oro verde di Sicilia. È tutto pronto a Mazara del Vallo per la 12esima edizione de “L’isola del Tesolio”, una giornata interamente dedicata all’olio extra vergine d’oliva, organizzata e promossa dal Cofiol, il Consorzio della filiera olivicola presieduto da Alessandro Chiarelli. L’incontro si terrà sabato 8 settembre, dalle 9 alle 12, al resort Giardino di Costanza.

Il tema del dibattito della nuova edizione sarà l’utilizzo dell’olio evo a marchio Igp Sicilia nella dieta mediterranea. Si discuterà, dunque, delle qualità nutritive di questo insostituibile ingrediente della cucina italiana, che è alla base di tutti i principali piatti della tradizione. È proprio grazie al suo utilizzo che la dieta mediterranea è diventata un vero e proprio modello nutrizionale, in grado di coniugare ottimi sapori ad una vita longeva. Diversi studi hanno già dimostrato i numerosi vantaggi per la salute derivanti da questo tipo di alimentazione, a cominciare dal mantenimento del peso corporeo ideale.

“Grazie all’attività del Consorzio – afferma Alessandro Chiarelli, presidente del Cofiol – riusciamo a dar voce e a promuovere gli olivicoltori e i frantoiani siciliani. Il nostro obiettivo è quello di creare un modello vincente di filiera olivicola che possa aumentare la capacità produttiva dei singoli olivicoltori, per poter immettere sul mercato un prodotto competitivo dal punto di vista qualitativo e quantitativo. In questo modo l’Igp Sicilia, pilastro della tanto celebrata e apprezzata dieta mediterranea, così come tutte le produzioni di eccellenza dell’Isola che vanta il maggior numero di Dop, avrà la diffusione che merita”.

La Sicilia dell’olio e delle olive ha grandissime potenzialità. A parlare chiaro sono i numeri. Nell’Isola esistono circa 150 diverse varietà di olive e la regione è il terzo produttore nazionale dopo Puglia e Calabria. Nell’Isola ci sono 619 frantoi oleari, precisamente 124 nella provincia di Palermo; 91 ad Agrigento, 84 a Messina, 67 a Catania, 44 a Enna, 36 a Siracusa, 33 a Ragusa, 97 a Trapani e 43 a Caltanissetta. Sei le Dop presenti nell’area olivicola siciliana, rispettivamente nelle province di Trapani con due oli Dop (Valli Trapanesi, Valle del Belice), Palermo (Val di Mazara), Messina (Valdemone), Catania (Monte Etna) e Ragusa (Monti Iblei).

Per uno sviluppo del comparto siciliano, dunque, è fondamentale l’associazionismo tra i frantoiani e gli olivicoltori. L’olivicoltura, infatti, è una pratica molto complessa e occorre valorizzare la millenaria tradizione olivicola siciliana attraverso l’uso consapevole e intelligente delle nuove tecnologie.

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