Danisinni e Ballarò rinascono con la tassa di soggiorno

Il Comune di Palermo ha lanciato un progetto sperimentale di partecipazione civica nato dall’idea di destinare una quota dell’imposta al finanziamento di progetti di riqualificazione, proposti e scelti dai cittadini per i due quartieri storici

di Giulio Giallombardo

Sono i simboli di una città che cambia e si trasforma. Come i due fiumi che ancora scorrono sottoterra, il Papireto ai Danisinni e il Kemonia a Ballarò, che hanno cullato Palermo sin dalla nascita. I due quartieri storici stanno vivendo ultimanente una vera e propria renaissance, cercando, non senza difficoltà, di riemergere dagli anni bui che vogliono lasciarsi alle spalle. Non è un caso che proprio Danisinni e Ballarò siano stati scelti dal Comune per un progetto sperimentale di partecipazione civica nato dall’idea di destinare una quota della tassa di soggiorno al finanziamento di progetti di riqualificazione, proposti e scelti direttamente dai cittadini.

Per il progetto “Danisinni & Ballarò intransito”, ci sono in ballo 40mila euro, da dividere equamente tra i due quartieri. Possono partecipare tutti quelli che vivono la città – residenti, city users e turisti – e in particolare nelle zone interessate. Il progetto è sviluppato anche grazie al sostegno di Airbnb, il colosso dell’home sharing, che dallo scorso aprile collabora con l’amministrazione comunale per la raccolta automatica dell’imposta di soggiorno tramite il suo portale. Il 10 per cento di quanto raccolto, che la piattaforma ha scelto di non trattenere, sarà destinato a progetti scelti dai cittadini.

Si parte il 23 novembre con il primo laboratorio di quartiere che interessa Ballarò, dalle 16,30 alle 19,30 nell’oratorio di Santa Chiara. L’indomani gli incontri si spostano al Circo sociale in piazza Danisinni, dalle 9 alle 12. Le idee più condivise in ciascun incontro si candideranno alla fase successiva di coprogettazione, che si svolgerà dal 26 novembre al 15 dicembre, quando le proposte saranno sviluppate fra i partecipanti, le associazioni e i comitati del territorio e l’amministrazione comunale. Ultima fase, la votazione finale, che si terrà dal 15 al 31 gennaio 2019: tre progetti per Ballarò e altrettanti per Danisinni saranno condivisi con tutti i cittadini palermitani che decideranno quali finanziare con i 40mila euro a disposizione. Ne sarà infine scelto uno per quartiere.

“I progetti – si legge sul portale dell’amministrazione dedicato al progetto – oltre alle attività ed ai servizi di natura promozionale del territorio, potranno prevedere anche l’acquisto di beni di consumo o durevoli (ma non in prevalenza) o interventi di manutenzione ordinaria. Non potranno essere realizzati manutenzioni o interventi straordinari di opere e beni pubblici. I progetti dovranno essere realizzati entro l’anno 2019 con il budget massimo a disposizione e potranno prevedere una collaborazione tra pubblico e privato”.

Protagonista delle attività laboratoriali sarà anche l’associazione SìHost, nata pochi mesi fa, che raggruppa i proprietari di appartamenti destinati a locazione turistica. Avrà il compito di coordinare i laboratori, raggruppando idee e proposte che verranno fuori dai due tavoli di lavoro. “Questo progetto rappresenta al meglio il modo attraverso cui intendiamo presentare la città ai nostri ospiti, ed allo stesso tempo fare da tramite tra ospiti e residenti locali – spiega a Le Vie dei Tesori News, Giorgio Bruno, presidente di SìHost – . Il flusso turistico diventa così momento di crescita culturale, sociale ed economica per ogni protagonista, sia esso host, guest o residente. Chi oggi visita la città non può più essere considerato un semplice turista, ma è certamente un cittadino temporaneo. Questo è l’homesharing che ci proponiamo di portare avanti”.

