Dal Nebraska alla Sicilia per studiare le mummie

Dieci studenti del lontano Midwest americano sono arrivati a Santa Lucia del Mela per occuparsi di tafonomia, paletnologia, paleopatologia. Sognano di diventare Csi o di entrare all’Fbi

di Federica Certa

Perché mai uno sparuto gruppo di ragazzi del Nebraska dovrebbe interessarsi alle mummie siciliane, di tecniche di conservazione vecchie di secoli, applicate a decrepite salme di prelati, aristocratici e borghesi? Apparentemente non potrebbero esserci due mondi più distanti. La moderna spensierata gioventù americana e il culto del passato che in Sicilia è identità, ricchezza, vocazione.

Ma a ben guardare gli studenti del Nebraska hanno trovato pane per i loro denti. Sono dieci quelli che hanno partecipato alla terza edizione del campo scuola di studi sulle mummie, organizzato nel convento dei Cappuccini di Santa Lucia del Mela, nel Messinese. Sono arrivate da una delle tante università dello sterminato Midwest, studiano perlopiù scienze forensi, qualcuno di loro sogna magari di entrare nell’Fbi o di diventare Csi, e hanno cominciato a fare i conti con l’eventualità di trovarsi davanti un cadavere mummificato, abbandonato nel più squallido e triste oblio, una scena del crimine complessa che richiede competenze specifiche e la mente aperta.

Così per due settimane, si sono applicati sulla tafonomia, la disciplina che studia i cambiamenti di un corpo dopo la morte, la palinologia, ovvero lo studio dei pollini e delle spore che possono depositarsi su un cadavere o al suo interno, la paleopatologia, che indaga le antiche malattie, la parassitologia, che analizza i parassiti che entrano in azione dopo il decesso.

Cinque insegnanti – tre italiani, un americano e una portoghese – hanno accompagnato gli allievi del corso intensivo in un viaggio nei misteri del trapasso, con le stigmate della scienza. “Per gli studenti americani – spiega il professore Dario Piombino-Mascali, che al corso ha insegnato tafonomia e mummiologia generale – è anche l’occasione di partecipare a dei focus fuori dal convento, nelle catacombe di Palermo, Savoca e Piraino”.

Dieci studenti del lontano Midwest americano sono arrivati a Santa Lucia del Mela per occuparsi di tafonomia, paletnologia, paleopatologia. Sognano di diventare Csi o di entrare all’Fbi

di Federica Certa

Perché mai uno sparuto gruppo di ragazzi del Nebraska dovrebbe interessarsi alle mummie siciliane, di tecniche di conservazione vecchie di secoli, applicate a decrepite salme di prelati, aristocratici e borghesi? Apparentemente non potrebbero esserci due mondi più distanti. La moderna spensierata gioventù americana e il culto del passato che in Sicilia è identità, ricchezza, vocazione.

Ma a ben guardare gli studenti del Nebraska hanno trovato pane per i loro denti. Sono dieci quelli che hanno partecipato alla terza edizione del campo scuola di studi sulle mummie, organizzato nel convento dei Cappuccini di Santa Lucia del Mela, nel Messinese. Sono arrivate da una delle tante università dello sterminato Midwest, studiano perlopiù scienze forensi, qualcuno di loro sogna magari di entrare nell’Fbi o di diventare Csi, e hanno cominciato a fare i conti con l’eventualità di trovarsi davanti un cadavere mummificato, abbandonato nel più squallido e triste oblio, una scena del crimine complessa che richiede competenze specifiche e la mente aperta.

Così per due settimane, si sono applicati sulla tafonomia, la disciplina che studia i cambiamenti di un corpo dopo la morte, la palinologia, ovvero lo studio dei pollini e delle spore che possono depositarsi su un cadavere o al suo interno, la paleopatologia, che indaga le antiche malattie, la parassitologia, che analizza i parassiti che entrano in azione dopo il decesso.

Cinque insegnanti – tre italiani, un americano e una portoghese – hanno accompagnato gli allievi del corso intensivo in un viaggio nei misteri del trapasso, con le stigmate della scienza. “Per gli studenti americani – spiega il professore Dario Piombino-Mascali, che al corso ha insegnato tafonomia e mummiologia generale – è anche l’occasione di partecipare a dei focus fuori dal convento, nelle catacombe di Palermo, Savoca e Piraino”.

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