Domina Scicli dall’alto, al via la riqualificazione del convento della Croce

Un complesso monumentale tra i più importanti del territorio, che adesso sarà interessato da interventi di valorizzazione. Previsti interventi strutturali e nelle aree esterne, ma anche la ridefinizione dei percorsi nel sito archeologico di Castelluccio

di Redazione

È uno dei tesori più antichi di Scicli, che domina dall’alto del suo colle. Fondato dai frati minori francescani, il convento di Santa Maria della Croce offre una vista mozzafiato sulla cittadina iblea e sull’area rupestre di Chiafura. Un complesso monumentale tra i più importanti del territorio, che adesso sarà interessato da interventi di riqualificazione e valorizzazione portati avanti dall’amministrazione regionale. Consegnati nei giorni scorsi i lavori che interesseranno il convento e il sito archeologico di Castelluccio.

Cortile interno (foto Pequod76, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Un progetto – fanno sapere dalla Regione – che prevede, oltre agli interventi strutturali, tra cui anche la totale revisione degli impianti, anche la sistemazione delle aree esterne e dell’ingresso del complesso conventuale. I lavori – finanziati con oltre un milione e 150mila euro di risorse del Psr 2014-2020 e realizzato dalla Isa restauri e costruzione di Mistretta – comprendono la sistemazione delle aree esterne, nuove coperture, la revisione degli infissi e verniciature, ma anche il restauro degli elementi lapidei e la ridefinizione dei percorsi nel sito di Castelluccio. La struttura sarà, inoltre, dotata di cartellonistica adeguata a orientare e informare i visitatori sulle caratteristiche e la storia del Convento della Croce.

Con il recupero del convento, si creeranno, peraltro le condizioni perché si possa prevedere la ricollocazione nelle pareti originarie degli affreschi che sono già stati restaurati e temporaneamente allocati nella chiesa di Santa Teresa d’Avila, sempre a Scicli.

Cortile porticato (foto Pequod76, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Alla consegna dei lavori, oltre all’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà,  presenti il dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Franco Fazio; il sindaco di Scicli, Mario Marino; il direttore del parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, Domenico Buzzone; il soprintendente dei Beni culturali di Ragusa, Antonino De Marco; il parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana Orazio Ragusa. “Si tratta di un intervento molto importante – ha sottolineato l’assessore Samonà – che restituisce piena funzionalità a un complesso monumentale di straordinaria bellezza. Con la consegna dei lavori si porta a compimento un impegno che avevamo assunto con la comunità e si pongono le basi per una piena e compiuta valorizzazione delle testimonianze storico-culturali dell’area”.

Complesso di Santa Maria della Croce (foto Pequod76, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Costruito sul colle omonimo e sui ruderi del castello intorno al 15esimo secolo dai Cordiglieri Francescani, frati del terzo ordine, il complesso conventuale fu abbellito dai conti di Modica Federico Henriquez e la consorte Anna Cabrera, gli stessi conti che a Modica costruirono la chiesa di Santa Maria di Gesù e il convento. La costruzione, avviata tra il 1480 e il 1490, fu completata nel 1528; notizie rispetto alla conclusione dei lavori si rilevano dal cartiglio intorno alla losanga a sinistra del portale dove sono indicati anche i nomi dei capomastri del tempo. Nel 1694 il nobile don Francesco Palermo-Naselli fu sepolto nella chiesa con un monumentale sarcofago marmoreo.

Nella prima foto in alto la chiesa di Santa Maria della Croce (foto Ludvig13, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

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