Il Comune di Palermo ha lanciato un progetto sperimentale di partecipazione civica nato dall’idea di destinare una quota dell’imposta al finanziamento di progetti di riqualificazione, proposti e scelti dai cittadini per i due quartieri storici

di Giulio Giallombardo

Sono i simboli di una città che cambia e si trasforma. Come i due fiumi che ancora scorrono sottoterra, il Papireto ai Danisinni e il Kemonia a Ballarò, che hanno cullato Palermo sin dalla nascita. I due quartieri storici stanno vivendo ultimanente una vera e propria renaissance, cercando, non senza difficoltà, di riemergere dagli anni bui che vogliono lasciarsi alle spalle. Non è un caso che proprio Danisinni e Ballarò siano stati scelti dal Comune per un progetto sperimentale di partecipazione civica nato dall’idea di destinare una quota della tassa di soggiorno al finanziamento di progetti di riqualificazione, proposti e scelti direttamente dai cittadini.

Per il progetto “Danisinni & Ballarò intransito”, ci sono in ballo 40mila euro, da dividere equamente tra i due quartieri. Possono partecipare tutti quelli che vivono la città – residenti, city users e turisti – e in particolare nelle zone interessate. Il progetto è sviluppato anche grazie al sostegno di Airbnb, il colosso dell’home sharing, che dallo scorso aprile collabora con l’amministrazione comunale per la raccolta automatica dell’imposta di soggiorno tramite il suo portale. Il 10 per cento di quanto raccolto, che la piattaforma ha scelto di non trattenere, sarà destinato a progetti scelti dai cittadini.

Si parte il 23 novembre con il primo laboratorio di quartiere che interessa Ballarò, dalle 16,30 alle 19,30 nell’oratorio di Santa Chiara. L’indomani gli incontri si spostano al Circo sociale in piazza Danisinni, dalle 9 alle 12. Le idee più condivise in ciascun incontro si candideranno alla fase successiva di coprogettazione, che si svolgerà dal 26 novembre al 15 dicembre, quando le proposte saranno sviluppate fra i partecipanti, le associazioni e i comitati del territorio e l’amministrazione comunale. Ultima fase, la votazione finale, che si terrà dal 15 al 31 gennaio 2019: tre progetti per Ballarò e altrettanti per Danisinni saranno condivisi con tutti i cittadini palermitani che decideranno quali finanziare con i 40mila euro a disposizione. Ne sarà infine scelto uno per quartiere.

“I progetti – si legge sul portale dell’amministrazione dedicato al progetto – oltre alle attività ed ai servizi di natura promozionale del territorio, potranno prevedere anche l’acquisto di beni di consumo o durevoli (ma non in prevalenza) o interventi di manutenzione ordinaria. Non potranno essere realizzati manutenzioni o interventi straordinari di opere e beni pubblici. I progetti dovranno essere realizzati entro l’anno 2019 con il budget massimo a disposizione e potranno prevedere una collaborazione tra pubblico e privato”.

Protagonista delle attività laboratoriali sarà anche l’associazione SìHost, nata pochi mesi fa, che raggruppa i proprietari di appartamenti destinati a locazione turistica. Avrà il compito di coordinare i laboratori, raggruppando idee e proposte che verranno fuori dai due tavoli di lavoro. “Questo progetto rappresenta al meglio il modo attraverso cui intendiamo presentare la città ai nostri ospiti, ed allo stesso tempo fare da tramite tra ospiti e residenti locali – spiega a Le Vie dei Tesori News, Giorgio Bruno, presidente di SìHost – . Il flusso turistico diventa così momento di crescita culturale, sociale ed economica per ogni protagonista, sia esso host, guest o residente. Chi oggi visita la città non può più essere considerato un semplice turista, ma è certamente un cittadino temporaneo. Questo è l’homesharing che ci proponiamo di portare avanti”.

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1 Comment

  1. Una bellissima iniziativa per osservare come danisinni e ballarò ma anche albergheria e capo rinascono ogni tre mesi. Altro che araba fenice…

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