Dall’Egitto alla Sicilia: restaurato un lino funerario

Un frammento di benda con cui si avvolgevano le mummie è stato presentato al Museo del Papiro di Siracusa che ha riaperto dopo il lockdown

di Redazione

Avvolgeva il corpo di un personaggio illustre, probabilmente uno straniero, sepolto nella necropoli di Saqqara, una delle più importanti d’Egitto. È il frammento di lino funerario presentato pochi giorni fa al Museo del Papiro “Corrado Basile” di Siracusa, che ha riaperto dopo i mesi di quarantena. Si tratta di un pezzo di benda con cui si ricoprivano le mummie, che riporta una scrittura in geroglifico e ieratico. Risalta anche una decorazione figurata che si ispira a quella leggibile sui rotoli di papiro contenenti capitoli del libro dei morti. Il prezioso lino, che risale al VI secolo avanti Cristo, è stato recentemente studiato dall’egittologa Gloria Rosati, dell’Università di Firenze, e restaurato da Corrado Basile e Anna Di Natale, del Museo del papiro.

Particolare del lino funerario

Il reperto – fanno sapere dal museo – è assai eccezionale per la finezza della rappresentazione iconografica, per la qualità delle vignette e per il tratto sicuro del disegno ad inchiostro nero, mentre l’impiego del lino, supporto noto in Egitto fin dall’epoca predinastica, ma raramente usato nella stesura del libro dei morti, documenta l’esecuzione del tessuto in una bottega di alto livello. Lo studio preliminare di Gloria Rosati ha permesso, tra l’altro, di stabilire la pertinenza del frammento ad un tessuto più grande destinato a coprire il corpo mummificato di un personaggio di alto rango, probabilmente sepolto nella necropoli di Saqqara al tempo della XXVI Dinastia.

La presentazione del reperto

Per l’egittologia Rosati, la scena illustrata a tutta pagina è tipica di un particolare capitolo del cosiddetto libro dei morti conosciuto nei rotoli di papiro, ma non trovato in un supporto di lino; il tessuto stesso è finissimo, tanto da potersi considerare come un esempio di quel “lino regio”, che in tutti i testi antichi è giudicato il più pregiato. Il lino ha un interesse davvero speciale da diversi punti di vista, ma quello che senza dubbio per ora non ha confronti è l’eccezionale finezza e raffinatezza del disegno.

Il Museo del Papiro

Nel corso della presentazione Anna Di Natale e Corrado Basile, curatori del Museo del Papiro, hanno illustrato la storia dell’acquisizione del reperto, rivelando anche la straordinaria scoperta del cartoncino, su cui era fissato il lembo di lino, riferibile ad uno dei disegni eseguiti durante la spedizione franco-toscana in Egitto, condotta da Jean-François Champollion e Ippolito Rosellini nel 1828-29. Come ha sottolineato Massimo Cultraro – dirigente di ricerca del Cnr-Ispc intervenuto durante la presentazione – il finissimo lino potrebbe essere appartenuto ad uno straniero, come si ricava da alcuni elementi iconografici documentati nelle vignette, che risultano estranei alla tradizione egizia. Ha chiuso l’incontro Lorenzo Guzzardi, direttore del Parco archeologico di Leontinoi, che ha tracciato la storia delle lunghe relazioni tra Sicilia e mondo nilotico dalla preistoria fino allo sviluppo della cultura ellenistica che legò in maniera indissolubile Alessandria con Siracusa.

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