Da Selinunte il “grano degli dei” donato in beneficenza

Distribuiti alle associazioni di volontariato oltre 25 quintali di frumento coltivato nei terreni del Parco archeologico. Saranno destinati a famiglie in difficoltà

di Redazione

Lo chiamano il “grano degli dei” e cresce tra i templi di Selinunte. In dieci dei 270 ettari del Parco archeologico sono stati recuperati i grani antichi, oggi trasformati in semola da destinare a iniziative di beneficenza, con il coordinamento del consorzio di ricerca “Gian Pietro Ballatore”, che fa capo all’assessorato regionale siciliano all’Agricoltura.

Spighe di grano

È il progetto “A&S – Agricoltura & Solidarietà”, messo a punto dall’Esa, l’Ente Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana, in risposta alla crescente domanda di derrate alimentari proveniente dalle famiglie sempre più alle prese con la difficoltà socio-economica provocata dall’emergenza sanitaria. Grazie a quest’iniziativa – fanno sapere dalla Regione – è stato possibile distribuire alle organizzazioni del volontariato oltre 25 quintali di grano molito, prodotto nelle aziende sperimentali di Campo Carboj a Castelvetrano e Sparacia a Cammarata.

Il Tempio E di Selinunte

“Attraverso un momento di solidarietà e condivisione – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – abbiamo voluto dare respiro a un progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale che si esprime nella compresenza di tutti quegli elementi che contribuiscono a realizzare ciò che è caratterizza un luogo: arte, storia, patrimonio monumentale ma anche paesaggio, tecniche colturali, riti, miti, genomi”.

Il Tempio C di Selinunte

“Il periodo emergenziale che stiamo attraversando, – aggiunge l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Toni Scilla – sta evidentemente restituendo all’agricoltura il ruolo nobile e primario di garante della sopravvivenza con la produzione di cibo. Da qui il chiaro insegnamento che tra la ruralità e il futuro c’è solo il buon senso e la solidarietà”. Giuseppe Catania, presidente dell’Esa sottolinea l’importanza della sinergia tra enti della stessa amministrazione, che ha consentito, oltre alla manutenzione del Parco, anche questa azione solidale; mentre, il direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, Bernardo Agrò, guarda anche alle nuove iniziative in corso.

L’acropoli di Selinunte

“Dopo i Cantieri della conoscenza, che hanno permesso ai visitatori di partecipare attivamente ai risultati relativi all’ultima missione di scavi condotta dalla New York University e dalla Statale di Milano, – afferma Agrò – abbiamo inaugurato i Cantieri del gusto con i grani antichi e i legumi coltivati dal Consorzio Ballatore e con il vino prodotto dal vigneto impiantato all’interno del Parco dalla cantina Settesoli. I prodotti della terra e i cereali in particolare, rappresentano uno dei punti di forza della civiltà selinuntina, come dimostrano numerosi reperti archeologici, e costituiscono ancora oggi componente fondamentale della nostra cultura agroalimentare e della dieta mediterranea che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità”.

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