Dalla tomba romana ritrovata ai crateri dell’Etna, ultimo weekend a Catania e Acireale

Si visita per la prima volta una sepoltura del Primo secolo avanti Cristo scoperta sotto un palazzo. Apre per poche ore il mondo incantato di Cartura. Si arriva alle bocche eruttive di Monte Gemmellaro e si scoprirà il “bacio” di nocciole di Linguaglossa

di Redazione

Catania, Cappella Bonaiuto

Sotto una palazzina dell’Istituto autonomo case popolari in via Antico Corso, a Catania, potrebbe esserci un’intera necropoli romana. O almeno questo si pensa da quando è stata scoperta, dentro un deposito che affaccia sulla strada, una tomba romana risalente al Primo secolo avanti Cristo: arrivarci sarà una vera avventura e si potrà farlo domenica prossima, durante l’ultima giornata di programmazione del festival Le Vie dei Tesori che già apre moltissimi luoghi e propone esperienze a Catania e nei dintorni. Le visite saranno organizzate dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Si scende a pochissimi per volta, l’ambiente è molto stretto ma la tomba romana è perfettamente visibile.

Tomba romana

Fino al 2010 gli ambienti, di proprietà dello Iacp, erano stati utilizzati, prima come vano per le vasche dell’acqua del palazzo, poi, occupati abusivamente, come deposito per i grandi bracieri e le masserizie di un ristorante della zona. L’intervento di Sovrintendenza e carabinieri ha portato alla definitiva chiusura dei locali e alla loro salvaguardia, e all’affidamento ad Arci Catania e Comitato Popolare Antico Corso.

La pinacoteca Sciavarrello

Ma sarà tutto da scoprire questo ultimo weekend (sabato e domenica) del  festival a Catania: oltre alla Pinacoteca Sciavarrello – che lo scorso fine settimana ha avuto un boom di visite e spera di replicare il successo -, ritorna per poche ore la bottega impalpabile Cartura, spazio creativo straordinario di opere nata dalla carta (sabato 116-18.30 e domenica 10-12.30). Domenica si potrà anche partecipare ad una passeggiata sino alla frattura eruttiva di Monte Gemmellaro. Raggiungendo Acireale, si visiterà alla luce delle candele la seicentesca Santa Maria Maddalena; e si potrà entrare nel laboratorio di Franco Patanè, mastro artigiano che produce ancora il gelato come una volta.

Visite a Castello Ursino

Ma i siti che aprono le porte sono diversi: il fossato di castello Ursino che è tra i luoghi più amati del festival, o il Bastione degli Infetti sulla collina di Montevergine. Il famoso camminamento che conduce su fino alla sommità della Chiesa di San Nicolò L’Arena, a 66 metri d’altezza (lo scorso weekend inaccessibile per una colonia di vespe). Affidatevi agli studenti per visitare l’Istituto Ardizzone Gioeni con il suo chiostro neogotico o magari entrate alla Società storica catanese: la “stanza dei re” raccoglie documenti dal 1916 al 1945.

Piazza Scammacca

A Palazzo Scuderi Libertini (il luogo più visitato del festival) verrete accolti da figuranti in costume d’epoca, mentre a piazza Scammacca, troverete un bellissimo esempio di rigenerazione urbana di un intero quartiere (senza contare i sapori diversi!), e alle Stanze in fiore si potranno scegliere i percorsi sensoriali; nella cripta di Sant’Euplio si rivive la storia sotterranea della Catania paleocristiana; non dimenticate la Madonna del Gagini a Santa Maria del Gesù né gli affreschi di pregio di Palazzo Asmundo di Gisira, oggi hotel di charme.

Le Isole Ciclopi

I dintorni saranno una sorpresa ripetuta (a partire dal giro in barca di domenica lungo il waterfront): complice il bel tempo, a Aci Trezza domenica si segue il percorso dei viaggiatori del Grand Tour ma si visitano (solo sabato) anche i cantieri Rodolico dove nascono le barche; a Montatagrande, a 615 metri d’altezza, a Trecastagni si va per filari e frutteti e si accarezzano le asinelle di famiglia; a Viagrande si visitano anche gli ambienti agricoli di quella che fu la residenza di campagna dei marchesi di San Giuliano, oggi un relais, oppure si entra domenica a Villa Di Bella per ammirare i bozzetti di Zeffirelli per Cavalleria Rusticana.

Ma il gran finale tocca a Linguaglossa: qui Elvira Tomarchio, ex raccoglitrice di nocciole, e la guida Tiziana Abate, condurranno un bellissimo percorso nel paese fino a scoprire l’antica ricetta del “bacio” del pasticcere dell’Alhambra.

IL FESTIVAL A ACIREALE

Acireale, chiesa di Santa Maria Maddalena

Visitare una chiesa alla luce delle candele: si potrà farlo ad Acireale dove apre le porte l’austera chiesa di santa Maria Maddalena: le foto ne racconteranno la storia di fine ‘600, nella cripta sono ancora visibili gli antichi colatoi. Poi si ritorna da Franco Patanè, mastro gelataio che aprirà le porte del suo laboratorio per spiegare come un tempo lavoravano i nevaroli e nascevano le granite, tanto amate nei salotti nobiliari settecenteschi.

Franco Patanè

Senza dimenticare gli altri siti: la biblioteca Zelantea con i suoi 250 mila volumi, incunaboli, manoscritti, edizioni rare; la chiesa di San Benedetto con le rifiniture in oro sulle pareti e sul soffitto; l’antichissima Sant’Antonio di Padova dove si salirà sul campanile e sarà anche possibile suonare le campane. Infine, il presepe in stile partenopeo, con ben 150 personaggi tra le caratteristiche rovine pompeiane; e il Museo del Carnevale dove ogni singolo pezzo, maschera, calco, prevede la lunga opera dei maestri.

Scelto quest’anno dall’assessorato regionale al Turismo tra le manifestazioni che promuovono SeeSicily, Le Vie dei Tesori, con il supporto del main sponsor Unicredit, ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari, col sostegno di Poste Italiane.

Per informazioni telefonare allo 091 8420004, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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